A Todi  – nelle tre sedi della Sala delle Pietre, del Museo Pinacoteca in Palazzo del Popolo e del Torcularium nel Complesso delle Lucrezie – proseguirà fino al 22 agosto “Il Canto della Terra. Un Poema fotografico” di Richard de Tscharner, apprezzato esponente della fotografia di paesaggio che, ispirato da grandi autori quali Ansel Adams e Edward Weston, in oltre vent’anni di lavoro, ha viaggiato per i continenti, spesso in luoghi inaccessibili o difficili da raggiungere, riportando immagini di paesaggi, rigorosamente su pellicola bianco e nero, il vero colore della fotografia, secondo Robert Frank.

La mostra, curata da William A. Ewing, presenta cinquantanove fotografie dell’universo creativo del fotografo nato a Berna nel 1947, con il suo approccio filosofico e meditativo, il particolare interesse per gli effetti che le trasformazioni geologiche hanno avuto sull’ecosistema.

Il suo interesse per la traccia lasciata dalle forze geologiche come il fenomeno dell’erosione sulle rocce o quello del vento sulla sabbia dei deserti, che nel tempo hanno dato al nostro pianeta superfici così diversamente magiche.

Il paesaggio riveste un ruolo primario nella pratica fotografica contemporanea soprattutto per il fascino che proviamo per la superficie della Terra e il curatore sottolinea “Negli ultimi vent’anni, Richard de Tscharner ha viaggiato per il mondo, a volte nella sua Svizzera, in Italia e in Francia, e talvolta in terre remote, al fine di catturare un vivido senso della grandezza e della complessità della ‘pelle’ del nostro pianeta”.

“La sua – prosegue William A. Ewing – è una visione a lungo termine della terra e delle forze geologiche che l’hanno trasformata, non nel corso di millenni, ma di eoni. Tuttavia, non ha deciso di catturare ciò che è semplicemente bello o piacevole alla vista, ma immagini che mostrano le cicatrici e le “ferite” subite dalla terra. Il metodo di de Tscharner è lento, deliberatamente: si prende il suo tempo per fare ogni fotografia.

Con questo approccio, l’artista soddisfa la sfida che si è posto, riassunta in modo eloquente dal fotografo che ammira di più, Ansel Adams: Una grande fotografia è una piena espressione di ciò che si sente di ciò che viene fotografato nel senso più profondo, ed è, quindi, una vera espressione di ciò che si sente della vita nella sua interezza”.

Appassionato di musica classica, in particolare di Gustav Mahler, de Tscharner ha voluto costruire il percorso espositivo a Todi come un poema sinfonico, composto da tre movimenti, tanti quanti le sedi della mostra.

Così, nella Sala delle Pietre, si trovano alcune immagini di paesaggi in formato panoramico, oltre a quelle dei particolari dei disegni che la natura ha creato sulla superficie delle rocce, dell’acqua e del legno.

Invece, all’interno del prezioso scrigno di arte antica, propone una serie di fotografie che ritraggono rovine di antiche popolazioni, per ricordare il carattere effimero della nostra civiltà, in contrapposizione con quello ultra millenario della Terra.

La sezione al Torcularium, invece, si focalizza sulla presenza umana in aree remote del mondo, dove gli esseri umani hanno conservato un rapporto più stretto con la terra rispetto alla maggior parte degli odierni abitanti delle metropoli.

Accompagna la mostra una pubblicazione digitale (clicca qui).

Dettagli

Didascalie immagini di Richard de Tscharner
© Richard de Tscharner Photography

  1. Ceremonie des masques, Mali 2005
  2. Peinture sur corps, Etiopia 2008
  3. Isla del Pescado, Bolivia 2008
  4. Ombre de lhistoire, Peru 2008
  5. Pyramide froide, Groenlandia 2010
  6. Fruit des vents, Egitto, 2010
  7. Venu dailleurs, Sudan 2010
  8. Pyramides saccagees, Sudan 2010
  9. La jetee par temps gris, Francia 2013
  10. Au dela de la souffrance, Sri Lanka 2013

In copertina
Tant que l’eau coulera, Sudan 2010

Dove e quando

Evento: Il Canto della Terra. Un Poema fotografico

Indirizzo: Todi - tre sedi
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Fino al: 03 Luglio, 2021