A vent’anni dalla morte del suo autore, il coreografo Uwe Scholz (Seeheim-Jugenheim, 31 dicembre 1958 – Berlino, 21 novembre 2004), “Il rosso e il nero” – balletto basato sull’omonimo romanzo storico di Stendhal – va in scena questa sera al Teatro Costanzi ed entra per la prima volta nel repertorio della Compagnia. La coreografia è ripresa da Giovanni Di Palma e il nuovo allestimento è firmato da Ignasi Monreal per le scene, da Anna Biagiotti per i costumi e da Vinicio Cheli per le luci.

Nel corso delle successive cinque repliche, fino al 2 novembre, si alterneranno tre cast che, con il Corpo di Ballo, faranno rivivere la drammatica storia di passione e potere nata, nel 1830, dalla penna del letterato francese. Alla produzione partecipano anche gli Allievi della Scuola di Danza diretta da Eleonora Abbagnato.

Il collage di musiche di Hector Berlioz tratteggia il trasporto romantico dei protagonisti – da Le Corsaire, Les Troyens, Harold en Italie, Béatrice et Bénédict, Roméo et Juliette, Le Carnaval Romain al Te Deum e alla Symphonie Funèbre et Triomphale – sarà eseguito dall’Orchestra del Teatro dell’Opera diretta da Martin Georgiev all’esordio sul podio capitolino.

Uwe Scholz iniziò a lavorare a Il rosso e nero nel 1987, in concomitanza con il sessantesimo anniversario della nascita di John Cranko (1927-1973) occasione per una dedica al “maestro di Stoccarda”.
Durante le prove prima del debutto del balletto all’Opera di Zurigo l’anno successivo, dichiarò: «Sto mettendo in scena Il rosso e il nero di Stendhal perché sento che i personaggi di questo romanzo sono veri, di carne ed ossa. Il libro contiene moltissimi monologhi interiori ed è difficile trasformare i pensieri in passi di danza». Nei tre atti della sua composizione è riuscito a dare una veste coreografica al dramma cogliendone a pieno l’essenza.

Infatti, tratteggiando la struttura del romanzo, si è mantenuto fedele al modello settecentesco del “balletto d’azione” rinsaldato negli anni Sessanta, appunto da Cranko, sua guida e primo grande maestro, nonostante si siano incontrati brevemente.
I primi interpreti, quelli della creazione originale di Scholz, sono stati Vladimir Derevianko (Julien), Eileen Brady (Madame de Rênal) e Lucia Isenring (Mathilde).

A Roma, i primi ballerini Michele Satriano (26, 29, 30 ottobre) e Claudio Cocino (27, 31 ottobre) e l’étoile Alessio Rezza (2 novembre) vestiranno i panni dell’ambizioso e ardente Julien Sorel, giovane molto controverso che utilizza le sue amanti per una scalata sociale. Protetto dall’abate Chélan, Julien vive un’ascesa fulminea e ottiene accesso al mondo dell’aristocrazia.

Si ritrova al centro della lotta per il potere ma anche di un triangolo passionale con due amanti molto diverse, così come le relazioni che intesse con loro, e su cui Scholz ha costruito i passi a due del balletto: le étoiles Rebecca Bianchi (26, 29, 30 ottobre) e Alessandra Amato (27, 31 ottobre) e la prima ballerina Federica Maine (2 novembre) interpreteranno la borghese Madame de Rênal; la prima ballerina Marianna Suriano (26, 29, 30 ottobre), in alternanza con le soliste Elena Bidini (27, 31 ottobre) e Flavia Stocchi (2 novembre), sarà la folle Mathilde de la Mole.