A Roma, la galleria 3 del MAXXI, a cento anni dalla costruzione della prima autostrada italiana, racconta fino a domenica 2 febbraio, un secolo di viaggi con la mostra curata da Pippo Ciorra con Angela Parente – in collaborazione con Autostrade per l’Italia – svelando come, le autostrade, abbiano plasmato il paesaggio, la società e l’immaginario di un intero Paese.

Un percorso espositivo in quattro sezioni per ripercorrere i momenti salienti: dalla costruzione del primo tratto, alla mappatura di tutto il territorio nazionale, in un allestimento immersivo nel paesaggio circostante attraverso immagini panoramiche, catturate durante i voli fotografici in elicottero commissionati appositamente.

Come scrive il Preidente Sergio Mattarella nel suo messaggio: “Le autostrade hanno accompagnato il nostro sviluppo. Hanno rappresentato un grande acceleratore della modernità e contribuito a rendere effettivo il diritto alla mobilità” e ancora “Le autostrade hanno favorito la crescita effettiva del Paese, della sua economia. Hanno contribuito all’unità, accorciando le distanze. Hanno sottratto territori all’isolamento. Hanno connotato l’epoca della civiltà dell’automobile“.
L’autostrada italiana, quindi, non è solo un’infrastruttura: è il filo che intreccia modernità e memoria, connettendo luoghi, persone e storie. Con gli slanci eroici del Novecento, l’accelerazione produttiva del dopoguerra, gli scenari ecosostenibili del futuro, la mostra è un invito a riscoprire l’Italia come l’hanno vissuta milioni di viaggiatori, nel corso delle varie epoche.

“Italia in movimento. Autostrade e futuro” non è solo una celebrazione dell’ingegno, ma un omaggio al viaggio come metafora della vita: un ponte tra passato e futuro, tra luoghi distanti e le storie che li abitano, tra il quotidiano e il domani. Il percorso esplora con cautela e curiosità anche la possibile autostrada del futuro, attraverso un progetto a cavallo tra pittura e graphic novel. Ragiona sul rapporto tra apparenza e contenuto cercando di potenziare il racconto attraverso un’esperienza vicina a quella del viaggio in autostrada.

La prima sala, all’ingresso del Museo, è dedicata alla Rete autostradale e alla sua storia. I visitatori vengono accolti da due plastici iconici: l’originale del progetto della A1 Milano-Napoli risalente al 1964, anno di inaugurazione, e quello del viadotto Aglio, un’infrastruttura simbolo dell’Autosole per complessità realizzativa.

Il secondo spazio è dedicato al Viaggio per sottolineare il valore dell’autostrada non solo come congiunzione tra regioni e città ma come esperienza antropologica ed estetica a sé stante, fatta di spazi e strutture accoglienti e spesso “firmate”.
Nello spazio dedicato all’architettura d’autore si sottolinea l’importanza dell’autostrada come spazio che la accoglie. Da Giovanni Michelucci a Jean Nouvel, passando per Santiago Calatrava, sono molte le grandi firme dell’architettura che si addensano intorno al tracciato dell’autostrada.

Sono sospesi nello spazio dell’ultima terrazza i settantaquattro scatti del fotografo olandese Iwan Baan, che da Nord a Sud ha immortalato dall’elicottero l’intera rete gestita dal Gruppo ASPI e la sua integrazione nel territorio. Affacciato sul piazzale, il braccio vetrato della galleria guarda al futuro e alle tecnologie. Un futuro visionario grazie alla narrazione delle dieci illustrazioni di Emiliano Ponzi e alle sperimentazioni in corso presso lo studio di Renzo Piano.