Per Cosimo I de’ Medici, le nozze del figlio Francesco con Giovanna d’Austria – sorella dell’imperatore Massimiliano II  d’Asburgo – rappresentavano la definitiva consacrazione della Toscana come realtà continentale agli occhi dei regnanti d’Europa. Le nozze, celebrate con grande fasto il 18 dicembre 1565 nella cattedrale di Santa Maria del Fiore, furono seguite da festeggiamenti che durarono mesi e terminarono solo con l’inizio della Quaresima dell’anno seguente.

Per l’occasione furono realizzate grandiose scenografie in tutta la città, coordinate dal monaco benedettino Vincenzo Borghini, luogotenente di Cosimo nell’Accademia del Disegno. Il progetto del percorso trionfale per l’ingresso della principessa in città si dimostrò all’altezza delle aspettative: vennero allestiti quattordici apparati effimeri, affidati a una schiera di artisti, tra i quali figuravano Alessandro Allori, Giambologna e Agnolo Bronzino.

Un evento memorabile nella storia della dinastia medicea, in occasione del quale furono realizzate anche opere permanenti, affidate a Giorgio Vasari: per rendere omaggio a Giovanna d’Austria, il Cortile di Michelozzo in Palazzo Vecchio fu affrescato con le vedute delle principali città dell’impero di Asburgo, mentre la creazione del Corridoio Vasariano contribuiva a cambiare l’assetto di una città che si stava già modernizzando. Il grande cantiere degli Uffizi – iniziato nel 1560 e destinato a concludersi venti anni dopo – avrebbe dotato Firenze di un vero e proprio centro amministrativo, inserito in un contesto monumentale: per gli Uffizi Vasari creò una piazza affacciata sull’Arno, eliminando il groviglio di vicoli situato tra Palazzo Vecchio e il fiume, un quartiere malsano e malfamato, come suggeriva il vecchio nome “di baldracca”.

Il percorso aereo che Vasari realizzò collega Palazzo Vecchio con Palazzo Pitti, nell’Oltrarno. Il palazzo, da tempo abbandonato, fu acquistato da Eleonora di Toledo, sposa di Cosimo I, che desiderava una residenza più ampia e ariosa di Palazzo Vecchio, con annesso un grande parco: nasceva così il giardino di Boboli, prototipo di quel tipo di spazio verde nel quale gli elementi naturali sono disposti secondo un disegno razionale, che diverrà universalmente  noto come “giardino all’italiana”. Il Corridoio inizia da Palazzo Vecchio e, attraverso un arco sulla via adiacente, entra nel complesso degli Uffizi per raggiungere Ponte Vecchio.

All’epoca di Cosimo, sul ponte si trovava il mercato della carne e del pesce, con i conseguenti miasmi che ammorbavano l’aria, specie in estate, quando gli scarti di lavorazione restavano a imputridire sul greto del fiume in secca. Il mercato venne trasferito altrove e al suo posto arrivarono i laboratori degli orafi, che tuttora occupano il ponte con le loro scintillanti vetrine.

Al termine del ponte, sulla riva sinistra, sorge la torre della famiglia Mannelli, che si oppose fieramente al passaggio del corridoio all’interno di quello che era l’edificio-simbolo della propria antica casata. Vasari fece girare il corridoio attorno alla torre, creando un percorso sospeso su mensole di pietra, sul modello delle case a sporto, frequenti nelle anguste vie del centro fiorentino fino dal Trecento.

Il Corridoio passa poi sulla facciata della chiesa di Santa Felicita, nell’omonima piazzetta: qui fu creato un affaccio sull’interno della chiesa, così che la famiglia granducale potesse assistere privatamente alle funzioni religiose. Attraversando una serie di abitazioni e cortili, il corridoio ha un’uscita nel giardino di Boboli e prosegue fino all’interno di Palazzo Pitti, con un percorso di circa ottocento metri complessivi.

Palazzo Pitti fu la reggia dei Medici dagli ultimi decenni del Cinquecento, e vi risiedettero anche tutte le dinastie che seguirono: gli Asburgo-Lorena, succeduti ai Medici quando la casata si estinse, regnarono sul Granducato dal 1723 fino al 1859, anno in cui la Toscana entrò a far parte del regno d’Italia; il palazzo divenne la reggia dei Savoia nel periodo di Firenze capitale, conservando il ruolo di residenza reale fino al 1919, quando fu donato da Vittorio Emanuele III allo Stato Italiano, insieme con la piazza e il Giardino di Boboli.

Il Corridoio Vasariano mantenne per quasi quattro secoli la sua funzione “di servizio”, con il tratto che passa sopra Ponte Vecchio illuminato da una serie di finestrelle quadrate sul lato a monte e da una fila di “occhi  di bue” con cornici di pietra serena sul lato opposto. I tre finestroni aperti nel Corridoio, al centro del ponte, niente hanno a che vedere con gli intenti di Cosimo I e del Vasari: furono infatti realizzati nel 1938 su ordine di Mussolini, in occasione della visita ufficiale di Hitler a Firenze, per offrire al Führer e ai gerarchi nazisti un panorama inedito e ineguagliabile.

Quando nell’estate del 1944 le truppe tedesche in ritirata fecero saltare tutti i ponti, risparmiando solo Ponte Vecchio, il Corridoio subì notevoli danni, tra cui il crollo dell’arco che dopo la torre dei Mannelli scavalca via de’ Bardi; restò comunque l’unica potenziale, rischiosa, via di collegamento fra le sponde del fiume negli ultimi giorni di guerra, come narrato da Roberto Rossellini nel film Paisà (1946). Riaperto ai visitatori dopo quasi trenta anni, vi fu collocata una parte della collezione di Autoritratti della Galleria degli Uffizi. Nuovamente chiuso dal 2016, sottoposto a un completo restauro e messo in sicurezza, il Corridoio è tornato accessibile dal 21 dicembre 2024, mentre alla collezione degli Autoritratti, esposta ora nella sua interezza, sono state dedicate dodici nuove sale all’interno della Galleria degli Uffizi.

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Agnolo Bronzino: Ritratto di Cosimo I de’ Medici in armatura, 1545 – Firenze, Gallerie degli Uffizi
    (fonte)
  2. Veduta del Corridoio Vasariano dagli Uffizi
    Foto © Donata Brugioni
  3. Il Corridoio Vasariano lungo la riva desta dell’Arno poggia su una serie di arcate
    Foto © Donata Brugioni
  4. Veduta del loggiato sottostante il Corridoio Vasariano lungo la riva destra dell’Arno
    Foto © Donata Brugioni
  5. La torre dei Mannelli con addossato il Corridoio sospeso su mensole
    Foto © Donata Brugioni
  6. Interno della chiesa di Santa Felicita: sopra il portale, il balcone dal quale la famiglia granducale assisteva alle funzioni religiose, accessibile dal Corridoio Vasariano
    Foto © Donata Brugioni
  7. Interno del Corridoio nel tratto sopra Ponte Vecchio
    Foto © Donata Brugioni
  8. Nell’Oltrarno il percorso del Corridoio attraversa una serie di abitazioni private, inglobandone facciate e spazi interni
    Foto © Donata Brugioni
  9. Tre grandi finestre furono aperte nel Corridoio al centro del Ponte Vecchio in occasione della visita a Firenze di Hitler e Mussolini, avvenuta nel 1938
    Foto © Donata Brugioni

in prima pagina:
Veduta del Corridoio Vasariano dagli Uffizi
Foto © Donata Brugioni

Sito web: https://www.uffizi.it/corridoio-vasariano

Dove e quando

Evento:

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