Il Teatro Sociale di Rovigo propone nel cartellone 2024 l’opera “Roberto Devereux” di Gaetano Donizetti, produzione proveniente dal Teatro Donizetti di Bergamo.
Il libretto fu scritto da Salvatore Cammarano che dopo Lucia di Lammermoor favorisce il talento del compositore con un libretto conciso, coeso e molto forte come desiderato dallo stesso Donizetti.
L’ispirazione arriva  dalla tragedia “Elisabeth d’Angleterre” di Jacques-François Ancelot.

La prima andò in scena al Teatro San Carlo di Napoli nel 1837 e fu un successo immediato, tanto da non lasciare più il repertorio donizettiano.
Quest’opera con “Anna Bolena” e “Maria Stuarda” conclude il ciclo delle “Regine Tudor”, ruoli in cui si sono cimentate molte delle più grandi cantanti del panorama lirico mondiale.
La vicenda è incentrata sulla travagliata relazione tra la regina d’Inghilterra Elisabetta I e il conte di Essex, Roberto Devereux accusato di tradimento dai suoi nemici. Elisabetta, che ne è stata l’amante e lo ama ancora, non ha intenzione di firmare la condanna, ma cambia idea quando si insinua in lei il sospetto di un’altra donna, Sara Nottingham con cui il conte ebbe una relazione nel passato, la quale sposò poi il signore di Nottingham quando Roberto l’abbandonò per andare sotto le armi. Una volta accertato il tradimento, che però non c’è stato, Elisabetta, seppur in balia di sentimenti contrastanti, fa rinchiudere l’amante nella torre di Londra. Potrebbe arrivare la grazia tramite l’anello della regina che Devereux ha consegnato a Sara perché lo recapitasse alla sovrana, ma la gelosia del marito della giovane donna impedisce all’oggetto risolutore di finire in tempo nelle mani della corona. La sentenza viene eseguita, i coniugi Nottingham imprigionati, mentre Elisabetta impazzisce ossessionata dalla visione del fantasma di Roberto.

In questa produzione il ruolo della sovrana è affidato al soprano Jessica Pratt, che debutta sia nel ruolo sia sul palcoscenico di Rovigo, straordinaria interprete perfettamente calata nei panni della regina prigioniera dei suoi sentimenti contrastanti: amore e rabbia, verso il suo amante.
Dotata di una voce potente, timbro luminoso, estensione sbalorditiva e tecnica virtuosistica che ha letteralmente rapito il pubblico, lasciando tutti in balia di emozioni fortissime.
Il conte Devereux è il tenore John Osborn, la sua bellissima voce fluida, timbro chiaro, perfetto fraseggio e tecnica eccellente, fanno di lui un cantante straordinario e questa sera lo ha ampiamente dimostrato; Lord duca di Nottingham è il baritono Simone Piazzola che nonostante l’improvvisa indisposizione, così annunciato alla fine del primo atto, ha continuato a cantare il suo ruolo senza una sbavatura e senza un’incertezza, dimostrando di essere un artista che con professionalità ha superato tutti gli ostacoli.

Sara è il mezzosoprano Raffaella Lupinacci, notevole prova di bravura sia nel canto che nella recitazione, ha reso il suo personaggio di donna tragicamente innamorata del conte, nonostante sposata ad un altro, con perfetta padronanza del palcoscenico e ineccepibile bravura nel canto. L’altro tenore è Lord Cecil interpretato dal bravissimo David Astorga. Le voci gravi del cavaliere e familiare di Nottingham interpretato da Fulvio Valenti e di Gualtiero interpretato da Ignas Melnicas, sono state molto apprezzate.
Il regista è Stephen Langridge, un nome importante perché oltre ad essere un regista che conosce molto bene Shakespeare, lo si nota anche in questa produzione, è anche il direttore artistico del Festival di Glyndebourne.

Ha realizzato una regia semplice, ma efficace ed ha reso benissimo – con un letto rosso molto presente in scena e la morte che si muove furtiva tra i vari personaggi – l’avvicendarsi dei vari sentimenti che legano tutte le figure: amore, amicizia, rabbia, furore, gelosia e pentimento.
Un valore aggiunto è stato apportato dalle scene e dai bellissimi costumi di Katie Davenport, realizzati dai laboratori del Teatro Sociale per l’allestimento dello spettacolo.
Il direttore d’orchestra, Michael Fenelly che ha iniziato la sua carriera come pianista diventando molto famoso, ha diretto l’orchestra Donizetti Opera con la professionalità che lo contraddistingue.
Magnifico il Coro dell’Accademia del Teatro alla Scala di Milano, diretto dal maestro Salvo Sgrò.

La serata del 19 novembre, unica data per quest’opera, verrà ricordata per la straordinaria bravura di tutti gli artisti, accolti dal numerosissimo pubblico con entusiastici applausi e unanimi consensi.

Dettagli

Didascalie immagini

(courtesy Paola Gasperotto Responsabile Ufficio Stampa Comune di Rovigo)

  1. Il cast al completo
    foto © Nicola Boschetti
  2. Il tenore John Osborn è Roberto Devereux
    foto © Nicola Boschetti
  3. Devereux insieme a Sara, il mezzosoprano Raffaella Lupinacci
    foto © Nicola Boschetti
  4. Devereux e la regina
    foto © Nicola Boschetti
  5. Il soprano Jessica Pratt è la Regina Elisabetta I
    foto © Nicola Boschetti

IN COPERTINA

John Osborn, tenore, protagonista nel ruolo di Roberto Devereux
foto © Nicola Boschetti
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