Sabato prossimo, alle ore 18, il Direttore Musicale Riccardo Chailly guidera Orchestra e Coro del teatro scaligero ne La forza del destino inaugurando la Stagione d’Opera 2024/2025. L’opera, drammaturgicamente complessa, verrà eseguita integralmente nella versione del 1869 – ripensata dal musicista per la Scala – secondo l’edizione critica curata per Ricordi da Philip Gossett e William Holmes nel 2005. Infatti, la prima versione, andò in scena a San Pietroburgo il 10 novembre 1862, dopo una gestazione già complicata. La prima, programmata per il 1861, di fronte all’indisposizione della protagonista, Emilia La Grua, spinse Giuseppe Verdi a tornare a Sant’Agata e rivedere profondamente la partitura: gli interventi continueranno poi fino all’ultimo, persino durante le prove.

Per il palcoscenico del Teatro Imperiale era stato immaginato un lavoro dalla drammaturgia nuova e distante dai precedenti: un vasto affresco volontariamente ignaro di unità aristoteliche di tempo, luogo e azione in cui i personaggi agiscono su uno sfondo variopinto che mescola nobili e popolani, sacerdoti e militari, momenti mistici e trivialità da locanda o da accampamento. Qualche anno prima Verdi aveva scritto: “Quando verrà il poeta che darà all’Italia un melodramma vasto, potente, libero d’ogni convenzione, vario che unisca tutti gli elementi e soprattutto nuovo!!!” La fonte principale, per il librettista Francesco Maria Piave, fu il dramma Don Álvaro o la Fuerza del sino di Ángel de Saavedra, ma, il carattere composito dell’opera, era già insito nella pluralità delle fonti letterarie: nell’Atto terzo trova posto una scena del Wallensteins Lager di Schiller, che Verdi aveva già in mente nel 1849 per il progetto mai realizzato dell’Assedio di Firenze, con “soldati, vivandiere, zingari, astrologhi, persino un frate che predica alla maniera più comica e deliziosa del mondo”.
L’estetica di Verdi qui attinge alla fantasia dell’Ariosto contro il Tasso, alla libertà di Shakespeare, Schiller e Hugo contro le imposizioni del classicismo come già in Macbeth e Rigoletto (a partire da Giovanna d’Arco) però, adesso, i personaggi si moltiplicano, gli spazi si allargano e aumenta il contrasto tra il sublime e il triviale. Dalla fusione dei generi si passa all’esaltazione del loro contrasto. In mezzo ci sono Meyerbeer e il Grand-Opéra, ma anche l’Opéra comique. Ne è testimone il famigerato “rataplan” i cui precedenti più illustri si trovano nella Fille du régiment e negli Huguenots. Pagina spesso esecrata, ma Verdi scrisse di Preziosilla e Melitone: “Quelle parti sono importantissime, e sotto un certo rapporto le prime dell’opera“.

La forza del destino è la prima opera che Verdi scrive dopo l’Unità d’Italia, ed è a tutti gli effetti un lavoro post-risorgimentale: il popolo che canta con una sola voce nei grandi cori di Nabucco o Macbeth ha perso la sua coesione e si presenta come una plebe cinica, affamata e dispersa. Proprio questo realismo impietoso e questo contrasto tra episodi costituirà, come ha ben spiegato Julian Budden, la principale influenza del nostro musicista sullo sviluppo dell’opera in Russia, con il superamento dell’eredità di Glinka e la difficile affermazione di Musorgskij e del suo Boris Godunov nel 1874. L’operazione compiuta da Verdi con la Forza e ripresa da Musorgskij è soprattutto la fusione tra il linguaggio del melodramma e la forma principe della letteratura ottocentesca: il romanzo.

Dopo San Pietroburgo i ripensamenti continuano, a partire dalla prima ripresa a Madrid nel 1863. Nel 1869 la nuova versione approntata per la Scala introduce, oltre alla fiammeggiante Sinfonia, un finale completamente nuovo. A San Pietroburgo e Madrid il già impressionante catalogo di morti e maledizioni si concludeva, dopo il duello in scena, con il suicidio di Alvaro, furente e disperato, in un’atmosfera apertamente nichilista. Già nel 1863, però, Verdi aveva scritto: “Non bisogna arrischiare La forza del destino com’è ma il difficile sta nel trovare questo benedetto scioglimento”. Il libretto rivisto con il nuovo poeta Antonio Ghislanzoni rivelava un’altra influenza letteraria, quella di Alessandro Manzoni. Negli stessi mesi Ghislanzoni stava traendo dai Promessi sposi il libretto dell’opera dallo stesso titolo di Errico Petrella, che sarebbe andata in scena a Lecco nel 1869.
Nel nuovo finale il romanticismo nero della chiusa accesa e disperata di San Pietroburgo si distende, il duello e la morte di Carlo si spostano fuori scena, la rassegnazione si sostituisce alla bestemmia. Il sublime terzetto in cui Padre Guardiano chiama Alvaro e Leonora morente alla rinuncia e alla preghiera, conclude la lunga peripezia nella pace della fede, e della morte.
Il 30 giugno 1868 Verdi avrebbe incontrato, per la prima e unica volta, Manzoni nella sua casa di via Morone a Milano.

La forza del destino segna la riconciliazione tra Giuseppe Verdi e la Scala dopo la frattura intervenuta con Bartolomeo Merelli in occasione della prima assoluta della Giovanna d’Arco nel 1845. Verdi non avrebbe più scritto un’opera nuova per il Teatro milanese fino a Otello nel 1887, ma operò modifiche sostanziali alla partitura della Forza in occasione della prima al Piermarini, che avviene il 27 febbraio 1869 con Eugenio Terziani sul podio, Teresa Stolz protagonista e lo stesso Verdi a sovrintendere all’allestimento.
La nuova produzione ha la regia di Leo Muscato con scene di Federica Parolini, costumi di Silvia Aymonino e luci di Alessandro Verazzi. Il cast canoro è composto da Anna Netrebko (Donna Leonora; la parte sarà sostenuta il 28 dicembre e il 2 gennaio da Elena Stikhina), Jonas Kaufmann, sostituito per motivi di famiglia da Brian Jagde (Don Alvaro; Luciano Ganci sosterrà la parte il 22 e 28 dicembre e il 2 gennaio), Ludovic Tézier (Don Carlo di Vargas; la parte sarà sostenuta da Amartuvshin Enkhbat il 2 gennaio), Vasilisa Berzhanskaya (Preziosilla), Alexander Vinogradov (Padre Guardiano; la parte sarà sostenuta da Simon Lim il 28 dicembre e 2 gennaio), Marco Filippo Romano (Fra Melitone), Fabrizio Beggi (Marchese di Calatrava), Carlo Bosi (Mastro Trabuco). Marcela Rahal è Curra, Huanhong Li è un Alcalde e Xhieldo Hyseni un Chirurgo.

Le settimane di avvicinamento alla Prima sono state, come sempre, costellate di incontri e appuntamenti, aperti lo scorso 9 novembre dall’incontro di studi “L’affresco romanzesco di un’umanità variopinta” cui insieme al Maestro Chailly e al curatore Raffaele Mellace hanno partecipato Vittorio Coletti, Emanuele Senici e Michele Girardi. Ricordiamo inoltre che tutte le rappresentazioni, tranne la prima, saranno precedute a un’ora dall’inizio da un’introduzione a cura del professor Claudio Toscani.
Come ogni anno lo spettacolo sarà ripreso dalle telecamere di Rai Cultura e trasmesso in diretta televisiva su RaiUno e radiofonica su Radio3. La Prima sarà preceduta, mercoledì 4 dicembre, dall’Anteprima per gli Under30 e seguita da sette repliche il 10, 13, 16, 19, 22, 28 dicembre e 2 gennaio.

Dettagli

Giuseppe Verdi
La forza del destino

melodramma in quattro atti
libretto di Francesco Maria Piave

Direttore Riccardo Chailly

Regia Leo Muscato

Ochestra e Coro del Teatro alla Scala
Maestro del Coro Alberto Malazzi

Personaggi e interpreti

  • Il marchese di Calatrava Fabrizio Beggi
  • Donna Leonora Anna Netrebko /
    Elena Stikhina (28 dic., 2 gen.)
  • Don Carlo di Vargas Ludovic Tézier /
    Amartuvshin Enkhbat (2 gen.)
  • Don Alvaro Jonas Kaufmann /
    Luciano Ganci (22, 28 dic., 2 gen.)
  • Preziosilla Vasilisa Berzhanskaya
  • Padre Guardiano Alexander Vinogradov
    Simon Lim (28 dic., 2 gen.)
  • Fra Melitone Marco Filippo Romano
  • Curra Marcela Rahal
  • Un Alcade Huanhong Li
  • Mastro Trabuco Carlo Bosi
  • Un Chirurgo Xhieldo Hyseni*

*Allievo dell’Accademia Teatro alla Scala

scene Federica Parolini
costumi Silvia Aymonino
luci Alessandro Verazzi
coreografia Michela Lucenti

Nuova produzione Teatro alla Scala

Date:
Mercoledì 4 dicembre 2024 ore 18 ~ Anteprima Under30
Sabato 7 dicembre 2024 ore 18 ~ Serata Inaugurale
Martedì 10 dicembre 2024 ore 19.30
Venerdì 13 dicembre 2024 ore 19.30
Lunedì 16 dicembre 2024 ore 19.30
Giovedì 19 dicembre 2024 ore 19.30
Domenica 22 dicembre 2024 ore 14.30
Sabato 28 dicembre 2024 ore 19.30
Giovedì 2 gennaio 2025 ore 19.30

Didascalia immagini

alcuni catti durante e prove
foto © Brescia e Amisano
courtey Teatro alla Scala

Dove e quando

Evento:

Indirizzo: Teatro alla Scala - via Filodrammatici, 2 - Milano
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Date: 07 Dicembre, 2024 - 02 Gennaio, 2025