Martedì 18 maggio, nella riservatezza del suo ritiro, è giunto a conclusione il transito terrestre di Franco Battiato e come accade alla scomparsa dei più grandi, si affastellano discorsi troppo spesso banalizzanti, frutto forse dell’impossibilità d’incasellare una figura artistica complessa, ma anche di un’evidente scarsa conoscenza; “cantava l’amore” ha detto qualcuno che avrà certo sentito La cura, capolavoro per carità, ma ignora le meno inflazionate Secondo imbrunire, Il mito dell’amore o Vite parallele.

Poliglotta e fine intellettuale di vasta cultura l’Artista siciliano detestava l’appellativo di ‘Maestro’ che campeggia in questi giorni dappertutto, ha attraversato il mondo della cultura italiana in varie forme espressive: da cineasta esordendo con PerdutoAmor (2002) seguito da almeno altri cinque titoli, come pittore imponendo una dolorosa disciplina alla mancanza di predisposizione naturale, ma anche come compositore al di fuori della musica leggera, di cui comunque ha elevato il livello.

Dopo inizi sperimentali nelle avanguardie europee il misticismo entra nei testi delle sue canzoni, che diventano ‘invito al viaggio in quel paese che ti somiglia tanto‘ formulato con discrezione, offrendo stimoli per un’elevazione interiore che deve comunque essere frutto di un percorso da costruire, se lo si vuole, in modo autonomo e con la dovuta fatica perché acquisisca valore. Perciò i suoi testi sono disseminati di indizi preziosi, che accendono la ricerca del neofita pronto a mettersi in marcia.

L’animale in questo senso ha un avvio esemplare – ‘Vivere non è difficile / potendo poi rinascere / cambierei molte cose / un po’ di leggerezza e di stupidità‘ – con la voluta ambiguità che lascia libera l’interpretazione secondo la propria sensibilità: è auspicabile maggiore stupidità, o ce ne vorrebbe di meno? In altre occasioni come con Povera Patria, profetica nell’anticipare di un anno la stagione delle stragi del ’92, o Inneres Auge il pensiero è espresso senza lasciare alcun margine di dubbio.

Impossibile fare una stima del lascito esoterico, oltre al valore etico e artistico, che l’opera di Franco Battiato rappresenta e continuerà a rappresentare per molti di noi, anche dopo il dissolversi della sua presenza corporea in questa realtà. È una preziosa eredità mutuata dalle frequentazioni di ogni credo religioso del Pianeta, capace di dare risposta concreta a ostacoli esistenziali tangibili, di cui scoperta e invito alla pratica dell’ars moriendi è solo l’ultimo tassello di un percorso straordinario.

Nel ‘dietro le quinte’ al suo documentario Attraversando il Bardo – sguardi sull’aldilà (2014) Battiato ribadisce con forza ancora una volta, la necessità di un’evoluzione individuale per ogni persona degna di questo nome; nel testo allegato alla pubblicazione di quest’opera audiovisiva poi, scrive: “Tutti, più o meno, siamo prigionieri delle nostre abitudini, paure, illusioni. Le sofferenze dovrebbero indurci ad abbandonare l’ego, che chiude la strada del ritorno alla nostra natura divina.”

Da un più sano rapporto col tempo al non restare inerme agli attacchi della belva interiore è ingente il debito che nutro verso Franco Battiato, Torneremo ancora a rendere omaggio alla sua Arte, qui mi limito a ribadire la riconoscenza che ho avuto il privilegio di esprimere anche di persona guardandolo negli occhi. Grazie, sarai sempre parte di me.

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Franco Battiato (fonte)
  2. Battiato pittore e cineasta
  3. Gli inizi nelle avanguardie e gli album Fetus, Pollution e Sulle corde di Aries
  4. Alcune copertine di una straordinaria discografia
  5. Alcune immagini da Attraversando il Bardo – sguardi sull’Aldilà (2014) di Franco Battiato
  6. Franco Battiato / Alice / Giuni Russo

IN COPERTINA
Franco Battiato, Artista poliedrico multidisciplinare