Il Comune di Pordenone, in occasione dei centocinquanta anni trascorsi dalla morte di Michelangelo Grigoletti, avvenuta a Venezia l’undici febbraio del 1870, aveva programmato un importante evento espositivo, ma le norme di contenimento pandemico non hanno consentito di concretizzare. 
La mostra, organizzata dall’Assessorato alla Cultura e curata da Vania Gransinigh ha dovuto attendere, ma è stata finalmente inaugurata lo scorso maggio al Museo Civico d’Arte e resterà allestita fino al 1° agosto 2021.

La retrospettiva offre l’opportunità per una nuova riflessione sulla figura del pittore nato a Pordenone il 29 agosto 1801 il cui percorso artistico si sviluppò tra le lagune e l’entroterra veneto in un periodo in cui a trionfare, per fasi successive, furono le poetiche neoclassiche sostituite ben presto da quelle romantiche, con un’apertura finale sul realismo di fine Ottocento.
Formatosi presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia dove, raggiunta la maturità professionale, ottenne un incarico di docenza che mantenne per tutta la vita, l’artista seppe farsi interprete delle suggestioni del suo tempo, traguardando con sguardo attento e curioso un’epoca di grandi cambiamenti politici e culturali.

Il mutare del gusto e delle mode condussero ben presto a oscurare il suo pur pregevole lavoro che dovette attendere l’aprirsi di un nuovo secolo per trovare una sua rinnovata collocazione critica. Spetta infatti a Nino Barbantini la prima seria rivalutazione della sua attività pittorica nell’ambito della Mostra del ritratto veneziano dell’Ottocento, allestita nel 1923 a Ca’ Pesaro. In tale occasione il nome di Michelangelo Grigoletti fu sottratto dall’oblio in cui era caduto per trovare nuovo risalto seppur rimanendo circoscritto al genere ritrattistico, l’unico a cui la critica del Novecento fosse disposta a riconoscere validità nell’ambito di una cultura figurativa che, per il resto, appariva fredda, accademica e pertanto priva di ogni interesse.

Scorrendo nuovamente tanti giudizi di autorevoli storici dell’arte, si ha l’impressione di trovarsi di fronte a una doppia personalità: da una parte Grigoletti pittore storico o d’ispirazione letteraria, autore di macchinose e oleografiche pale d’altare, dall’altra l’apprezzato ritrattista che soltanto in questa dimensione parve raggiungere i traguardi elevati della vera creazione artistica. Sono giudizi che rappresentano, a ben vedere, il frutto più tardo di quel mito romantico che esaltando l’individualità creativa del genio, trascurava il fatto che l’Ottocento fu anche il secolo dell’Accademia, nel solco della quale molti artisti, oggi ritenuti di grande levatura, si formarono ed operarono, incontrando il favore della committenza e il plauso del pubblico e della critica.

In tale panorama critico si imponeva, nel 1971, l’esposizione organizzata – sempre a Pordenone – da Giuseppe Maria Pilo e, nelle sue risultanze finali, si prospettava sbilanciata a favore della produzione ritrattistica, l’iniziativa costituiva un primo tentativo di ampliare la prospettiva storiografica d’indagine al contesto figurativo contemporaneo a Grigoletti.

Il progredire delle ricerche nel corso dei trent’anni successivi ha però reso necessario riconsiderare l’argomento: dal 1971, infatti, nuove opere sono state aggiunte al catalogo dell’artista, mentre altre ne sono state espunte così che, la mostra, curata da Gilberto Ganzer e allestita al Museo Civico d’Arte di Pordenone tra novembre 2002 e febbraio 2003, costituì un momento importante per fare il punto di una situazione ancora in divenire in cui, dipinti del pittore pordenonese sino a quel momento poco conosciuti o del tutto inediti, vennero ricondotti all’attenzione degli studiosi.

Nei quasi vent’anni trascorsi da allora, a queste si sono aggiunte ulteriori novità che permettono di considerare in una prospettiva diversa tanto materiale ritenuto disperso, mentre le ricerche indirizzate alla ricostruzione della fortuna critica novecentesca  si sono approfondite e differenziate, permettendo una ricostruzione visiva del suo percorso artistico più vicina a quella che fu dei suoi contemporanei.

Di tutto questo rende conto l’attuale percorso espositivo suddiviso in tre sezioni: la prima è dedicata alla pittura a soggetto storico-romantico con una focalizzazione sul dipinto raffigurante Tancredi visita la salma di Clorinda, recentemente ricomparso in una collezione privata, la seconda ai dipinti di soggetto sacro e religioso con un approfondimento dedicato alle commissioni portate a compimento per le città ungheresi di Eger ed Esztergom, la terza focalizza sulla produzione ritrattistica che ricostruisce la ricezione novecentesca del lavoro di Grigoletti permettendo un nuovo confronto visivo tra le opere esposte da Barbantini nel 1923 a Venezia.

Occasione per riproporre sotto nuova luce anche il Ritratto della famiglia Petich (1845), capolavoro della maturità dell’artista appartenente al museo pordenonese e da poco restaurato.
L’evento è accompagnato da un catalogo Antiga Edizioni con scritti di Elena Catra, Isabella Collavizza, Vania Gransinigh e Vittorio Pajusco.

Dettagli

Didascalie immagini opere di Michelangelo Grigoletti

  1. Erminia assistita da Vafrinio fascia le ferite a Tancredi,1826
    Olio su tela 160×225 cm Trieste, Museo Civico Sartori
  2. Ritratto della sorella Meri, 1829
    Olio su tela 43×36,5 cm. Pordenone, Museo Civico d’Arte
  3. Susanna e i Vecchioni
    Olio su tela 188×260 cm. Treviso, Museo Civico
  4. Madonna Addolorata
    Olio su tela 56,5×44 cm. Udine, Civici Musei, Galleria d’Arte Antica
  5. Ritratto dell’incisore Viviani, 1836,
    Olio su tela 78×65 cm. Collezione privata
  6. Ritratto della famiglia Petich, 1845
    Olio su tela 138×180 cm Pordenone, Museo Civico d’Arte
  7. Ritratto della signora Bianca F., 1845 ca.
    Olio su tela 56,6×46 cm Pordenone, Museo Civico d’Arte
  8. L’Assunzione della Vergine, 1846 ca.
    Olio su tela 122×70 cm. Pordenone, Museo Civico d’Arte

In copertina un particolare di:
La nobile Isabella Fossati con la figlia Maria Clorinda, il genero e le nipoti, 1828-29(?)
Olio su tela 136×169 cm. Nobile Isabella Palumbo-Fossati

 

Breve biografia di Michelangelo Grigoletti

  • Nato a Roraigrande di Pordenone  il 29 agosto 1801 da una numerosa famiglia di origini contadine che, nella piccola frazione oggi ai margini della periferia urbana, possedeva una casa e alcune proprietà terriere, Michelangelo Grigoletti manifestò ben presto l’intenzione di iscriversi all’Accademia di Belle Arti di Venezia per mettere a frutto la sua predisposizione artistica.
  • Seguendo le lezioni di Teodoro Matteini, docente di Pittura, ben presto affiancato dal friulano Odorico Politi e da Ludovico Lipparini, titolare della cattedra di Elementi di figura, si distinse subito per le proprie capacità e i primi riconoscimenti non tardarono a giungergli, tanto che, quando sopravvenne la chiamata al servizio militare, fu la stessa Amministrazione comunale di Pordenone a intervenire in favore del suo esonero per agevolarne il regolare compimento degli studi accademici.
  • Nel 1835 effettuò un viaggio a Roma per arricchire la sua cultura artistica con la conoscenza dei capolavori antichi e moderni conservati nella città eterna.
  • Rientrato a Venezia, le commissioni ricevute si fecero sempre più numerose e riguardanti non solo dipinti ispirati alla rinnovata fortuna letteraria di Dante, Tasso e Manzoni, ma anche alla la realizzazione di pale d’altare e di ritratti per la nobiltà e la ricca e facoltosa borghesia veneziana o pordenonese.
  • Fama e successo crescenti gli permisero di ottenere, nel 1849, l’incarico di insegnamento alla cattedra di Elementi di figura presso l’Accademia di Venezia e quando l’undici febbraio del 1870 l’artista si spense a causa di una polmonite, aveva compiuto un percorso intenso e costellato di soddisfazioni.
  • Le sue vicende personali lo avevano portato a divenire una delle personalità più rappresentative della pittura veneta dell’Ottocento alla quale aveva fornito un suo personalissimo e non trascurabile contributo.

Sito web: https://www.comune.pordenone.it/it/comune/il-comune/strutture/museoarte/eventi/omaggio-a-michelangelo-grigoletti

Dove e quando

Evento: Omaggio a Michelangelo Grigoletto

Indirizzo: Museo Civico d’Arte - Corso Vittorio Emanuele II, 51 - Pordenone
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Fino al: 17 Agosto, 2021