In mostra a Palazzo Sant’Elia a Palermo, dal prossimo 23 novembre, una parte della ricca collezione di Elenk’Art (Elenka per l’arte), circa duecento opere che percorrono l’arte dal Novecento a oggi. L’esposizione, curata da Sergio Troisi e Alessandro Pinto, presenta i capolavori dei più grandi esponenti dell’arte contemporanea, componendo un panorama artistico molto vasto.

Apre la mostra la sala “Cavallerizza”, un ambiente che conserva l’eleganza e il fascino antico; qui rivive l’arte tra le due guerre, con opere di De Chirico, Pirandello, Cagnaccio, Guttuso e altri. Di De Chirico osserviamo la metafisica Piazza, con i suoi colori a campiture piatte, l’assaggio prospettico, l’atmosfera sospesa, il citazionismo scultoreo antico. Di Pirandello sono in mostra le Bagnanti, dove veri protagonisti non sono lo spazio o i nudi che lo ingombrano con le loro membra cadenti e giunoniche, ma le sole pennellate di colore, rapide e corpose, che le fanno emergere. Né è la cucitrice a essere protagonista dell’opera omonima di Guttuso, lì dove figure e spazio sono scomposti in forme geometriche e colori netti e postimpressionisti; il sapore è cubista, l’eco è sociale. Si inverte la rotta in Cagnaccio di San Pietro, che nella sua Colomba e Napoleone fa dominare la figuratività difesa dal rappel à l’ordre e una descrittività acuta che sfiora l’Iperrealismo.

Portavoce dell’astrazione in Italia, tra gli altri, sono le opere di Accardi, Sanfilippo, Consagra, Dorazio; riconoscibile ad esempio la Scomposizione di Carla Accardi, con le sue peculiarità di natura segnica e cromatica. Astrazione che si fa informale con i segni marcati e spontanei che riecheggiano l’espressionismo del movimento “Corrente” nel Ciclo della protesta di Vedova, che nel titolo mostra di non aver perso di vista l’impegno civile; informale il Discarto di Afro, nella cui rappresentazione di segni e forme nulla può avere il requisito della verosimiglianza.

In mostra anche opere che documentano lo sperimentalismo degli anni Sessanta e Settanta: l’amore per il colore implode, si incrosta e sanguina in Eyes of the dowe ming lantern di Paul Jenkins, dove informi gialli, neri, rossi, sfumano acquosi e si increspano concedendo illimitato potere all’immaginazione; nel Giardino a Bombay di Valerio Adami l’opera diventa racconto fumettistico, recuperando la figurazione della Pop Art di Roy Lichtenstein; gli iconici ombrelli di Christo, protagonisti di chilometriche installazioni di Land Art, sono riproposti nel suo collage The Umbrellas, Joint project for Japan and Usa.
Non mancano opere degli anni Ottanta ma anche della scena attuale, se pensiamo ad esempio alla cosiddetta Scuola di Palermo, come Accrocchio di Andrea Di Marco, in cui luce e bianco, suoi leit motiv, vestono un assolato angolo di città; o ancora, Ordine e memoria di Bertozzi e Casoni, ove a dispetto del titolo la ceramica policroma dà corpo a una composizione di matrice neodada che raggruppa mozziconi di sigarette, caffettiera, croissant.
Ecco dunque come la mostra palermitana rappresenta un’occasione proficua per conoscere la storia dell’arte contemporanea, di cui rilegge tendenze e svolte fondanti.

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Renato Guttuso, La cucitrice, 1947, olio su tela,
    145 x 96 cm
  2. Carla Accardi, Scomposizione, 1947, olio su tela,
    65 x 37 cm
  3. Christo, The umbrella-jointproject for Japan and Usa, 1988, collage, 64,4 x 107 cm
  4. Bertozzi & Casoni, Ordine e memoria, 2014, ceramica policroma, 34 x 31 x 51 cm
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    courtesy Ufficio stampa Melamedia

IN COPERTINA

Carla Accardi, Scomposizione, 1947
[particolare]

Orari

dal martedì alla domenica
dalle 9:00 alle 20:00
ultimo ingresso 19:00
chiuso lunedì

Sito web: https://www.fondazionesantelia.it

Dove e quando

Evento: Pinakothek'A

Indirizzo: Palazzo Sant’Elia, Via Maqueda, 81 - Palermo
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Date: 23 Novembre, 2024 - 30 Marzo, 2025