
Un film amaro, ritratto impietoso dei nostri tempi corrotti dall’ipocrisia ricattatoria del politicamente corretto, Silenzio! è il terzo lungometraggio di Terry Lussi-Modeste, ispirato a eventi reali accaduti a lui personalmente che, oltre alla sua attività di cineasta, insegna francese in un istituto alla periferia di Parigi. Il titolo italiano sarebbe stato più eloquente con lo slogan del movimento di protesta degli insegnanti “Pas de vagues” a seguire – in italiano potrebbe suonare come “Niente scandali” – che è quello originale del film.
Julien Keller, al primo incarico da insegnante di letteratura in un istituto nella banlieue multietnica, ha modi fuori dagli schemi per avvicinare i suoi studenti, per creare spazi di dialogo al di là di quel poco tempo disponibile in aula, per capire i loro sogni e le loro difficoltà, nel desiderio di poter ‘fare la differenza’ nelle loro vite, come a suo tempo altri professori hanno fatto con lui. Attraverso lo studio delle poesie di Pierre de Ronsard il docente stimola i suoi giovani alunni a esprimere le loro emozioni, scrivendo sulla lavagna i suggerimenti di volta in volta proposti. Una mattina per spiegare uno strumento sottile di seduzione, che in francese con la parola Astéisme definisce un complimento mascherato da finta critica, il professore richiama l’attenzione della classe sulla pettinatura elaborata di una delle alunne, la timida Leslie, scatenando la classe che le crea imbarazzo dicendo che il professore ci sta provando con lei. La campanella arriva a interrompere il chiasso fuori controllo ponendo fine allo scherzo, ma in seguito la ragazza presenta una lettera alla direzione dell’istituto dicendo di essere stata molestata da Julien. Un chiarimento tra le parti dovrebbe fugare ogni dubbio verificando la totale inconsistenza delle accuse, ma intromissioni esterne alle dinamiche scolastiche innescheranno una spirale di tensione con esplicite minacce di morte all’indirizzo dell’incredulo insegnante.

Scritto dallo stesso regista insieme a Audrey Diwan, recente Leone d’Oro a Venezia78, adottando il crescendo di un thriller per raccontare le emozioni vissute in prima persona da Terry Lussi-Modeste, come l’uscita da scuola ad esempio che era diventato un momento carico di tensione, il film tradisce in qualche caso la fedeltà ai fatti per ritrarre la situazione senza voler esprimere giudizi, perché anche chi si fa latore delle minacce è in fondo vittima a sua volta di contesti e situazioni più grandi di lui.

Con il protagonista abbandonato di fatto dalle istituzioni, un François Civil perfetto nel dare a Julien l’innocenza quasi adolescenziale che confina con l’ingenuità, Silenzio! racconta la vulnerabilità degli insegnanti – soprattutto in Francia dove Samuel Paty nel 2020 e Dominique Bernard nel 2023 sono stati uccisi nell’esercizio del loro ruolo didattico – in un clima globale, che è passato dall’impunità, assicurata da una società d’impostazione patriarcale, all’attuale criminalizzazione contemporanea del maschio, reso colpevole già solo da un’accusa.

In questo senso il film è preciso nel restituire la complessità dei tempi che stiamo vivendo, rendendo percepibile un nemico invisibile che è dappertutto innescando la tragedia, rappresentata anche su un piano sonoro dall’utilizzo di un frammento da Le quattro stagioni di Antonio Vivaldi incastonato in modo del tutto originale nella colonna sonora composta da Jean-Benoît Dunckel; un nemico che può avere molti nomi, ma certo è spesso alimentato dalla cieca ignoranza succube di una pressante strumentalizzazione ideologica.

Silenzio! di Terry Lussi-Modeste, appena arrivato nelle sale distribuito da No Mad Entertainment, è un’opera che pone l’attenzione sul problema senza volersi spingere a darne la soluzione, la questione è complessa, ma più che condivisibili sono le parole del regista: “Oggi c’è bisogno di riunirsi attorno a dei valori umanisti, proprio quelli che […] ci permetteranno di decostruire tutti i discorsi di odio che attraversano la nostra società e che provano a metterci l’uno contro l’altro.”