Piove di Sacco, in provincia di Padova, rende omaggio al “suo” Ugo Valeri (1873 – 1911) con un’ampia retrospettiva a ingresso libero che ha inaugurato il nuovo spazio espositivo di Palazzo Pinato Valeri. In corso fino al prossimo 23 marzo, la mostra è stata curata da Federica Luser in la collaborazione con Trart, e presenta una selezione di circa ottanta opere così da offrire la possibilità di rivalutare – per molti di scoprire – la figura di un artista spesso avvicinato a Toulouse-Lautrec per la capacità di dare corpo e anima, con pochi tratti, all’umanità che incrociava nel suo irrequieto peregrinare, nelle serate di stordimento, nel suo mordere un’esistenza sempre sopra le righe.

Per la sua capacità di catturare l’anima dei suoi soggetti con uno stile inconfondibile, la sua attitudine ribelle anticipò molte delle tendenze dell’arte contemporanea. Dipinge, o meglio disegna, ciò che via via lo colpisce, appunta la frenesia di un demi-monde popolato di ballerine, belle ragazze, dandy, incontri, gente, movimento.

Con la crudezza caricaturale di chi quelle situazioni non solo le vede, ma le vive ogni giorno, annota: “D’altronde io stesso, che sono una caricatura nell’aspetto e nello spirito, non potrei definire la caricatura come la più sincera espressione del vero?”

Nato da una famiglia borghese, fratello maggiore del poeta Diego Valeri, frequentò le Accademie di Venezia e Bologna (espulso da entrambe per il temperamento), una vita percorsa tra genio e sregolatezza interrotta tragicamente a seguito di una caduta da una finestra di Ca’ Pesaro a Venezia in circostanze mai chiarite. Aveva trentasette anni, un’età che lo accomuna a Raffaello, Parmigianino, Watteau, Van Gogh, Toulouse-Lautrec, Tancredi o a Rimbaud, Byron, Mozart…

Elegante e raffinato è anche un illustratore molto ricercato, importante il sodalizio con Filippo Tommaso Marinetti e con Umberto Notari, come anche la collaborazione con le migliori riviste dell’epoca: “Italia ride”, “L’Illustrazione italiana”, “Poesia”, “Secolo XX”, “La Lettura”.

Valeri è interprete di un mondo artistico che cambia, si sente libero di esprimersi senza timore del confronto con il passato, di seguire il proprio istinto di uomo curioso, di artista che guarda il mondo in modo nuovo. Nel 1909 quando espose a Ca’ Pesaro a Venezia le sue opere distribuite su tre sale, mescolavano generi e soggetti; così facendo proponeva una nuova prospettiva verso l’arte contemporanea in contrapposizione con le scelte ritenute “paludate” della Biennale di Venezia, dando avvio alla stagione della cosiddetta “Secessione Capesarina”, tanto che Arturo Martini alla sua morte scrisse: “Ugo fu per noi la tromba del nuovo mattino”.

Il suo sguardo libero fu la sua eredità lasciata agli artisti dell’epoca. Un artista che, anche grazie ai numerosi prestiti da collezioni private, verrà restituito all’attenzione del pubblico in tutta la sua straordinaria complessità.

“

Dettagli

Didascalie immagini opere Ugo Valeri

(courtesy Ufficio stampa Studio ESSECI)

  1. Ballo popolare, (Preludio), disegno acquarellato su carta 32 x 25 cm, collezione privata
  2. Sul divano, tempera su cartoncino giallo, 25 x 18 cm. Collezione BCC Veneta
  3. Notturno, carboncino su carta, 64 x 39 cm, collezione privata
  4. La fisarmonica (sarabanda), acquarello e biacca su cartoncino, 44 x 60 cm, collezione privata
  5. Dandy, china e biacca su carta, 33 x 22 cm, collezione privata
  6. In salotto, tempera su carta 35 x 25 cm, collezione privata

ORARI DI VISITA

mercoledì: 9.30 – 12.30
giovedì e venerdì: 16.00 – 18.00
sabato: 9.30 – 12.30 / 16.00 – 18.00
domenica: 10.00 – 12.00 / 16.00 – 18.00

Dove e quando

Evento: "Ugo Valeri. Dandy e ribelle"

Indirizzo: Palazzo Pinato Valeri - Via Garibaldi, 54 - Piove di Sacco
[Guarda su Google Maps]

Fino al: 23 Marzo, 2025