“È la linea, o almeno il movimento del punto che diventa linea che finisce per suggerirmi quella che è la tematica del disegno, lo spazio nel quale questo disegno riesce a prendere vita…
La mano si muove da sola, quando muovi la mano questo punto si fa linea e il fatto di diventare linea vuol dire poi che questa linea deve comunque rappresentare qualche cosa.
“
(Da un’intervista a Valerio Adami, ottobre 1992)

Il Palazzo Reale di Milano dedica una rassegna monografica a Valerio Adami, celebrando sessantacinque anni di attività di uno tra gli artisti italiani più interessanti e originali che hanno animato la scena internazionale a partire dalla fine degli anni Cinquanta. La mostra “Valerio Adami. Pittore di idee“, in corso dal 17 luglio al 22 settembre 2024, presenta oltre settanta grandi quadri e una cinquantina di disegni realizzati dal 1957 al 2023, selezionati tra i più significativi nell’opera di un pittore aperto alle suggestioni derivate da altri linguaggi espressivi, quali letteratura, filosofia, musica.

Nato a Bologna nel 1935, Adami trascorre la giovinezza a Milano, dove la famiglia si era trasferita. Ma è a Venezia che inizia la sua formazione artistica: qui frequenta l’atelier di Felice Carena e comincia a dipingere sotto la sua guida. A Venezia avviene anche l’incontro, determinante, con l’arte di Oskar Kokoschka: nel 1952 il giovane Valerio, visitando la Biennale, resta profondamente colpito dal grande trittico Prometheus che Kokoschka presentava in quella edizione della rassegna veneziana. Ne nasce una frequentazione che Adami ricorderà così: “Kokoschka, che ho rivisto spesso, mi invitava sul lago Lemano a dare alla mia pittura una dimensione intellettuale, che non avrebbe mai potuto trovare senza la sua influenza”. E proprio il genio di Kokoschka gli rivela che “la pittura è molto di più che la pittura“.

Negli anni successivi Adami frequenta l’Accademia di Belle Arti a Brera, dove è allievo di Achille Funi. Inizia ben presto a viaggiare, privilegiando le città in cui l’ambiente artistico offre le suggestioni più avanzate nella ricerca di nuovi linguaggi – prima fra tutte Parigi – e spostandosi tra l’Europa e gli Stati Uniti. Arriva e si ferma anche a New York, che dalla fine degli anni Quaranta è subentrata a Parigi nel ruolo di capitale mondiale dell’arte contemporanea.

A New York l’incontro con il fenomeno della pop art esercita una notevole influenza sulla produzione di Adami nel corso degli anni Sessanta. In questo periodo la sua pittura, spesso tele di grande formato, adotta alcuni dei segni distintivi caratteristici della pop art: la linea nera di contorno, i colori piatti accostati in modo da creare forti contrasti, l’assenza di ombre che elimina la percezione della tridimensionalità, i soggetti urbani.

La fascinazione della pop art ha breve durata, perché già dai primi anni Settanta l’artista prende le distanze dal movimento per dare vita a quella che diverrà la sua cifra stilistica più originale: introducendo nelle sue opere citazioni sia visive che legate alla parola scritta, sempre più presenti, conferisce al proprio lavoro un carattere “letterario”. A questo si accompagnano riferimenti costanti alla tradizione e al classicismo, in cui miti e leggende vengono evocati tramite una figurazione che recupera la presenza del corpo umano: una scelta in controtendenza e coraggiosa, fatta nel periodo in cui sul palcoscenico dell’arte internazionale dominavano Astrattismo, Arte Povera e Concettuale.

Negli anni Settanta prosegue la serie dei ritratti dedicati ad artisti e intellettuali che hanno segnato il Novecento, inaugurata nel 1966 con il Ritratto di Nietzche, e nella quale figurano anche James Joyce e Sigmund Freud. Soggiorna frequentemente a New York, dove ha uno studio e dove nel 1978 dipinge i primi quadri ispirati alla mitologia classica riletta in chiave contemporanea. All’essenziale e immediata leggibilità delle immagini fa da contrappunto una complessità e profondità di significati ispirata ai concetti filosofici, letterari e mitologici che hanno segnato l’evoluzione del pensiero occidentale.

I viaggi che portano Adami dall’America Latina a Israele e all’India sono legati all’intensa attività espositiva a livello mondiale che caratterizza i decenni successivi e che vede l’artista stringere rapporti d’amicizia con scrittori e letterati dei paesi in cu soggiorna, come Carlos Fuentes, che conosce a Caracas. Durante un viaggio in Messico intrapreso insieme a Fuentes incontrerà il poeta e saggista messicano Octavio Paz, premio Nobel per la Letteratura. Così come Paz, alcuni tra i più grandi intellettuali e scrittori del Novecento sono rimasti affascinati dalla molteplicità di livelli presenti nell’opera di Adami: Italo Calvino, Jacques Derrida, Luciano Berio, Antonio Tabucchi.

Nei testi che Italo Calvino scrive per Adami, Quattro favole d’Esopo per Valerio Adami, gli elementi che compongono il quadro, come linea e colore, si animano e dialogano tra loro contendendosi il primato in pittura. Lo scrittore si concentra su questi elementi, colti nelle loro caratteristiche essenziali, mentre le forme stesse divengono protagoniste della narrazione.

La piccola antologia Disegno & Confessioni, pubblicata nel 2004, in cui Adami ha raccolto gli scritti che vari autori hanno dedicato alla sua opera, si apre con una riflessione dell’artista: “Le nostre emozioni scaturiscono spontaneamente come davanti allo spettacolo di un tramonto o alla tempesta: sta a noi ordinarle, e fare del disegno quest’ordine. Le proprietà degli oggetti sono infinite e si trovano al di là del tempo e della vista, ma le cose non devono perdere il loro antico significare“.

Nei quadri di Adami, i colori acrilici stesi a campiture piatte e dense riempiono le forme delimitate dalla linea nera, spessa e continua, di un disegno netto ed essenziale. Ed è proprio il disegno la vera chiave di lettura della sua opera, che consente di comprendere pienamente il rapporto tra idea, soggetto, narrazione, parola, espresso nella pittura. Un “Pittore di Idee”, dunque, così come è definito dal titolo dell’esposizione milanese.

La mostra presenta inoltre il lavoro dell’Archivio Valerio Adami, nato nel 2021 con l’intento di valorizzare e tutelare l’opera dell’artista anche attraverso il sito web. Integra il percorso espositivo il documentario “Valerio Adami, il pittore di poesie” che illustra il rapporto tra il lavoro di Adami e le vicende di alcuni tra gli intellettuali più influenti del Novecento.

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Ritratto di Valerio Adami
    Copyright Fabio Mantegna
  2. Valerio Adami: Interno, 1967 – Collezione privata Firenze
    Courtesy Tornabuoni Arte
  3. Valerio Adami: Intolerance, 1974 – Collezione privata
    Courtesy Giò Marconi, Milano
  4. Una sala della mostra “Valerio Adami. Pittore di Idee”, Palazzo Reale Milano
    Foto Gabriele Leonardi – Courtesy Archivio Valerio Adami
  5. Valerio Adami: L’incantesimo del lago, 1984 – Collezione Adami
    Courtesy Archivio Valerio Adami
  6. Una sala della mostra “Valerio Adami. Pittore di Idee”, Palazzo Reale Milano
    Foto Gabriele Leonardi – Courtesy Archivio Valerio Adami
  7. Valerio Adami: Penthesilea, 1994 – Collezione Adami
    Courtesy Archivio Valerio Adami
  8. Valerio Adami: Enea fugge da Troia con il padre Anchise sulle spalle, 2009 – Collezione Adami
    Courtesy Archivio Valerio Adami
  9. Una sala della mostra “Valerio Adami. Pittore di Idee”, Palazzo Reale Milano
    Foto Gabriele Leonardi – Courtesy Archivio Valerio Adami
  10. Valerio Adami: Disegno di Barche cavalli e altre storie in the evening sun, 2010 – Collezione Adami
    Courtesy Archivio Valerio Adami

in prima pagina:
Ritratto di Valerio Adami
Copyright Fabio Mantegna

courtesy Ufficio stampa Comune di Milano

Sito web: https://www.palazzorealemilano.it/mostre/pittore-di-idee

Dove e quando

Evento:

Indirizzo: Palazzo Reale - Piazza del Duomo, 12 - Milano
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Fino al: 22 Settembre, 2024