Presso il Trinacria immersive art space di Palermo si svolge una mostra immersiva, ideata dalla Fondazione Pietro Barbaro, attraverso cui il visitatore può condurre un viaggio nell’universo impressionista di Claude Monet e della Francia ottocentesca, respirandone il clima e i rivolgimenti, tra colori vibranti e dimensioni liriche. Tutto ciò è possibile grazie a una tecnologia che offre un’esperienza sensoriale e multimediale coinvolgente e seduttiva.

L’evento celebra i centocinquant’anni della nascita dell’Impressionismo ed è la seconda iniziativa artistica e immersiva prodotta dalla Fondazione per Palazzo Trinacria e per il suo Immersive space, sede operativa e a oggi prima e unica sala immersiva permanente a Palermo e in Sicilia.
Ambienti e superfici si animano tuffando il visitatore nel passato parigino della Belle Époque e nei dipinti di Monet, anche grazie all’originale esperienza dell’Oculus VR; la conoscenza allora supera la dimensione nozionistica e accademica per affondare in un’epoca in cui proprio accademismo e regole vengono scardinati, ponendo le basi dell’arte contemporanea: niente diktat, solo la libertà di donare all’immagine luce e colore, proprio quelli che circondano il visitatore da ogni angolo dell’ambiente, quelle che Monet ricercava dipingendo en plen air.

Monet, non a caso, è uno dei fondatori dell’Impressionismo francese ed uno dei suoi esponenti più fecondi, specialista nel paesaggio. Egli poté anche confrontare due diversi universi paesaggistici, quello francese (come la natura di Champigny-sur-Marne) e l’algerino, durante il servizio militare, occasione che gli consentì di scoprire anche nuove situazioni di luce. Neanche gli apporti del Realismo di Courbet distolsero l’artista dall’orientamento sempre più paesaggistico e dalla ricerca assoluta di effetti di luce e atmosfera vividi, mobili e frementi, in ciò probabilmente caldeggiato dalla conoscenza delle opere londinesi di Constable e Turner. Da qui il viaggio a Venezia, la decisione di organizzare il suo studio su un battello a Vétheuil, di immortalare covoni, pioppi, ninfee. Riflessi sull’acqua e raggi di sole tra le frasche sono suoi motivi prediletti.

“Altri dipingono un ponte, una casa, una barca. Io voglio dipingere la bellezza della luce in cui esistono“, affermò infatti il maestro francese. Una mobilità luministica e cromatica ricercata anche negli ambienti di Palazzo Trinacria, dove con visori immersivi si può camminare en plen air accanto ai maestri impressionisti. Ma anche scoprire che la convergenza tra natura e tecnologia ha sempre attratto Monet, così come gli altri artisti impressionisti, tanto da dipingere un soggetto fugace come quello di un treno, soggetto perfetto perché veloce, sempre in movimento, mai uguale a sé stesso; e si può rimirare l’incanto di una cattedrale vista in momenti luminosi diversi dagli occhi dell’artista, calarsi nell’atmosfera festante delle euforiche bandiere colorate che inondano Parigi in Rue Saint-Denis e Rue Montorgueil e che simboleggiano la rinascita del Paese dopo la guerra franco-prussiana, e cercare insieme qual è l’impressione suscitata dal levar del sole nell’opera omonima. D’altronde le ultime numerose rappresentazioni di Claude Monet non ebbero più nemmeno cornici, perché potessero diventare un continuum col mondo che le circondava e la mostra palermitana sembra proprio proseguire il suo sogno.
