A Palazzo Zabarella prosegue il dialogo internazionale con importanti istituzioni museali di fama mondiale attraverso la mostra “Matisse Picasso Modigliani Mirò. Capolavori del disegno dal Musée de Grenoble” in corso fino a domenica 12 gennaio e parte di quel patrimonio che, al Musée de l’Isère creato nel 1798, ha continuato ad arricchire incrementando le sue raccolte di arte antica, moderna e contemporanea fino a contare, oggi, oltre novecento opere tra dipinti, sculture, e oltre cinquemila disegni di epoche diverse. Per la determinazione di un direttore visionario, Pierre-André Farcy (1882-1950), detto Andry-Farcy, che lo ha guidato dal 1919 al 1949, parallelamente all’incremento delle sezioni dedicate a pittura e scultura, si è formata la raccolta di disegni che è la più vasta e importante di Francia dopo quella del Museo Nazionale d’arte moderna di Parigi (il Centre Pompidou). Critico, pittore e grafico pubblicitario, Andry-Farcy inserì nelle collezioni i grandi artisti del suo tempo, da Matisse a Picasso, da Bonnard a Léger, grazie ad acquisti mirati e importanti donazioni.

Nel 1923, in particolare, con il lascito di Agutte-Sembat entrò un insieme unico e considerevole di opere neo-impressioniste (Signac, Cross, Van Rysselberghe) e fauves (Matisse, Derain, Marquet, Vlaminck) che i successivi direttori completarono e aggiornarono ulteriormente a questo prestigioso ensemble.
Si deve a Guy Tosatto, già alla direzione del museo, se è stato possibile portare a Padova una selezione, da lui stesso scelta e curata, di ben centotrenta disegni di quarantasette artisti della prima metà del Ventesimo secolo, i protagonisti delle avanguardie post-impressioniste sviluppatesi prima e dopo la guerra, passando dalle ardite sperimentazioni del cubismo alle provocazioni del dadaismo, alle proiezioni oniriche del surrealismo, all’astrazione, ma tenendo sempre conto della longevità e validità della figurazione prepotentemente riemersa tra gli anni venti e trenta, a ridosso delle istanze del cosiddetto ritorno all’ordine.

L’occasione di poter ripercorrere in tutta la loro varietà i percorsi dell’arte moderna attraverso l’ottica del disegno, un approccio capace di penetrare nel mondo e nei procedimenti creativi di coloro che, videro in questa tecnica, un mezzo privilegiato per sperimentare le loro idee e poi tradurle in pittura e scultura. Va considerato come, sempre più spesso soprattutto nel Novecento, i disegni non hanno più un valore preparatorio, ma diventano qualcosa di diverso, autonomi rispetto ai quadri e alle sculture perché, rispetto ai secoli precedenti, quando erano stati impiegati materiali e tecniche più tradizionali, si aprivano sempre maggiori possibilità di sperimentazione e innovazione., utilizzando le carte più diverse e sottoposte a preparazioni prima sconosciute. Cambiano anche i supporti e i procedimenti: matite, inchiostri, carboncini, pastelli, acquerelli, gouaches, biacche, gessi colorati, vengono radicalmente trasformati per potenziare la loro forza espressiva o impiegati simultaneamente, combinando una tecnica con l’altra, per ottenere effetti prima impensabili. Si ricorre anche al collage, al decoupage e vengono utilizzati altri materiali, come metalli, foglie d’oro, stoffe che proiettano il disegno in nuove, inedite dimensioni. Per questo si ricorre anche ai grandi formati di cui troviamo in mostra esempi stupendi.

L’esposizione, articolata in cinque sezioni, abbraccia gli anni compresi tra il 1900 ed il 1960 indagando i principali movimenti artistici così da far emergere, attraverso una serie di capolavori, le personalità di Matisse, Picasso, Chagall, Miró, Signac, Bonnard, Vuillard, Modigliani, Rouault, Delaunay, Arp, Balthus, Calder, Tobey. Vengono esplorate anche le contaminazioni tra poesia, letteratura e arti visive come nel caso dei disegni sperimentali di Artaud, Klossowski, Cocteau e Michaux. Il risultato è palesare un mondo straordinario, quello della invenzione grafica in continua trasformazione. Se gli inchiostri graffiati di Pierre Bonnard e gli acquerelli tormentati di Georges Rouault risentono ancora di una tarda eco di Degas e della Belle Époque, due capolavori come la Donna con corpetto blu e Madame Hessel e Lulu nella sala da pranzo, rue de Naples di Vuillard dimostrano quali potenti effetti pittorici e suggestioni poetiche si possano ottenere con un materiale nobile come la gouache. Ma è con i disegni del grande Matisse, l’artista più rappresentato anche per quanto riguarda la pittura nel museo di Grenoble, che ci si rivela un mondo, quello di un genio che sapeva continuamente rinnovarsi. Risulta così ben rappresentato che il folto numero di opere esposte costituisce una mostra nella mostra.

Attraverso le testimonianze dell’impiego di materiali e tecniche diverse, si passa dai nudi femminili dell’inizio del secolo ad una straordinaria versione del tema prediletto de La danza del 1910, alle eleganti variazioni sui motivi, che hanno un che di musicale, all’inizio degli anni quaranta per approdare infine nel 1947 alla famosa serie Jazz, le splendide litografie realizzate con la tecnica del decoupage destinate a diventare delle vere e proprie icone del Novecento. Qui le ritroviamo in una versione particolarmente smagliante dove, come disse l’autore, i “colori vivi e violenti” rappresentano la “cristallizzazione dei ricordi del circo, dei racconti popolari, di viaggio”.
L’altro grande protagonista della mostra è Picasso, rappresentato nelle sue diverse stagioni, dagli esordi all’inizio del secolo alle composizioni cubiste, ispirate dalla regola di Cézanne; dal magnifico Ritratto di Olga del 1921, uno dei fogli più grandi in mostra, dove attraverso gli effetti plastici ottenuti col pastello recupera la figurazione in una dimensione classica, per approdare infine alle variazioni sullo stesso motivo del volto scomposto negli anni quaranta. In questa sezione ritroviamo anche le nature morte cubiste di Juan Gris e la sorprendente Guglia di  Notre-Dame di Robert Delaunay, ma soprattutto una fitta sequenza di invenzioni cubo-futuriste di Fernand Léger, capace di rinnovare sempre il proprio linguaggio.

Alle inclinazioni costruttiviste e astratte di Jean Arp, Francis Picabia e Amédée Ozenfant, si contrappongono le invenzioni surrealiste di Jean Cocteau, qui rappresentate davvero al meglio in due rare composizioni del 1926 (Testa con puntine; Mani e piedi di gesso che attaccano uomini in riva al mare) dove l’impiego di vernici, colori e materiali diversi ci fa entrare in una sottile dimensione onirica. La ritroviamo poi in Miró e André Masson, rappresentati da due gouache di forte impatto visivo e rilievo cromatico. Mentre ritorniamo nell’ambito della figurazione con tre ritratti di Modigliani e la serie dei sontuosi nudi femminili, di grande impatto plastico, del grande scultore Aristide Maillol o nel sorprendente Il lottatore Tochigiyama, realizzato a olio su seta dal giapponese Léonard Tsuguharu Foujita, ammirato per il virtuosismo nel rendere una realtà segnata dal mistero, quello che ritroviamo, ora entro i territori invece dell’astrazione, nella drammatica Pietà composta in tessuto e foglie d’oro dalla tensione creativa dalla russa Marie Vassilieff, appartenente alla folta schiera degli stranieri che, a partire da Picasso, hanno saputo confrontarsi sulla incomparabile scena artistica parigina.         

Dettagli

Didascalie immagini

(courtesy Ufficio stampa Palazzo Zabarella)

  1. immagine guida evento espositivo e copertina del catalogo edito da Giunti: Édouard Vuillard, Donna con corpetto blu, 1915,
    gouache su carta, 64 x 51 cm
    lascito Agutte-Sembat nel 1923,
    Musée de Grenoble, Mg 2228 foto Ville de Grenoble / Musée de Grenoble – J.L Lacroix
  2. Henri-Edmond Cross, La costa provenzale, 1908 circa
    inchiostro di china e acquerello su schizzo di matita su cartone, 17 x 21,2 cm
    lascito Agutte-Sembat nel 1923,
    Musée de Grenoble, Mg 2260,
    foto Ville de Grenoble / Musée de Grenoble – J.L Lacroix
  3. Paul Signac, Saint-Julien-en-Beauchêne, agosto 1914,
    acquerello e matita grassa su carta vergata, 25,5 x 34 cm
    dono di Joseph Laforge nel 1973
    Musée de Grenoble, Mg 3407 foto Ville de Grenoble / Musée de Grenoble – J.L Lacroix
  4. Pablo Picasso, Ritratto di Olga, 1921
    pastello e carboncino su carta, 129 x 98 cm
    Musée national Picasso–Paris Dation Jacqueline Picasso, 1990 MP1990-70, in deposito al Musée de Grenoble Rmn -Grand Palais / Mathieu Rabeau / Rmn-Gp / Dist. Photo Scala, Firenze © Succession Picasso, by SIAE 2024
  5. Amedeo Modigiani, Ritratto di uomo, 1915 circa,
    acquistato da una vendita pubblica nel 1937,
    Musée de Grenoble, Mg 2857,
    foto Ville de Grenoble / Musée de Grenoble – J.L Lacroix

 

Dove e quando

Evento: "Matisse, Picasso, Modigliani, Mirò. Capolavori del disegno dal Musée de Grenoble"

Indirizzo: Palazzo Zabarella - via Zabarella, 14 - Padova
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Fino al: 12 Gennaio, 2025