
A duecentocinquant’anni dalla nascita di Gaspare Spontini, il teatro Pergolesi di Jesi, per celebrare il compositore, propone per la 57ª Stagione Lirica, due date di una prima assoluta in età moderna: I quadri parlanti.
Il libretto di questo dramma giocoso venne scritto da Gaetano Bongiardino, la prima rappresentazione fu nel 1800 al teatro di Santa Cecilia a Palermo.
Il ritrovamento della partitura avvenuto nel 2016 nella biblioteca del castello d’Ursel ad Hingene nelle Fiandre, unica fonte musicale dell’opera a tutt’oggi conosciuta, ha permesso, dopo oltre due secoli, di tornare in scena nella revisione critica a cura di Federico Agostinelli per le Edizioni Fondazione Pergolesi Spontini con il contributo del Centro Studi per la Musica Fiamminga di Anversa.
L’opera fa parte di quell’insieme di composizioni giovanili che l’autore ha scritto seguendo lo stile napoletano su cui si era educato e che aveva fatto affermare la scuola dell’opera italiana in tutto il mondo. Sono lavori che dimostrano già l’abilità nella scrittura del giovane autore e che, seppur non abbiano in sé i tratti dell’innovazione linguistica che il musicista porterà nel suo periodo francese, hanno un altissimo valore storico ed estetico.

La storia, ambientata a Napoli, è piena di imbrogli, scherzi, inganni fino ad arrivare al lieto fine: il fulcro è il tipico gioco delle parti, dove coppie di vario genere si intersecano in amori segreti e contrastati.
I giovani interpreti della compagnia di canto si sono distinti sia per bravura nell’interpretare i variegati personaggi in cui si sviluppa la vicenda, regalando momenti molto esilaranti soprattutto con i numerosi recitativi, sia per il canto e va tenuto conto che per alcuni di loro è stato il debutto sulle scene.
Con le loro bellissime voci hanno suscitato forti emozioni e bellissime atmosfere, soprattutto con i numerosi duetti presenti nella partitura.

La straordinaria regia è di Gianni Marras, con una scatola magica piena di colori, porte, finestre e disegni che si trasformava nei vari ambienti in cui si sviluppa il racconto, ha contribuito ad alimentare la freschezza di giovani uomini e donne che vivono le loro intense storie d’amore.
Ha dato un contributo essenziale allo spettacolo l’allestimento all’insegna della creatività giovanile, con scene e costumi firmate da Alessandra Bianchettin e Asya Fusani, vincitrici della IV edizione del Concorso dedicato a Josef Svoboda “Progettazione di Allestimento scene e costumi di Teatro Musicale” riservato agli iscritti al Biennio di Specializzazione in Scenografia delle Accademie di Belle Arti di Macerata, Bologna, Venezia, Carrara, Bari e Brera.

Hanno saputo reinventare i costumi del settecento utilizzando colori vivaci e particolari bizzarri rendendoli molto più moderni, abiti confezionati dalle sarte dello stesso teatro.
Anche le luci di Marco Chiavetti sono state determinanti per completare la visione armonica dello spettacolo.
Il Direttore della nuova produzione è Giulio Prandi sul podio del Time Machine Ensemble, che ha diretto con grande capacità un’orchestra di giovani musicisti di grande talento.

Due ore e mezza di spettacolo che il numeroso pubblico, nella replica del 1° dicembre, ha apprezzato moltissimo.
Una cascata di applausi per tutti gli artisti e grida di apprezzamento durante le varie chiamate.
Tutti consapevoli di aver assistito a una importante creazione del musicista marchigiano, tornata in vita dopo oltre due secoli di oblio.