Das Rheingold, in scena da questa sera per sei rappresentazioni fino al 10 novembre. Sul podio si alternano Simone Young (28 e 31 ottobre, 3 novembre) una delle bacchette più autorevoli in questo repertorio e Alexander Soddy (5, 7 e 10 novembre). La regia è di David McVicar di cui ricordiamo il trionfale debutto scaligero con Les Troyens di Berlioz nel 2014 seguito, negli anni da nuove produzioni di successo.
A dieci anni dal ciclo precedente, quello che inizia oggi, è il primo appuntamento con la nuova produzione del “Ring des Nibelungen” che proseguirà nel 2025 con “Die Walküre” (dal 5 al 23 febbraio) e “Siegfried” (dal 6 al 21 giugno) infine, nel 2026 con “Götterdämmerung“.

Nell’intervista pubblicata sul numero di ottobre della Rivista del Teatro, il Regista ha spiegato come “Questo Ring deve essere un arco teso verso la conclusione. Già dalle prime battute di musica, in cui avverti lo scorrere del fiume, bisogna immaginarsi l’epilogo. Sarebbe impossibile pensare un lavoro del genere opera per opera. C’è da dire però che dall’Oro del Reno alla prima rappresentazione completa del Ring passarono più di vent’anni, durante i quali Wagner è cambiato profondamente, prima un socialista anarchico rivoluzionario, poi un uomo disilluso che ha accettato il fallimento dei suoi ideali giovanili. Di fondo, però, resta che il Ring, al di là di incongruenze e ripensamenti, è un’opera unitaria. È una grande rappresentazione del mondo e dell’umanità. Penso sia impossibile, oggi, tenere lontani temi come l’ambiente o il cambiamento climatico, di cui già Wagner in un certo modo ci aveva avvertito. Tutto il mondo di oggi ci dice a gran voce di tornare indietro, altrimenti la rovina sarà certa. E se penso alle guerre dei nostri tempi non oso immaginare come arriveremo al 2026, alla fine del ciclo. Per fortuna l’impalcatura dello spettacolo è flessibile abbastanza per accogliere nuovi spunti. Ma il Ring è ovviamente molto altro. È una grande esperienza di amore in tutte le sue forme, dall’impulso sessuale primordiale alla forma più elevata dell’amore che è la compassione disinteressata per gli altri essere umani e per la natura“.

Per il cast canoro Michael Volle vestirà i panni di Wotan nell’intero Ring: con lui in questo Prologo Ólafur Sigurdarson è Alberich, Wolfgang Ablinger-Sperrhacke è Mime, Norbert Ernst è Loge, Okka von der Damerau è Fricka, Olga Bezsmertna è Freia, Christa Mayer è Erda, Siyabonga Maqungo è Froh, Jongmin Park è Fasolt, Ain Anger è Fafner mentre Andrea Carroll, Svetlina Stoyanova e Virginie Verrez sono le Figlie del Reno.

Come consuetudine, un’ora prima dell’inizio di ogni recita, avrà luogo al Ridotto dei Palchi la conferenza introduttiva all’opera tenuta da Elisabetta Fava. La rappresentazione del 3 novembre sarà trasmessa in diretta su LaScalaTv a partire dalle ore 14:15 (il video resterà visibile on demand e per gli abbonati fino al 10 novembre).

Guardando indietro nella storia della Scala, nel corso dell’Ottocento il teatro accolse con ritardo e diffidenza le opere di Wagner (la prima, ricevuta malissimo, fu Lohengrin nel 1873, due anni dopo Bologna). Invece, nel Novecento, divenne
punto di riferimento musicale e scenico per questo repertorio grazie innanzitutto al fervore wagneriano di Arturo Toscanini che debuttò al Piermarini nel 1898 sul podio dei Meistersinger (nei suoi anni di direzione del Teatro tornerà a Wagner con regolarità. Nel 1923 affiderà la messa in scena di Tristan und Isolde ad Adolphe Appia: la prima regia “moderna” alla Scala). Dopo di lui sarà Victor de Sabata a garantire esecuzioni wagneriane di riferimento, insieme a una squadra di direttori cresciuti in questa musica: Siegfried Wagner, Franz von Hösslin, Wilhelm Furtwängler, Clemens Krauss, Herbert von Karajan. Infatti, nel Novecento, la Scala allestisce la Tetralogia con assiduità: nel 1927, 1928 e 1931 dirige Ettore Panizza, nel 1930 Siegfried Wagner, nel 1938 Clemens Krauss, nel 1943 Franz von Hösslin, nel 1949-50 Wilhelm Furtwängler, nel 1962-63 André Cluytens.
Nel 1974 Die Walküre, nell’allestimento innovativo di Luca Ronconi con le scene di Pier Luigi Pizzi, avrebbe dovuto inaugurare un nuovo ciclo, ma si fermò alla seconda giornata per le incomprensioni con il direttore Wolfgang Sawallisch e venne realizzato dal Maggio Musicale Fiorentino.
Il 7 dicembre 1994, Riccardo Muti intraprese con Die Walküre, regia di André Engel, un nuovo ciclo, che proseguì con Yannis Kokkos. Infine, Daniel Barenboim presenttò la sua Tetralogia tra il 2010 e il 2013 (in occasione del bicentenario della nascita del compositore), con la regia di Guy Cassiers. Era dalla versione diretta da Cluytens nel 1963 che le quattro Giornate non venivano eseguite di seguito nella stessa Stagione, come avverrà anche nel 2026 con due cicli completi.

Dettagli

Das Rheingold
(Der Ring des Nibelungen)

Prologo in un atto
Musica e libretto di Richard Wagner

Direttrice (28 e 31 ott.; 3 nov.) Simone Young
Direttore (5, 7 e 10 nov.) Alexander Soddy
Regia e scene David McVicar

Orchestra del Teatro alla Scala

Personaggi e interpreti

Costumi Emma Kingsbury
Luci David Finn
Video Katy Tucker
Coreografia Gareth Mole
Maestro arti marziali / prestazioni circensi David Greeves

Nuova produzione Teatro alla Scala

Didascalia immagini

alcuni scatti durante le prove
foto © 2024 Brescia e Amisano
courtesy Teatro alla Scala

Dove e quando

Evento:

Indirizzo: Teatro alla Scala - via Filodrammatici, 2 - Milano
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Date: 28 Ottobre, 2024 - 10 Novembre, 2024