Edita da Polistampa e curata da Stefano Bruni e Maria Serena Funghi, una pubblicazione nata dal ciclo «Il genio femminile nell’antichità» tenuto all’Accademia Toscana di Scienze e Lettere la Colombaria dal 17 gennaio al 28 febbraio 2023, lezioni che seguirono un arco cronologico tra il VII/VI secolo a.C. fino agli inizi del sec. V d.C.

Il libro inizia con l’illustrazione di Stefano Bruni della figura di Tanaquil, che ha avuto un grande impatto sulla prima monarchia romana di stampo etrusco mettendo in rilievo l’importanza politica come regina essendo la moglie di Lucumone che poi cambiò il nome in Lucio Tarquinio Prisco.
Giovan Battista D’Alessio, partendo dall’articolo di Martin West, The new Sappho, pubblicato nel 2005 riguardo ai frammenti – scoperti l’anno precedente – del più antico papiro di Saffo (P. Köln XI 429), ha voluto sottolineare l’importanza che le ultime scoperte papiracee hanno avuto per l’arricchimento non solo dell’opera della poetessa, ma anche delle informazioni relative alla sua famiglia e alle tradizioni relative alla sua figura, in particolare sul mito del salto da Leucade come immagine del viaggio nell’aldilà.
Terza figura protagonista, illustrata da Lucia Prauscello, quella della poetessa Corinna di Tanagra, anche definita la decima Musa, forse riconducibile al Quinto secolo, nonostante la datazione sia oggetto di dibattito. Famosa fin dall’antichità per aver battuto Pindaro in almeno un agone poetico, inoltre, fra gli studiosi moderni, è nota per aver utilizzato nella sua poesia il dialetto beotico ricordando come, la sua notorietà per l’abilità poetica, sebbene radicata alla storia locale, si estendesse molto al di là della sua patria.
Passando alla pittura, l’intervento di Maria Elisa Micheli verte su una delle poche pittrici a noi note dell’antichità, ovvero Iaia di Cizico, definita da Plinio una professionista nei vari aspetti della sua disciplina, sappiamo che esercitò a Roma, al tempo di Varrone, successivamente a Napoli ed era apprezzata dai pittori di genere maschile a lei contemporanei, come Sosipoli e Dioniso.
Cleopatra, insieme a Saffo, è il personaggio più conosciuto e che ha avuto, fino ai tempi moderni, maggiore risonanza. Illustrata da Davide Amendola, la sua figura di capo di Stato, immersa nella storia del suo Paese e anche in quella romana, è stata considerata soggetto letterario sia da parte degli storici che dei poeti in Grecia e a Roma.
Sulpicia, unica poetessa della letteratura latina della quale possiamo leggere brani di una certa estensione, tramandati all’interno del terzo libro del Corpus Tibullianum, visse al tempo dei grandi poeti augustei ed era legata al circolo di Messalla Corvino, di cui era nipote. Scrittrice di elegie, mostra collegamenti con poeti quali Properzio, al quale, forse, come ritiene Gianpiero Rosati, si ispira. Colpisce la passione nel parlare dell’eros matrimoniale.
A conclusione del ciclo, non poteva mancare Ipazia di Alessandria, martire pagana del V secolo d.C., figlia del matematico Teone, è stata insegnante di matematica, astronomia, filosofia, materie che rientravano nell’educazione superiore ed era, quindi, una scienziata a capo di una scuola di élite, quella neoplatonica, non esente da pratiche teurgiche e astrologiche, che potevano dare adito ad accuse di magia. La sua morte, una vergogna nella storia del Cristianesimo, aggravata dal fatto che il mandante del suo assassinio, il vescovo Cirillo, fu dichiarato ‘santo’ dalla Chiesa, è quanto resta di più verificabile storicamente della sua vita: ne parlano fonti cristiane attendibili ed è uno dei temi più presenti nelle arti varie. La relatrice, Gemma Beretta, che nell’esposizione orale ha tracciato un quadro completo della figura di Ipazia e del suo tempo, nel suo contributo scritto ha preferito concentrarsi sull’aspetto più propriamente scientifico dei calcoli astronomici della Filosofa, per metterne in luce l’incompatibilità con il pensiero cristiano.

Dettagli

Il genio femminile nell’antichità
a cura di Stefano Bruni e Maria Serena Funghi
Pagine 120
Quaderno 14
Collana I Quaderni della Colombaria
Polistampa
Isbn 978-88-596-2443