Dopo il successo di Un triomphe, arrivato in Italia col titolo Un anno con Godot, di cui è stato fatto anche un rifacimento nostrano – Grazie ragazzi con Antonio Albanese – il cineasta francese Emmanuel Courcol torna a mischiare commedia e dramma per il suo nuovo film L’orchestra stonata, un’altra storia originale di relazioni inattese e scoperta dell’altro, che ha esordito a Cannes 77 e adesso, dopo le anteprime italiane alla Festa del Cinema di Roma e al France Odeon di Firenze, è finalmente arrivato sugli schermi italiani distribuito da Movies Inspired.
Thibaut Desormeaux è un direttore d’orchestra compositore affermato, abituato a frequentare i teatri più importanti del mondo dirigendo le orchestre più prestigiose, ritmi frenetici per una vita piena e densa di soddisfazioni; ma un giorno gli viene diagnosticata una grave forma di leucemia che esige un trapianto del midollo. La sorella Rose si sottopone all’esame per verificare la compatibilità genetica in vista di una donazione, ma il risultato è imprevisto. Dal laboratorio di analisi certificano l’assenza completa di consanguineità tra fratello e sorella, costringendo la madre a una confessione che non avrebbe mai voluto fare, ma che adesso appare inevitabile: Thibaut è stato adottato in tenerissima età, ma ha un fratello minore geneticamente compatibile, adottato altrove perché, quando anni dopo la famiglia Desormeaux avrebbe potuto riunirlo al fratello, la madre incinta di Rose ha rifiutato questa possibilità. Jimmy Lecocq, impiegato nella mensa scolastica di una scuola a Walincourt, piccolo paesino di provincia, un bel giorno vede irrompere improvvisamente dal nulla nella sua vita un estraneo, con l’inconsueta necessità di una donazione del suo midollo. La reazione nell’immediato è scomposta, indotta dalla sorpresa, ma anche da una buona dose di rabbia generata dalle difficoltà dell’appartenenza a un ambiente popolare. Presto però emergerà una comune congenita predisposizione per la musica, capace di aprire tra i due nuovi e alternativi canali di comunicazione.

L’orchestra Stonata abilmente disinnesca ogni rischio di passare dal pathos al patetico, evitando l’inflazionato genere ‘malattia’ che qui è solo espediente narrativo, strumentale a far incontrare mondi lontanissimi che altrimenti non interagirebbero mai tra loro. Sommando una componente di denuncia sociale, vicina al Cinema di Ken Loach per intenderci, il film affronta temi nodali come la difesa del lavoro negli orizzonti attuali che spogliano la persona di ogni valore e dignità.

Benjamin Lavernhe di ruolo in ruolo ha già dato prova di saper affrontare qualsiasi registro, qui incarna il protagonista Thibaut che scopre suo malgrado il privilegio di cui, nel determinismo sociale, ha potuto godere. Bellissima scoperta Pierre Lottin, nei panni di Jimmy, che nonostante una filmografia di oltre cinquanta titoli ha qui il suo primo vero ruolo da coprotagonista; insieme i due riescono a far percepire un affetto istintivo, che scorre invisibile tra i personaggi a dispetto di ogni diversità.

Il germoglio da cui è nato il soggetto ha iniziato a formarsi una decina d’anni fa quando il regista, come consulente per una sceneggiatura su un gruppo di majorettes, ha incontrato una banda di paese fatta di musicisti dilettanti: il calore dell’accoglienza e il senso di comunità trasmessi erano gli stessi che sullo schermo incarnano il contesto popolare, contrapposto al mondo più altolocato delle orchestre, legato alla fruizione di un ambiente economicamente più elevato nella scala sociale.

La forza della musica come linguaggio universale che accomuna tutti gli esseri umani, capace di esprimere e far emergere ciò che in molti casi non può essere espresso a parole, è l’altro tema centrale di un film che affronta temi sottili in grado di arrivare al cuore. L’orchestra stonata di Emmanuel Courcol è una visione che solleva l’anima e vanta inediti momenti musicali, con l’insospettata relazione tra boogie-woogie e la marcia trionfale di Aida o la versione solo per voci e percussioni del Bolero di Ravel. Da non perdere.

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Locandina italiana
  2. Il grande direttore d’orchestra e l’incontro, con l’inattesa richiesta, col fratello sconosciuto
  3. L’incontro tra due mondi socialmente molto distanti
  4. Benjamin Lavernhe e Pierre Lottin, entrambi straordinari, sono Thibaut e Jimmy
  5. L’orchestra di Walincourt e i legami stretti al di là della musica
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    courtesy Movies Inspired
    © 2024 Agat Films / France 2 Cinéma

IN COPERTINA

Pierre Lottin e Benjamin Lavernhe sono i fratelli Jimmy e Thibaut
© 2024 Agat Films / France 2 Cinéma

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: En fanfare
  • Regia: Emmanuel Courcol
  • Con: Benjamin Lavernhe, Pierre Lottin, Sarah Suco, Jacques Bonnaffé, Clémence Massart, Anne Loiret, Mathilde Courcol-Rozès, Yvon Martin, Isabelle Zanotti, Nicolas Ducron, Charlie Nelson, Marie-José Billet, Antonin Lartaud, Rémi Fransot, Johnny Montreuil, Johnny Rasse, Gabrielle Claeys, Ludmila Mikaël, Annette Lowcay, Jean-Luc Lebacq, Joël Lebacq, Stéphanie Cliquennois, Lulu Lomendie, Rui-Mickaël Dias, Nathalie Desrumaux, Kodgo Apétô Epaminondas, Olivier Brabant, Jean-Baptiste Giezek, Mathieu Guégan, Guillaume Vanstavel, Marie Baudry, Saverio Maligno, Anne-Sophie Delcour, Anne-Sophie Lapix
  • Sceneggiatura: Emmanuel Courcol e Iréne Muscari con la collaborazione di Oriane Bonduel e Marianne Tomersy con la partecipazione di Khaled Amara
  • Fotografia: Maxence Lemonnier
  • Musica: Michel Petrossian
  • Montaggio: Guerric Catala
  • Scenografia: Rafael Mathé
  • Costumi: Christel Birot
  • Produzione: Marc Bordure e Robert Guédiguian per Agar Films in coproduzione con France 2 Cinéma con il sostegno di Canal+ e la partecipazione di Cine+ e France Télévisions in associazione con Cinéaxe 5, Entourage Sofica 2, Indéfilms 12, La Banque Postale Image 17, SG Image 2022 e Sofitvcine II con il sostegno di Pictanovo, la Région Hauts-de-France in partenariato con CNC e con il sostegno di La Procirep, L’Angoa e La Sacem
  • Genere: Commedia
  • Origine: Francia, 2024
  • Durata: 103′ minuti