
Cosa ci direbbero i quadri e le statue se potessero parlare?
Nel volumetto (edito da Gruppo Albatros Il Filo nella collana Nuove voci), Elisa Bernasconi immagina opere d’arte famose che prendono vita stupite di trovarsi dimenticate, e impolverate, nei magazzini di un museo.
In Se le opere d’arte potessero parlare, l’autrice esplora la possibilità di armonia, tra tradizione e tecnologia, arricchendo le scene con suggerimenti musicali che rendono l’esperienza ancora più immersiva.
Tutto parte da quattro ragazze in visita a una mostra di dispositivi digitali e ignare di ciò che, di lì a poco, accadrà.
Infatti, tra le ombre dello scantinato, si risvegliano sculture e dipinti che si interrogano sul loro destino e sulle stravaganze della modernità che li circonda.
Animate da un’antica essenza, incontrano i loro grandi creatori, Leonardo Da Vinci e Caravaggio, e da qui nasce un vivace e inaspettato dialogo tra epoche, che fonde la gloria del passato con le innovazioni del Terzo millennio.
Il lettore viene così coinvolto in una riflessione sul valore eterno dell’arte, sull’importanza di ricordare e preservare la nostra eredità culturale.