Già durante gli anni universitari, Tennessee Williams (Columbus, 26 marzo 1911 – New York, 25 febbraio 1983), iniziò a scrivere pièces teatrali trattando temi passionali, sesso, violenza e inquietudini ossessive. Con il passare degli anni ne accentuò la ricerca trattando soggetti psicologicamente disturbati, spesso di classi popolari, dando luogo a fortissimi spaccati di vita tuttora attualissimi soprattutto nel rapporto con il proprio ego dove, personalismi e tornaconti, sono valori prioritari in questo primo quarto del Ventunesimo secolo.

Raggiungendo l’apice nel dopoguerra, le ragioni del successo di Williams – iniziato nel 1944-1945 proprio con “The Glass Menagerie” dramma in due atti rappresentato per la prima volta il 26 dicembre 1944 al Civic Theatre di Chicago rivelandolo al grande pubblico – possono individuarsi negli elementi di quelle tragedie, cartine al tornasole di riflessi esasperati, quanto lucidamente torbidi, di smarrimento e disagio morale (di molta) della coscienza moderna.

In “Lo zoo di vetro” prodotto dal Teatro Stabile del Veneto, Pier Luigi Pizzi dirige Mariangela D’Abbraccio con Gabriele Anagni, Elisabetta Mirra, Pavel Zelinskiy in scena fino a domani al Teatro della Pergola e, dopo Firenze, la tournée proseguirà a Treviso, Casalgrande (RE), Milano, Fano (PU), Siena e Vigevano (PV). Del regista anche scene, costumi e l’egemonico giallo spento dell’ambientazione; la mancanza di luce indirizza immediatamente, lo spettatore che non conosce il testo della famiglia Wingfield, sul finire degli anni Trenta.

I personaggi hanno come matrice la fusione di un realismo violento, anche brutale e provocatorio, ma anche patetico, a volte morboso. Un presente nutrito da memorie straziate, finisce per azzerare i sogni di chi è incapace affrontare la realtà. Amanda, da tempo abbandonata dal marito, affronta le difficoltà oggettive e i timori di assicurare un futuro ai due figli ondeggiando tra comportamenti teneri ed eccessivi. Proprio in Laura e Tom (Gabriele Anagni interpreta anche il ruolo di narratore) la donna ha riposto ogni sua speranza. Il ragazzo lavora in una fabbrica di scarpe per mantenerle entrambe, ma, la vita noiosa e banale lo rende irascibile anche per aver tentato, senza successo di diventare poeta, e cerca conforto andando maniacalmente, di notte, al cinema per vivere lì avventure di fantasia.

Amanda teme sia un alcolizzato come il padre e, se mutano a volte i ruoli, è la madre a sollecitare pretese, non cambiano però i desideri, ben diversi e non ricambiati. Impossibile non riflettere sulle proprie (autentiche) aspirazioni, tra l’altro i personaggi di Williams, in particolare quelli femminili, si trovano a dover “compensare alle crudeli deficienze della realtà con l’esercizio di un po’ di immaginazione”. Autore sensibile, capace di raccontare sgomento e profondità umane attraverso personaggi nei quali, spesso il lettore, ritrova proprie ansie, “Lo zoo di vetro” è la versione teatrale del racconto “Ritratto di una ragazza di vetro” con marcati riferimenti autobiografici di Laura con Rose, la sorella a cui l’autore era molto legato che, per problemi psichiatrici, venne sottoposta a lobotomia.

Zoppa a causa di una malattia, Laura è timida e introversa, come intrappolata in un suo mondo di illusioni e passa il tempo ad ascoltare vecchi dischi, leggere romanzi e, soprattutto, accudire una collezione di animaletti di vetro creando profonda frustrazione alla madre perché ancora “zitella”. Il fallimento dell’impossibile fidanzamento con Jim, collega di Tom, distruggerà gli instabili assetti familiari e, nonostante ce la faccia ad andare via, Tom solo apparentemente riuscirà a uscire dalla gabbia della famiglia perché, se il passato è luogo di rimpianto, il presente è senza via di fuga.

Dettagli

LO ZOO DI VETRO
di Tennessee Williams
traduzione Gerardo Guerrieri
con Mariangela D’Abbraccio
Gabriele Anagni, Elisabetta Mirra, Pavel Zelinskiy
regia, scene e costumi Pier Luigi Pizzi

musica originale Stefano Mainetti
light designer Pietro Sperduti

ultime repliche fiorentine
questa sera ore 21; domani ore 16

Didascalie immagini

alcuni momenti dello spettacolo
courtesy Fondazione Teatro della Toscana
foto © Michele Crosera

 

Dove e quando

Evento:

Indirizzo: Teatro della Pergola - via della Pergola 12/32 - Firenze
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Fino al: 16 Febbraio, 2025