Prosegue fino a domenica 26 gennaio alle Scuderie del Quirinale la grande mostra – centoventidue opere provenienti da sessantotto istituzioni – curata da Raffaella Morselli e Caterina Volpi, un progetto fondato sull’autorevolezza del rigoroso impianto scientifico, per una ricostruzione avvincente della scena culturale e politica romana dell’epoca, quella del rapporto tra arte e potere, attraverso la lente privilegiata del sodalizio di committenza che legò Giovanni Francesco Barbieri, meglio noto come Guercino, e la dinastia bolognese dei Ludovisi, a cavallo del breve, ma cruciale, pontificato di Papa Gregorio XV (1621-1623) al secolo Alessandro Ludovisi. In parallelo è messa in evidenza l’importantissima affermazione del potente Cardinal nipote, Ludovico Ludovisi, nel ruolo decisivo che sotto Paolo V fu di Scipione Borghese.

Un caleidoscopio di capolavori distribuiti nelle dieci sale delle Scuderie del Quirinale, tra dipinti, sculture, disegni, stampe e altri manufatti di pregio, a firma di maestri assoluti come Annibale e Ludovico Carracci, Guido Reni, Domenichino, Lanfranco, Bernini, van Dyck, Pietro da Cortona, Nicolas Poussin, Paul Brill, Francesco Duquesnoy (rappresentanti il primo Seicento e l’epoca Ludovisi), ma anche Dosso Dossi, Paris Bordon, Jacopo Bassano (a rappresentare il collezionismo Ludovisi di opere cinquecentesche che fece scuola nella Roma del Seicento dando origine alla cosiddetta corrente ‘neo-veneta’ in pittura). Ancora, prestiti dal Museo Nazionale Romano evocano la sublime bellezza dei celeberrimi ‘marmi Ludovisi’ testimoniando l’ineguagliato gusto antiquario che il cardinal Ludovico seppe riflettere nella formidabile collezione di famiglia, così importante per tutti gli artisti che in quegli anni poterono ammirarla e studiarla.

Al centro di così tanto splendore, svetta in mostra l’arte del giovane Guercino, l’artista prediletto da papa Ludovisi e da questi convocato a Roma non appena asceso al soglio pontificio. Un’arte fatta di esplosioni di colore, vertiginoso dinamismo compositivo, suggestivi effetti di luce; una formula figurativa innovativa, teatrale e coinvolgente, in grado di rapire l’osservatore conducendolo in un mondo popolato da dei e santi, aulico e umanissimo al contempo.

Guercino. L’era dei Ludovisi a Roma porta per la prima volta l’attenzione del grande pubblico sul periodo corrispondente al papato di Gregorio XV, un arco di tempo tanto breve – ventisei mesi tra il 1621 e il 1623 – quanto rivoluzionario per il cambio repentino di paradigma culturale, artistico e politico che produsse, tanto da giustificare l’uso dell’espressione “era Ludovisi”. Dalla fondazione della Congregazione di Propaganda Fide alle canonizzazioni nel 1622 di cinque campioni della Controriforma tra cui Ignazio di Loyola e Filippo Neri, dalla fondazione della Chiesa di Sant’Ignazio nel 1626 alla creazione della Villa Ludovisi sul terreno dei leggendari Horti Sallustiani, con le straordinarie collezioni d’arte che ne resero splendidi e leggendari gli interni.

Lungi dall’essere una fugace parentesi tra le ‘dinastie’ Borghese e Barberini, il pontificato Ludovisi ha rappresentato una stagione dai tratti distintivi così originali da ‘fare epoca’ a sé, rappresentando una stagione innovativa nella politica culturale romana e un momento assolutamente fondativo nello sviluppo dell’arte tra classicismo antiquario ed imminente rivoluzione barocca.

Il percorso espositivo permette al visitatore di immergersi sin da subito nella figura del Guercino. Autodidatta, nato a Cento ma con il cuore a metà tra la Bologna dei Carracci e la Ferrara di Dosso Dossi, l’artista cresce, si nutre e fa proprie influenze diverse come la grande pittura veneta e il naturalismo di marca caravaggesca. Esemplare il confronto tra la celeberrima “Carraccina” e la pala giovanile di Guercino con San Bernardino e San Francesco che pregano la Madonna di Loreto (entrambi prestiti straordinari dalla Pinacoteca ‘il Guercino’ di Cento). Grazie a prestiti del Museo del Prado, di Patrimonio Nacional, degli Uffizi e delle Gallerie Reali di Torino, è presente al completo, in mostra, il gruppo di quattro tele commissionate a Guercino subito prima dell’ascesa al soglio pontificio di Alessandro.

Per evocare l’opera-simbolo del successo di Guercino presso papa Gregorio XV – la ciclopica pala con la Sepoltura di Santa Petronilla per San Pietro, oggi conservata nei Musei Capitolini – si è scelto di dare avvio al percorso espositivo con un fac-simile a grandezza naturale dell’immenso dipinto, riprodotto su gentile concessione della Sovrintendenza capitolina. Il fac-simile è stato progettato e realizzato da Factum Foundation, all’avanguardia assoluta nel campo delle ri-materializzazioni ad alta definizione di grandi opere d’arte, sia sotto l’aspetto scientifico-tecnologico che metodologico-culturale. Sempre a Factum Foundation si deve un secondo fac-simile presente in mostra a grandezza naturale ed esposto al secondo piano espositivo: la riproduzione del grande telero con la Gloria di San Crisogono, dipinto da Guercino su commissione di Scipione Borghese per il soffitto della chiesa omonima in Trastevere, poi trasferito all’inizio del diciannovesimo secolo in Inghilterra dove ancora oggi si trova, incastonato a venti metri di altezza nella volta di Lancaster House, sede di rappresentanza del Foreign Office britannico.

Accompagna la mostra un catatolo edito da Artem.

Dettagli

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Alcuni scatti dell’allestimento
courtesy Ufficio stampa Scuderie del Quirinale

Dove e quando

Evento:

Indirizzo: Scuderie del Quirinale - Via Ventiquattro Maggio, 16 - Roma
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Fino al: 26 Gennaio, 2025