
Presentato in competizione lo scorso maggio, alla 77ª edizione del Festival di Cannes, Generazione romantica è il nuovo film di Jia Zhang-ke, un’opera che ha avuto genesi inconsueta e che ancora una volta ribadisce, forse addirittura amplifica, la fusione tra linguaggio documentario e cinema di finzione propria della cifra stilistica del cineasta cinese.
Costituito di tre fasi temporali – ambientate rispettivamente a Datong, città dello Shanxi, nel 2001, nella contea di Fengjie nel 2006 e infine nella città di Zhuhai, provincia di Guangdong, nel 2022 durante il periodo pandemico – il racconto, seguendo la semplice linearità cronologica, abbraccia un arco temporale di oltre vent’anni per narrare la storia d’amore tra Guo Bin e la fidanzata Zhao Qiaoqiao.
L’inizio mostra la gioventù di questa coppia come tante altre, che passa molto tempo nelle sale da ballo e il loro stare insieme scorre in completa serenità; ma un giorno Bin decide di partire inseguendo opportunità di lavoro migliori, promettendo a lei di sistemare presto le cose in modo che possa poi raggiungerlo. Addolorata, ma certa dei saldi sentimenti che li legano, Qiaoqiao aspetta, e mentre le stagioni si susseguono sempre uguali nel lento fluire del tempo, Bin non dà più notizie di sé, finché la ragazza decide di mettersi in viaggio per ritrovarlo.
Questo il racconto centrale del film costituito molto intorno ai silenzi dei personaggi, che come una sorta di colonna portante narrativa fa emergere la vera protagonista: la Cina contemporanea e quei profondi mutamenti che l’hanno attraversata, cambiandola in modo radicale, nei primi due decenni già trascorsi del Ventunesimo secolo.

L’abbondanza di sinuosi movimenti di macchina lenti ed eleganti, sempre ricorrenti in tutta l’opera di Jia Zhang-ke, mette in rilievo la verità di luoghi perduti che oggi non sono più, come i territori sommersi per costruire la diga alle Tre Gole, perché le immagini del film sono state girate davvero all’epoca del racconto. Il regista ha raccolto materiale per più di vent’anni, filmando con le prime telecamere digitali nel 2001, ma anche in vari formati di pellicola poi digitalizzati, mettendone da parte una quantità esagerata.

All’inizio l’idea era fare un grande ritratto della Cina, intento accantonato per il dubbio che potesse risultare un po’ pretenzioso, poi nel tempo recluso della farsa pandemica l’autore ha infine affrontato l’immane quantità di riprese fatte. Lo spirito con cui sono stati raccolti i vari frammenti di realtà è stato quello del surfista, che aspetta la giusta marea da cavalcare, una ricerca per cogliere la poesia nelle piccole cose della vita, spirito a cui fa riferimento il senso del poetico titolo originale del film: “catturato dalle maree”.

Forte la presenza di canzoni popolari che, con opportuni sottotitoli, hanno un valore antropologico per far comprendere i mutamenti sociali, mentre il tempo segna il volto degli attori – Zhao Tao, moglie e musa del regista, vera protagonista nei panni di Qiaoqiao con Li Zhubin in quelli di Bin – consumati davvero dallo scorrere della vita, testimoni di cambiamenti epocali come l’apertura della Cina alla società dei consumi, la globalizzazione e l’illusione che la crescita economica avrebbe migliorato le condizioni esistenziali della popolazione.

Lo scorrere della corrente sullo Yangtze e la costruzione della diga ci riportano a luoghi già visitati dal Cinema di Zhang-ke, soprattutto a Still Life che conquistando il Leone d’Oro a Venezia gli ha dato fama internazionale, ma anche allo splendido documentario 24 città purtroppo inedito in Italia, come in un diario visivo personale che si apre, col robot programmato a codificare le emozioni sul viso delle persone, anche a una riflessione sugli inquietanti orizzonti futuri di controllo tecnologico verso cui si sta orientando l’umanità.

Un finale metaforico di struggente bellezza dà al film l’impatto potente che lavora nell’intimo anche a giorni di distanza dalla visione, lo scorrere del tempo sui corpi degli attori che ha trasformato la loro fisicità impone con forza una dolorosa, irreparabile, malinconia; Generazione romantica di Jia Zhang-ke è appena uscito in sala distribuito da Tucker Film.