Si è chiusa lo scorso 29 settembre, alle Galleria d’Italia di Milano, “Felice Carena” (Torino, 13 agosto 1879 – Venezia, 10 giugno 1966) dedicata a uno degli artisti più importanti e meno conosciuti del Novecento storico. Curata da Luca Massimo Barbero, Virginia Baradel, Luigi Cavallo ed Elena Pontiggia, con oltre cento opere, la mostra ne ha ricostruito la parabola artistica. Di adozione fiorentino per venti anni e veneziano nell’ultimo segmento di vita, è stato considerato, fino agli anni Quaranta, uno dei grandi maestri del Novecento europeo per la vasta produzione e grazie alla sua ricerca pittorica, luminista e poetica.

In questo anno che potremmo definire “Careniano”, giovedì 17 ottobre si sono aperte a Firenze due nuove mostre: a Palazzo Medici Riccard “Felice Carena. Vivere nella pittura” (di cui riferiremo il mese prossimo) e “Felice Carena. Pittore e Maestro all’Accademia di Belle Arti di Firenze” (godibile gratuitamente alla Sala Ghiberti fino al 21 novembre e con visite guidate a cura delle allieve e degli allievi del Dipartimento di Comunicazione e Didattica) che celebra il periodo iniziato il 4 dicembre 1924 quando, all’età di quarantacinque anni, lasciava Roma per traferirsi sulle rive dell’Arno per insegnare pittura all’Accademia che avrebbe poi diretto, come presidente, nove anni più tardi.
Una villa a Fiesole, lo studio-bottega all’Accademia, i legami con il vivace ambiente intellettuale fiorentino per due decenni e, in occasione del centenario di quel primo momento, l’Accademia lo ricorda, attraverso quarantadue opere fra cui alcuni inediti.

L’esposizione, curata da Rossella Campana e Susanna Ragionieri, presenta, accanto alle sue opere, anche lavori di artisti a lui contemporanei (Giuseppe Graziosi, Carlo Rivalta, Guido Peyron) e una selezione di venticinque disegni provenienti dalla collezione, che lo stesso Carena iniziò nel 1936 – un fondo che conta attualmente circa quattrocento pezzi – acquisendo così anche grandi maestri allora emergenti. In mostra disegni di Renato Guttuso, Felice Casorati, Giorgio de Chirico, Giorgio Morandi, Carlo Carrà, Marino Marini e una sanguigna di Carena mai esposta prima.

Gaia Bindi, Direttrice dell’Accademia di Belle Arti, sottolinea: “La mostra rappresenta un’occasione importante per stringere i rapporti con le istituzioni fiorentine come MUS.E e Palazzo Medici Riccardi e nel contempo rivaluta un pittore importante del XX secolo che ha fatto la storia della nostra Accademia improntandone la didattica e riallestendone gli spazi”.

Un autentico omaggio che, partendo da quelle aule di pittura immortalate da Carena nello straordinario dipinto del 1928 La Scuola – non a caso opera cardine dell’esposizione – prosegue poi proiettandosi all’esterno, seguendo l’evoluzione stilistica del pittore, le sue collaborazioni e gli intrecci con il mondo intellettuale che andava intessendo e promuovendo in una città in pieno fermento. 

Erano gli anni in cui venne fondata la rivista Solaria – dove pubblicherà alcuni suoi disegni – nello stesso periodo si svolse la prima edizione del premio Letterario l’Antico Fattore (Carena realizzò un disegno per La casa dei doganieri di Eugenio Montale, vincitore dell’edizione 1931). Sono sue anche le scene dell’Orseolo, opera di Ildebrando Pizzetti che andò in scena nel 1935 al Maggio Musicale Fiorentino (rassegna istituita con regio Decreto del 24 agosto 1933), indicativo che grazie a quell’esperienza qualche anno più tardi fu istituito in Accademia il primo insegnamento di Scenografia. 

Ne emerge così il ritratto personale e artistico di un protagonista del suo tempo malgrado l’oblio di maggior parte della Critica, per il ruolo ufficiale ricoperto come Accademico d’Italia, e per un generale mutamento del gusto sullo sfondo dei complessi anni immediatamente successivi al primo dopoguerra, la dittatura fascista, il secondo conflitto mondiale. 

Dettagli

Didascalie immagini

(courtesy Ufficio stampa Accademia di Belle Arti di Firenze)

  1. manifesto della mostra
  2. scatto all’interno del percorso espositivo
  3. scatto all’interno del percorso espositivo
  4. Felice Carena, La scuola, 1927-28, olio su tela, cm 170 x 318, Siena, Monte dei Paschi di Siena
  5. scatto all’interno del percorso espositivo
  6. scatto all’interno del percorso espositivo

in copertina particolare dell’autoritratto del pittore
all’interno de La scuola, 1927-28

Orari di apertura 

dal lunedì al venerdì ore 10-18
sabato ore 10-13
ingresso libero e gratuito

 

Dove e quando

Evento:

Indirizzo: Sala Ghiberti dell'Accademia di Belle Arti - via Ricasoli, 66 - Firenze
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Fino al: 21 Novembre, 2024