Per festeggiare la giornata mondiale dell’arte coreutica – 29 aprile – la città della danza, su iniziativa del Comune di Civitanova Marche con l’AMAT, la compagnia Hunt e il contributo di Regione Marche e MiC, ospita oggi una full immersion con l’anteprima del festival Civitanova Danza 2025.
Si tratta della terza edizione di Dance Date a Civitanova Alta – inizio ore 18 al Giardino della Pinacoteca civica Moretti – con gli spettacoli Puzzle della Compagnia ResExtensa – ideazione e coreografia di Elisa Barucchieri con Moreno Guadalupi e Fabiana Mangialardi – e Mosaico della Compagnia degli Istanti con la Compagnia Simona Bucci e Alba Maestrelli.

Puzzle è un progetto di ricerca che trae ispirazione dai racconti di Italo Calvino ed esplora la complessità e la varietà della narrazione umana. In Puzzle, ogni voce ha la sua risonanza unica e ogni spettatore è invitato a offrire la propria interpretazione. Le narrazioni prendono forma nella danza, creando un dialogo in cui le storie si incontrano, si intrecciano, si scontrano e si accompagnano in un flusso continuo e mutevole. Ogni passo diventa espressione di un particolare stato d’animo, ogni combinazione apre la porta a una nuova visione, a una narrazione inedita. Le luci sono di Elisa Barucchieri, Danilo Milillo e Walter Mirabile, i costumi di Elisa Barucchieri.
Mosaico è uno spettacolo dedicato alla Domus del Mito di Sant’Angelo in Vado. Il Solo è ispirato al mosaico in cui è raffigurata la divinità di Dioniso / Bacco, evolvendosi poi in alcune figure a lui legate, come il vecchio Sileno e Re Mida. La musica è di Andrea Alessi.
Si proseue poi – ore 21.15 al Teatro Annibal Caro – con Dot dell’Associazione B-Ped, progetto di e con Marco Casagrande e Nicolò Giorgini, a seguire Whisper-studio 2 di Hunt_CdC.
Dot è una regione isolata dello spazio-tempo. Un sistema governato da leggi proprie, con un proprio moto e un proprio ritmo. Come in un buco nero non vi è un segno di demarcazione tra dentro e fuori, il disorientamento è totale e imperscrutabile. Due corpi, in un perenne moto orbitale, tentano di trovare un bilanciamento e una possibile collocazione in questo ecosistema mutevole. Tutto converge verso il punto di non ritorno, dove la materia si comprime fino a diventare vapore, fino a diventare nulla. Dot è l’orizzonte oltre il quale non si vede. Il disegno del suono è a cura di Borgo Perez, i costumi di Lina Orlando.
Whisper parla di relazioni, di ciò che non viene detto, di ciò che si vorrebbe dire e di ciò che si è disposti ad ascoltare. I danzatori restano in costante bilico tra il desiderio e la necessità di instaurare una relazione profonda con l’altro e il timore che ne deriva, la paura di non essere compresi o di mostrare le proprie fragilità. Le musiche sono di Manule Kopf e autori vari, i costumi di Stefania Cempini.
La giornata prevede anche la partecipazione delle scuole di danza del territorio.
Ogni ulteriore informazione presso: Teatro Rossini, AMAT e Teatro Annibal Caro.