“après nous, le déluge”

A questa frase attribuita a madame de Pompidour, favorita di Luigi XV re di Francia, si riferisce il titolo del bellissimo Le déluge: gli ultimi giorni di Maria Antonietta, opera seconda del cineasta partenopeo Gianluca Jodice dopo il felice esordio di quattro anni fa con Il cattivo poeta.
Seguendo con rigore filologico la sequenza storica degli eventi, grazie anche ai diari del valletto reale Cléry che fu a fianco del sovrano fino alla fine, il film indaga un preciso momento storico relativo all’anno 1792 rimasto fin qui pressoché inesplorato da un punto di vista cinematografico. Partendo dal trasferimento dei prigionieri reali Luigi XVI e sua moglie Maria Antonietta, con i figli Marie-Thérèse e Louis-Charles insieme a un gruppo molto ristretto di membri della servitù, alla prigione della Torre del Tempio dopo il primo periodo di detenzione trascorso al palazzo della Consiergerie, dove i sovrani potevano ancora contare su un buon livello di comodità, il film racconta le progressive privazioni loro imposte dalla caduta della monarchia. Caduta che è anche quella dell’autorità morale di quel tempo, essendo ritenuto il re incarnazione di Dio sulla Terra. Diviso in tre capitoli ideali – i titoli emblematici sono Gli dei, Gli uomini e I morti – Le déluge racconta questa parabola discendente con raffinata eleganza, sempre funzionale al racconto e priva di qualsiasi sterile compiacimento estetico fine a sé stesso; nel seguire il lento scivolare verso la fine, assistiamo al disvelarsi delle persone dietro le figure ufficiali, al cadere di tutte quelle maschere che le cose del mondo hanno imposto ai loro volti. La vestizione della coppia reale nel primo capitolo evoca il lusso in cui viveva a Versailles, ma anche il persistere delle illusioni, palese nelle parole della regina Maria Antonietta quando arriva a definire la Rivoluzione una ‘Commedia’ che dovrà presto aver fine.

La straordinaria fotografia firmata da Daniele Ciprì si rivela subito suggestiva nella sequenza della messa notturna, in cui le sole candele illuminano la cerimonia lasciando l’oscurità sullo sfondo, che è poi quella metaforica dei tempi cupi vissuti dai protagonisti. Eleganti movimenti di macchina esprimono nella parte iniziale i sentimenti in una situazione che non è ancora degenerata, le umiliazioni fisiche e morali sommate al dileggio dissacrante rendono più acute le emozioni espresse dall’utilizzo della camera a spalla nella parte seconda.

Notevole sul piano formale, il film non è da meno su quello del contenuto che non si limita semplicemente alla ricostruzione storica, ma ha un cuore politico molto attuale che affronta questioni sempre vive ancora oggi; nello scambio tra il re e il procuratore che rivendica l’uguaglianza come missione dell’umanità, Luigi XVI risponde: “ma il genere umano non ha scopo, è come le farfalle o i fiori”. Viste le crescenti disparità che la società contemporanea amplifica sempre più a favore di una minoranza, come dare torto alle parole del re?

Sospesi come in un limbo, esposti al paternalismo delle istituzioni ancora molto in voga ai giorni nostri, che pretende d’imporre ogni cosa sempre per un presunto ‘nostro’ bene, i personaggi sono incarnati in tutte le loro sfaccettate contraddizioni da attori di prima grandezza. Monumentale l’interpretazione di Guillaume Canet nei panni di Luigi XVI futile in apparenza, ma ben conscio della situazione, Mélanie Laurent incarna la fierezza indomita di Maria Antonietta e Fabrizio Rongione si presta al piccolo ruolo del valletto reale Cléry.

Le déluge: gli ultimi giorni di Maria Antonietta di Gianluca Jodice in maniera magistrale pone davanti allo spettatore abbondante materia di riflessione, anche amara e paradossale, con affermazioni come quella di un membro del consiglio che condannando il re asserisce convinto: “abbiamo preparato il terreno per la gentilezza!” Adesso, dopo l’esordio a Locarno 77 e l’anteprima italiana al 16° France Odeon il film sarà finalmente nelle sale italiane dal prossimo 21 novembre con Bim Distribuzione.

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Locandina italiana
  2. L’arrivo dei regali prigionieri alla Torre del Tempio
  3. Le atmosfere notturne e la metaforica vestizione dei sovrani
  4. Dialogo tra re e procuratore della Rivoluzione / la regina esposta alle ingiurie
  5. Guillaume Canet è il re Luigi XVI / Mélanie Laurent è la regina Maria Antonietta / Fabrizio Rongione è il valletto reale Cléry
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    © 2024 Ascent Film / Rai Cinema / Adler

IN COPERTINA

Il regista Gianluca Jodice sul set con Guillaume Canet nei panni di Luigi XVI
© 2024 Ascent Film / Rai Cinema / Adler

courtesy Ufficio stampa Bim Distribuzione

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: Le déluge
  • Regia: Gianluca Jodice
  • Con: Guillaume Canet, Mélanie Laurent, Aurore Broutin, Hugo Dillon, Tom Hudson, Roxane Duran, Anouk Darwin Homewood, Vidal Arzoni, Fabrizio Rongione, Jérôme Chappatte, Erwin Aureillan, Christophe Favre
  • Soggetto e sceneggiatura: Filippo Gravino, Gianluca Jodice
  • Fotografia: Daniele Ciprì
  • Musica: Fabio Capogrosso
  • Montaggio: Giuseppe Trepiccione
  • Scenografia: Tonino Zera
  • Costumi: Massimo Cantini Parrini
  • Produzione: Marco Colombo, Matteo Rovere e Andrea Paris con Paolo Del Brocco in coproduzione con Yann Zenou e in associazione con Francesca Cualbu, Mattia Della Puppa e Paolo Sorrentino per Ascent Film con Rai Cinema e Adler Entertainment in coproduzione con Quad
  • Genere: Storico
  • Origine: Italia / Francia, 2024
  • Durata: 100′ minuti