Affidato a uno dei capisaldi del belcanto, Norma di Vincenzo Bellini, il primo nuovo allestimento 2025 del Teatro del Maggio, un titolo che mancava dal 1978 in una produzione Ronconi / Muti dove, il ruolo della Sacerdotessa era cantato da Renata Scotto, ma i non giovanissimi ricorderanno Anita Cerquetti nel 1955 e ancor prima Maria Callas nel 1948.
Quattro recite e qui ci riferiamo alla terza, la pomeridiana di domenica scorsa in quanto, quella di venerdì 14, non è andata in scena per allerta meteo e verrà ripresa questa sera.

Reduce dai successi della Sonnambula, nel 1831 venne offerta a Bellini la composizione per l’opera inaugurale per la nuova stagione scaligera di Carnevale. Il soggetto scelto dal compositore e dal librettista Felice Romani fu Norma, ou L’infanticide, tragedia in cinque atti di Louis-Alexandre Soumet, rappresentata con successo nell’aprile dello stesso anno a Parigi. Una scelta dettata non solo dagli elementi di sicuro effetto teatrale già presenti nel dramma – ambientazione storica nella Gallia di epoca romana, due donne rivali in amore, un voto tradito, un infanticidio solo ventilato (nella versione operistica), un finale catartico con il sacrificio di Norma e Pollione riuniti nella morte – ma anche dall’incredibile cast vocale su cui Bellini poteva contare per quella stagione. Infatti, al debutto del 26 dicembre 1831, riunì due voci femminili di primaria grandezza: il soprano Giulia Grisi nel ruolo di Adalgisa (la giovane ministra del tempio inconsapevole rivale di Norma) e Giuditta Pasta (prima donna con voce capace di spaziare dalla tessitura del contralto a quella di soprano) nei panni della fiera sacerdotessa dei druidi.
Dopo la tiepida accoglienza iniziale, Norma diventerà una delle opere più amate del Diciannovesimo secolo sia per le melodie che per gli straordinari momenti di potenza declamatoria, molto ammirati anche da illustri colleghi come Rossini, Verdi e Wagner.

Sul podio, alla testa dell’Orchestra e del Coro del Maggio Musicale Fiorentino, il maestro Michele Spotti al suo terzo impegno a Firenze negli ultimi mesi, che ha definito la difficoltà nell’affrontare una partitura così ricca di sfumature, potenza ed intensità: “Norma è uno dei più grandi capolavori del belcanto e forse quello che, insieme alla Semiramide di Rossini, può considerarsi una vera enciclopedia sullo stile dell’epoca. Dal punto di vista musicale, l’opera di Bellini rappresenta senza dubbio una delle pagine più belle mai scritte, per creatività e intensità che superano ogni immaginazione. Rapportarsi a un capolavoro del genere dà la sensazione di dirigere una chimera racchiusa in un esoscheletro troppo piccolo per contenerne la grandezza. La potenza e l’intensità di ogni singola croma, presenti anche nei continui accompagnamenti tipici dello stile belliniano, costituiscono l’essenza dell’opera, ma l’elemento che assolutamente più mi entusiasma di Norma è il collegamento fra i numeri musicali. Il dramma scorre inesorabile senza soluzione di continuità in un fluire di emozioni e sensazioni che mantengono il discorso musicale sempre vivo. Dal punto di vista dell’orchestrazione, il genio belliniano raggiunge apici in particolar modo in alcune scene, che appaiono a dir poco futuristiche. La tensione va mantenuta costante, ma al tempo stesso la musica deve fluire, affinché si trovi un equilibrio e si possa dare un’enfasi ai passaggi più celebri”.

Con scene di Daniele Spanò, costumi di Gianluca Sbicca, luci di Pasquale Mari, movimenti coreografici curati da Gloria Dorliguzzo, la regia è stata affidata ad Andrea De Rosa che ha ha sottolineato come la ‘sua’ Norma (titolo con cui si è già confrontato a Caracalla nel 2012) non punti a ricostruire in modo certosino gli ambienti descritti nel libretto, ma neppure ad attualizzarlo in modo eccessivo: “Definirei il mio allestimento una reinterpretazione, vale a dire la traduzione del contesto dell’opera in ottica moderna. Quindi non ci troviamo esattamente nella Gallia invasa dai romani, ma siamo comunque in un qualche Paese occupato da milizie straniere”.

Un altro aspetto decisamente importante è la messa in funzione dei nuovi ponti mobili della Sala Grande del Maggio, essenziali per questa nuova messinscena: “L’opera richiede una doppia scenografia, ossia una esterna per il plot storico, quello della dominazione romana sulla Gallia, l’altra interna per il plot privato, la vicenda intima di Norma, Pollione e Adalgisa, in cui ho chiesto ai cantanti di recitare come attori di prosa: per passare rapidamente da una scenografia all’altra, il Teatro del Maggio mette in funzione per la prima volta il nuovo sistema di ponti mobili. Pensando invece ai soldati invasori, che sono parte essenziale della vicenda, e per dar corpo alla loro ferocia, ci siamo ricordati delle sevizie perpetrate dai militari statunitensi a danno dei detenuti nel carcere iracheno di Abu Ghraib”.

Nel ruolo del titolo Jessica Pratt in conferenza stampa aveva osservato: “È sempre un enorme piacere poter essere nuovamente qui a Firenze, che ormai sento come la mia città, e poter lavorare ancora con questa formidabile Orchestra e con il Coro del Maggio. La parte di Norma, come risaputo, è davvero molto complessa; è impegnativa da un punto di vista drammatico e una vera sfida dal punto di vista vocale. Serve infatti una grande abilità non solo lirica, ma anche belcantista, e questo per poter abbracciare tutte le sfumature richieste da questo grande capolavoro di Bellini. Per me sarà il debutto come Norma e ho trovato in questo personaggio una grande forza, ma è al contempo molto vulnerabile: è davvero un’opera affascinante che non vedo l’ora di affrontare. Insieme a Andrea De Rosa, con cui ho già collaborato in un’opera di Bellini (I puritani), stiamo facendo un lavoro davvero rimarcabile poiché mi rispecchio molto nel suo approccio a questa produzione in cui il regista ha cercato di ‘scavare’ nell’anima del personaggio, evitando di farne una semplice caricatura. Anche lavorare con il maestro Spotti mi ha divertita molto, ci sono infatti pochissimi tagli alla partitura: esattamente la mia visione su come si dovrebbe fare – ed interpretare – il belcanto”.

Quando si spengono le luci, al suo ingresso, Michele Spotti è accolto da grandissimi applausi poi il silenzio assoluto e inizia l’Ouverture che, da sola, vale il biglietto. Il Direttore, coadiuvato da un’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino in splendida forma, offre una lettura particolarmente intensa, che fa risaltare sfumature e colori della partitura. Una cura attenta alle voci, sia solisti che del Coro, senza mai che gli strumenti prevalgano sulle voci e viceversa. Come da tradizione consolidata il Coro è molto ben istruito dal maestro Lorenzo Fratini.
Jessica Pratt, già in “Casta diva” (aria più famosa dell’opera eseguita, dal soprano australiano, in tonalità di Sol e non come avviene quasi sempre in tonalità di Fa) ha raccolto grandissimi consensi e interminabili applausi fino alla fine dell’opera: tecnica inossidabile, grande tenuta dei fiati e pianissimo che sbalordiscono. 
Grande sorpresa offerta dall’altro soprano Maria Laura Iacobellis che canta Adalgisa, personaggio credibile, ottima tecnica, voce di colore ambrato con eccellente agilità nell’acuto.
I due soprani, in perfetta simbiosi, hanno veramente fatto la differenza e, nei duetti, le voci sono state un tutt’uno.
Il tenore turco Mert Sungu è un Pollione corretto, ma, onestamente, avevamo aspettative diverse in considerazione del cast femminile. Il basso Riccardo Zanellato con la sua voce possente offre una bella performance. Bravi anche Elizaveta Shuvalova (Clotilde) e Hou Yaozhou (Flavio).

Alla fine dello spettacolo con la chiusura del sipario, Jessica Pratt è uscita sul proscenio e li è scattata la standing ovation del pubblico, che per quasi tre ore, era rimasto in rispettoso silenzio. Un debutto alla grande augurandoci che altri teatri le propongano di cantare il ruolo della Sacerdotessa.
Grandi applausi per tutti, soprattutto al direttore Michele Spotti e la consapevolezza di una bella domenica musicale.

All’uscita artisti tantissime persone hanno atteso il soprano australiano, cosa che non si vedeva da tempo in teatro. Approfittiamo per ricordare – dandovi appuntamento – che il prossimo novembre Jessica Pratt debutterà nel ruolo di Lucrezia Borgia nell’opera di Gaetano Donizetti. 

Dettagli

Didascalia immagini

(courtesy Ufficio stampa Fondazione Teatro del Maggio Musicale Fiorentino)

alcuni scatti durante Norma
foto © Michele Monasta
courtesy Maggio Musicale Fiorentino

Dove e quando

Evento: Norma

Indirizzo: Teatro del Maggio Musicale - Piazza Vittorio Gui, 1 - Firenze
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Fino al: 18 Marzo, 2025