Comunque la si pensi sulla gestione della farsa pandemica, è innegabile che siano stati messi in campo strumenti quanto meno inediti per fronteggiare una situazione, a torto o a ragione, definita emergenziale; sono stati di fatto portati avanti esperimenti di ingegneria sociale, nel senso di operazioni atte a creare consuetudini e procedure accettate dalla popolazione, spaventata dall’allarme, che prima di allora li avrebbe considerati semplicemente improponibili.
Lo sdoganamento poi della menzogna come prassi abituale, spesso diffusa da chi si auto erige a certificatore di Verità, attraverso l’introduzione dell’immancabile locuzione anglosassone fake news, ha evidenziato la difficoltà di avere informazioni vere e indipendenti dal pervasivo megafono istituzionale del Potere, pronto a bollare come falso tutto ciò che non è conforme alla sua versione delle cose. In questo scenario è nata la necessità – per un giornalismo d’inchiesta degno di questo nome che abbia a cuore la possibilità d’informare realmente i cittadini su ciò che accade – di creare nuovi canali d’informazione capaci di diffondere notizie verificate, solitamente ignorate dai media di primo piano, e sono nati documentari finanziati dal basso, diffusi senza una vera distribuzione che ne possa assicurare ampia diffusione. Appartiene a questo tipo di opere anche The perfect soldier – il soldato perfetto, mediometraggio prodotto dalla OvalMedia di Roma, diretto da Nathalie Signorini e Amy Meyer, pubblicato lo scorso novembre, che è stato proiettato in vari appuntamenti con il supporto di associazioni locali in luoghi diversi sul territorio.

Partendo dal semplice interrogativo sull’origine del virus che causa la Covid 19 – dichiarato all’inizio di origine naturale senza alcun dubbio possibile e oggi apertamente riconosciuto frutto di manipolazione in laboratorio – il film mette in primo piano la dualità implicita nei risultati di ogni ricerca scientifica, il doppio binario di applicazione per cui ogni scoperta, utile al miglioramento della vita collettiva, può essere usata anche in modo distruttivo, rischiando un pericoloso avvicinamento all’estinzione stessa dell’umanità.

Per rivelare operazioni portate avanti da committenze militari, anche in ambiti civili come il laboratorio GGB di Terni, il film sceglie come voce principale quella di James Giordano – neuroscienziato esperto di etica clinica militare – che è parte attiva in questo tipo di progetti: strumenti manipolatori dei geni di ogni specie vivente, il guadagno di funzione per rendere i virus più aggressivi o le nanoparticelle artificiali immesse nel cervello con iniezioni fatte passare per profilassi vaccinali, sono realtà innovative concrete di cui non si può conoscere preventivamente l’impatto sulla salute umana.

La composizione dei sieri a mRna, somministrati a tappeto senza alcuna cautela all’intera popolazione, in Italia è coperta da segreto militare, legittimo dedurne perciò si tratti di armi biologiche; in fondo anche la scissione dell’atomo ha portato utili progressi in campo energetico, ma ha generato l’immane dolore che le bombe atomiche di Hiroshima e Nagasaki hanno inflitto all’umanità, senza che da ciò gli uomini abbiano tratto insegnamento, mentre continuano a sperimentare applicando il cosiddetto ‘imperativo tecnologico’ senza alcun limite, l’idea per cui se una cosa puoi farla: va fatta! Addentrandosi così in territori sconosciuti senza preoccuparsi delle possibili conseguenze negative sulla pelle degli esseri umani.

La giornalista Dilyana Gaytandzhieva ad esempio, nel film rivela la presenza di laboratori militari del Pentagono in venticinque Paesi stranieri fuori dal territorio USA – molto spesso ubicati lungo i confini con potenze loro avversarie come Russia, Cina e Iran – impegnati a creare nuovi virus mortali, col pretesto di cercare antidoti a patologie ancora inesistenti, per costruire il soldato perfetto in grado di affrontare qualsiasi minaccia. Dal momento però che il futuro non può essere previsto, tutto ciò è pretesto strumentale a manipolazioni e propaganda.

Pur riportando solo testimonianze e fatti oggettivi, la visione di The perfect soldier può dare disagio per gli aspetti inquietanti di ciò che la tecnica ha reso possibile, ma negli orizzonti attuali in cui l’individuo è attaccato da ogni lato, dalle derive transumaniste all’introduzione di strumenti digitali sempre più invadenti da parte delle istituzioni – per la nostra comodità certo, ma non senza un nuovo, pervasivo controllo di ogni movimento del singolo – è fondamentale aver conoscenza preventiva di ciò che ci metteranno davanti, per essere pronti e consapevoli, se necessario, a dire il prossimo No!

Per organizzare proiezioni del film The perfect soldier di Nathalie Signorini e Amy Meyer, è possibile prendere contatti con la produzione dalla pagina dedicata al film sul sito ufficiale di Ovaldoc.

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Locandina
  2. Gli scienziati che lavorano sul genoma e i vertici delle case farmaceutiche, tra le parti coinvolte che raccontano nel film le manipolazioni potenzialmente pericolose in corso
  3. Nonostante i contatti diretti tra il laboratorio di Wuhan della dottoressa Shi Zhengli e le autorità sanitarie degli Stati Uniti dirette da Anthony Fauci, attraverso il lavoro con la Eco Health Alliance di Peter Daszak, gli USA hanno a lungo accusato la Cina insistendo anche sull’origine naturale del Sars-cov 2 che sarebbe scaturito dal famoso pipistrello
  4. James Giordano, neuroscienziato esperto di etica clinica militare e il biologo molecolare Eric Olson, che illustra come agiscono gli strumenti di manipolazione del genoma
  5. Il biolaboratorio militare di Fort Detrick nel Maryland, il più grande degli Stati Uniti dove si manipolano i virus nei cui dintorni sono scoppiate strane epidemie già prima dell’emergenza pandemica
  6. La giornalista investigativa Dilyana Gaytandzhieva e una mappa dei biolaboratori militari del Pentagono dislocati fuori dai confini degli Stati Uniti
  7. Il cervello umano più che mai sotto attacco in ogni senso, sul piano fisico con l’introduzione di nanocongegni microscopici e su quello morale della propaganda con il bioterrorismo evocato come spauracchio per orientare le scelte di masse e Stati terrorizzati
    courtesy OvalMedia Roma
    © 2024 Ovaldoc

IN COPERTINA

Nell’era dei nanoelettrodi che possono essere inseriti nell’organismo con un’iniezione, il cervello umano rappresenta la nuova frontiera da conquistare
© 2024 Ovaldoc

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: The perfect soldier
  • Regia: Nathalie Signorini & Amy Meyer
  • Con: Shi Zhengli, Yuri Deigin, James Giordano, Dilyana Gaytandzhieva, Jacob Robinson, Sakhrat Khizroev, Eric Olson, Margaret Atwood, Chryssa Taxiarchi, Tania Persampieri, Daniel G. Anderson, Matae Ahn, Linfa Wang, Ian Watson, Dillon Thomas
  • Scrittura: Nathalie Signorini & Amy Meyer
  • Fotografia: Dennis Kramer, Nicole Lim, Elisa Santandrea, Anton Chernov, Lars Barthel
  • Montaggio: Amy Meyer
  • Produzione Nathalie Signorini per Ovaldoc Roma
  • Genere: Documentario
  • Origine: Italia, 2024
  • Durata: 48′ minuti

Sito web: https://www.ovaldoc.com/the-perfect-soldier/

Dove e quando

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