Torna a riaprire i battenti questa sera per la 16ª edizione France Odeon, splendida rassegna competitiva fiorentina di cinema francese, piccola nelle dimensioni perché, fedele a una deliberata impostazione, dura solo pochi giorni, ma grande qualitativamente nei contenuti e nella capacità di rappresentare davvero il variegato panorama del Cinema d’oltralpe.

Nata dalle ceneri della precedente France Cinéma, che per ventidue anni ha portato sulle rive dell’Arno il meglio del cinema transalpino, vocazione dichiarata della manifestazione è quella di celebrare, ma soprattutto promuovere e rinsaldare i rapporti cinematografici tra Italia e Francia, non solo dal punto di vista dello scambio culturale, ma anche da quello meramente produttivo che quest’anno trova concreta rappresentazione in titoli come Le déluge di Gianluca Jodice.

Secondo lungometraggio per il grande schermo del cineasta napoletano, dopo il bellissimo Il cattivo poeta su Gabriele D’Annunzio, Le déluge – come recita il sottotitolo italiano – racconta Gli ultimi giorni di Maria Antonietta nella prigionia alla Conciergerie, l’inedito racconto del periodo finale della regina, compreso tra lusso di corte e ghigliottina, girato in francese con grandi nomi come Guillaume Canet e Mélanie Laurent, ma nato da progetto e capitali in prevalenza italiani.

Il Direttore Artistico Francesco Ranieri Martinotti ha illustrato – anche con il bel documentario Passion Cinéma, purtroppo invisibile fuori dai festival – come la passione tra il nostro cinema e quello francese parta da lontano e, quest’anno, sono evidenti rapporti diretti anche con il capoluogo toscano: per la presenza di Mikado di Baya Kasmi, cineasta che in città ha vissuto, e di Père et fils (2003) ultimo film di Philippe Noiret, legato a Firenze da quegli Amici miei di Monicelli, che finalmente sarà proiettato in Italia per la prima volta, come il grande attore aveva espressamente richiesto al suo regista Michel Boujenah.

Dicevamo del rilievo di France Odeon a dispetto delle dimensioni contenute, palesato non solo dalla presenza di titoli importanti recentemente presenti anche a Venezia 81, come Leurs enfants après eux di Ludovic e Zoran Boukherma, Mon inséparable di Anne-Sophie Bailly e Joeur avec le feu di Delphine e Muriel Coulin, ma anche e soprattutto dalla caratura di ospiti come Vincent Lyndon, fresco vincitore della Coppa Volpi per l’ultimo titolo di cui sopra, insieme a vari cineasti tra cui anche Bertrand Bonello per il meraviglioso La bête, finalmente al cinema dal prossimo 21 novembre.

Tra il film di apertura Niki di Céline Sallette, opera d’esordio sull’artista – pittrice, scultrice, regista – Niki Saint-Phalle, e la chiusura riservata al classico La piscina (1969) di Jacques Deray, omaggio al divo Alain Delon recentemente scomparso che in Italia ha lavorato con nomi di primo piano del nostro cinema – da Visconti a Antonioni, solo per citarne alcuni – a cui è dedicata l’immagine guida del France Odeon 2024, saranno dodici i titoli in programma per una serie di visioni che si preannunciano molto interessanti.

Come già nelle passate edizioni degli ultimi anni, sono previsti appuntamenti collaterali con la presentazione del volume Cinéma mon amour – cento film francesi da amare di Ignazio Senatore e il convegno Regole naturali per intelligenze artificiali, ma potete trovare ogni ulteriore informazione sul sito ufficiale del Festival.