«Giudicata femminista, vorrei ricordare che mi sono limitata
a ottenere la parità intellettuale tra i due sessi
e il diritto della donna a un lavoro congeniale.»
(Anna Banti)

C’è sempre una buona ragione per una visita a Villa Bardini e godersi il panorama di Firenze forse ancora più mozzafiato che da Piazzale Michelangelo perché, più in basso, se si allunga la mano, si ha la sensazione di accarezzare Firenze. Però, fino a domenica 20 luglio, c’è anche la possibilità di visitare “Caravaggio e il Novecento. Roberto Longhi, Anna Banti” una mostra intelligente quanto fascinosa, curata di Cristina Acidini e Claudio Paolini, che restituisce la vita, l’energia, la fucina intellettuale di chi viveva senza paraocchi. Promossa da Fondazione CR Firenze, in collaborazione con Fondazione Studi di Storia dell’Arte Roberto Longhi, selezionati quaranta dipinti, tra disegni e acquarelli oltre a nuclei di fotografie originali e documenti d’archivio, per testimoniare le frequentazioni della coppia con Ungaretti, Bassani, Pratolini, Gadda, Pea, Bigongiari, Pasolini, tra i molti amici letterati e scrittori, o con Morandi, de Pisis, Socrate, Guttuso, Mafai tra i tanti artisti.

Quello dei coniugi Longhi è una sorta di romanzo di vite vissute intensamente e, come sottolinea Cristina Acidini, Presidente della Fondazione “Questa è una mostra sorprendente. Ai visitatori di Villa Bardini vien presentata una coppia di personaggi eccezionali: Longhi e Banti, che dalle colline dell’Oltrarno hanno influenzato e in qualche misura diretto la vita artistica e culturale del Novecento italiano“. Un racconto di straordinaria quotidianità intessuto di interessi condivisi, alimentato dalle frequentazioni dei maggiori nomi del Secolo Breve e da scoperte, emozioni, passioni. In quella villa nascosta dal cancello verde, un cenacolo di uomini e donne che raggiungevano lui perché accumunati dall’interesse per l’arte, e lei per quello verso la letteratura, fondendosi, amalgamandosi, catalizzando ulteriori livelli e motivi di attrazione anche per intellettuali al di fuori dei due ambiti.

Partendo ciascuno dal suo (lei, nata Lucia Lopresti cambierà nome scegliendo da sola lo pseudonimo nel 1928 in contemporanea con il taglio dei capelli) riuscirono nell’impresa di trasformare un secolo negletto alla storia dell’arte, com’era il Seicento, in un momento magico per creatività e intensità. Anna riscoprendo la vicenda di Artemisia, Roberto mettendo in scena Caravaggio.
Entrambi sapevano interloquire con i loro pari, ma avevano anche l’arte e la volontà, di coinvolgere, interessare, appassionare i più giovani e il pubblico più ampio, ricorrendo anche a mezzi non consueti come il cinema.

Tutto questo è raccontato, con rigore e con giusta leggerezza, ma anche fortemente esperienziale, dove si possono ammirare capolavori della collezione della Fondazione Longhi come “Ragazzo morso da un ramarro” di Caravaggio, gli “Apostoli” di Jusepe de Ribera e i dieci Morandi intimi regalati in occasioni diverse, in particolare i fiori, donati il 13 dicembre in occasione delle feste per l’onomastico della padrona di casa.

Le dodici sezioni espositive ripercorrono le fitte relazioni: la prima introduce la coppia con dipinti e fotografie, quella successiva è dedicata al Longhi collezionista – dove sono esposti Caravaggio e i caravaggeschi. Ancora sezioni dedicate a Longhi: il Cinema e la sua attività di docente. Anna Banti è invece raccontata come storica dell’arte, scrittrice e traduttrice, accompagnata da una selezione dei moltissimi disegni che lo stesso Longhi le dedicò e da una serie di fotografie che la ritraggono negli ambienti della villa Il Tasso.

Una sala è interamente dedicata al rapporto con Giorgio Morandi, nati entrambi nel 1890, Giorgio e Roberto avevano stretto amicizia a Bologna, dove l’uno ha passato buona parte della vita nella sua casa studio e l’altro insegnato dal 1934. Riconoscendone subito il talento, lo definì “uno dei migliori pittori viventi d’Italia” durante il suo discorso inaugurale come professore di Storia dell’Arte all’Università felsinea. Di questo sodalizio testimoniano i dieci dipinti tutt’ora conservati a villa Il Tasso (in mostra anche la riproduzione di quello rubato augurandoci che, un giorno, possa uscire dal cavò del ladro).

La mostra infine racconta dei rapporti tenuti dai Longhi durante i periodi estivi attraverso le opere d’arte che li hanno segnati, come i dipinti di Carrà presenti nella collezione dedicati al mare o i ritratti di famiglia realizzati da Leonetta Cecchi Pieraccini. Il percorso prevede anche una Silent Room dove riposare gli occhi e la mente travolti dalle suggestioni e dagli stimoli offerti, come il testamento di Longhi scritto immediatamente dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 e che merita tutta l’attenzione necessaria per leggere quelle straordinarie parole.

Parte integrante della mostra è il catalogo, un libro con venti saggi su venti diversi ospiti legati, in modo diverso, ai due protagonisti e che offre, oltre a una vasta quantità di notizie, autentici spunti di riflessione.

Dettagli

Didascaie immagini

(courtesy Ufficio Comunicazione di Fondazione CR Firenze)

  1. ritratto di Anna Banti realizzato nel 1932 da Ghitta Carell Klein (Szatmár, 20 settembre 1899 – Haifa, 18 gennaio 1972) fotografa ungherese naturalizzata italiana
  2. Roberto Longhi (Alba, 28 dicembre 1890 – Firenze, 3 giugno 1970) e Anna Banti (Firenze, 27 giugno 1895 – Ronchi di Massa, 2 settembre 1985) nel giardino della villa Cancello Rosso nei primi anni Sessanta del secolo scorso
  3. Filippo De Pisis, Mazzo di fiori, 1932, credit per l’utilizzo © Luigi Filippo Tibertelli De Pisis, by SIAE 2025
  4. un particolare del “Ragazzo morso da un ramarro” di Caravaggio esposto in mostra
  5. veduta della sala dove sono esposti gli “Apostoli” di Jusepe de Ribera
  6. Giorgio Morandi, Natura morta, 1954 – credit per l’utilizzo © Giorgio Morandi, by SIAE 2025
  7. Valentin de Boulogne, Negazione di Pietro, post 1620 – ante 1629, olio su tela, cm.171,5×241
  8. Orazio Borgianni, Compianto sul Cristo morto, 1612-15, olio su tela, cm. 73,8×9,3

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Orari di visita

da martedì a domenica ore 10-19.30
(lunedì chiuso)

Dove e quando

Evento: “Caravaggio e il Novecento. Roberto Longhi, Anna Banti”

Indirizzo: Villa Bardini - Costa San Giorgio, 2 - Firenze
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Fino al: 20 Luglio, 2025