“Liberamente ispirato a fatti accaduti.
I personaggi che vi compaiono sono frutto però della fantasia degli autori.
La realtà è un punto di partenza, non una destinazione!”

Questa dichiarazione apre il film Iddu – l’ultimo padrino di Fabio Grassadonia e Antonio Piazza, terzo lungometraggio diretto dalla coppia di registi dopo Salvo e Sicilian ghost story, ispirato alla latitanza trentennale del boss mafioso Matteo Messina Denaro.
Traendo spunto da fatti spesso estremamente paradossali da sembrare frutto di fantasia, ma nella maggior parte dei casi accaduti veramente, i due cineasti hanno costruito una storia che Elio Germano – nel ruolo del latitante Matteo – sintetizza come la gara tra due uomini mediocri, patologicamente convinti di essere superiori a tutti e per questo meritevoli di avere dalla vita e dal mondo più degli altri, impegnati a dimostrarsi a vicenda questa presunta superiorità.
Da un lato il capo di Cosa Nostra costretto nel suo nascondiglio, dall’altra l’ex sindaco Catello Palumbo – ottimo Toni Servillo – condannato per mafia e appena tornato in libertà, che come braccio destro del padre di Matteo ne tenne il figlio a battesimo. Intercettato dai Servizi, il vecchio politicante scarcerato è indotto a instaurare una corrispondenza col figlioccio, al fine di creare occasione e presupposti per la sua cattura. Pensando di poter sfruttare il vuoto emotivo di cui il mafioso nascosto risente, il vecchio democristiano tenterà di proporsi implicitamente come sostituto della figura paterna e approfittando della situazione, rimettere in piedi i suoi affari; si rivelerà un gioco pericoloso. Con questo duello a distanza il film ritrae la complessa realtà di un mondo a sé, ma soprattutto s’interroga su come sia stato possibile per un criminale di spicco – per quanto, a lungo sottovalutato nella sua importanza – rimanere inafferrabile per oltre trent’anni, denunciando al contempo senza mezzi termini le protezioni politiche occulte di cui Messina Denaro ha goduto a lungo, impunemente.

Ambientando l’azione nel 2004, anno in cui effettivamente ebbe inizio un carteggio segreto tra il capomafia e un ex sindaco amico del padre, con Iddu – l’ultimo padrino i cineasti Grassadonia e Piazza sfoderano un’ironia caustica inedita nei loro titoli precedenti, trattando i personaggi come vere e proprie maschere della commedia; uno stratagemma che rende più divertente il film e mette alla berlina certi ambienti, perché come dice Catello: “da queste parti il ridicolo uccide più delle pallottole.”

Basandosi sui pizzini veri intercorsi tra i due, il film dà un ritratto psicologico infantile e claustrofobico del boss in latitanza contrapposto alla cialtroneria comica del suo interlocutore; nei ruoli minori Antonia Truppo è Stefania, sorella del latitante, Daniela Marra è la poliziotta Rita Mancuso e una splendida Barbora Bobulova è Lucia Russo, una specie di ‘segretaria’ per il criminale nascosto, mentre Fausto Russo Alesi è l’agente dei servizi segreti Emilio Schiavon ostile anche a Catello.

Da notare la bellissima canzone originale La malvagità che Colapesce, autore anche della colonna sonora, canta sui titoli di coda. Dopo l’esordio in concorso all’81ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica La Biennale di Venezia, adesso Iddu – l’ultimo padrino di Fabio Grassadonia e Antonio Piazza si appresta a raggiungere le sale dal prossimo 10 ottobre con 01 Distribuzione.

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Locandina italiana
  2. Elio Germano è il latitante Matteo nel suo covo segreto, Toni Servillo l’ex politico Catello Palumbo
  3. L’ironia grottesca inedita nei film precedenti di Grassadonia e Piazza
  4. Antonia Truppo è Stefania / Daniela Marra è la poliziotta Rita Mancuso / Barbora Bobulova è Lucia Russo
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    © 2024 Indigo Film / Les Films du Losange / 01 Distribuzione

IN COPERTINA

Elio Germano è ‘Iddu’ il boss latitante
© 2024 Indigo Film / Les Films du Losange / 01 Distribuzione

courtesy Ufficio stampa 01 Distribuzione

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: Iddu – l’ultimo padrino
  • Regia: Fabio Grassadonia & Antonio Piazza
  • Con: Toni Servillo, Elio Germano, Daniela Marra, Barbora Bobulova, Giuseppe Tantillo, Fausto Russo Alesi, Antonia Truppo, Tommaso Ragno, Betti Pedrazzi, Filippo Luna, Rosario Palazzolo, Roberto De Francesco, Vincenzo Ferrera, Chiara Bassermann, Maurizio Marchetti, Gianluca Zaccaria, Lucio Patanè, Tea Bruno, Liliana Marciante
  • Sceneggiatura: Fabio Grassadonia, Antonio Piazza
  • Fotografia: Luca Bigazzi
  • Musica: Colapesce
  • Montaggio: Paola Freddi
  • Scenografia: Gaspare De Pascali
  • Costumi: Andrea Cavalletto
  • Produzione: Nicola Giuliano, Francesca Cima, Carlotta Calori e Viola Prestieri con Alexis Dantec e in associazione con Stefano D’Avella per Indigo Film e Rai Cinema in coproduzione con Les Films du Losange con il supporto di Canal+ e la partecipazione di Ciné+ e OCS con il contributo del MIC – Direzione generale Cinema e Audiovisivo con il sostegno della Regione Lazio
  • Genere: Commedia
  • Origine: Italia / Francia, 2024
  • Durata: 130′ minuti