La Fondazione Pergolesi Spontini per il Progetto Opera nei Borghi, ha proposto un dramma giocoso di Baldassarre Galuppi: ”Il filosofo di campagna” e, in questa produzione, l’opera è stata riveduta e adattata con diversi tagli, riducendola ad un’ora e mezza rispetto alle tre ore circa dell’originale.
Nulla però è andato perso, per la riuscita dello spettacolo e per la bellezza della musica di uno dei compositori post vivaldiani più importanti.
Due date, 22 luglio a Urbania, piccola località in provincia di Pesaro, e 23 luglio a Morro D’Alba, comune nella provincia di Ancona, nell’ambito del Centro Studi Italiani Opera Festival di Urbania che organizza ogni estate Programmi di Lingua e Canto lirico in collaborazione con Festival of International Opera Italia, offrendo a giovani cantanti internazionali l’opportunità di studiare la lingua italiana in modo intensivo, di lavorare sull’interpretazione del repertorio lirico italiano e di esibirsi in un progetto tutto marchigiano di notevole risonanza.
Il libretto fu scritto da Carlo Goldoni, che unì la sua poetica alla musica elegante del compositore e segnò l’inizio del “dramma giocoso” che si diffuse successivamente in tutto il Vecchio Continente.
La prima andò in scena a Venezia al Teatro San Samuele nel 1754, qualcuno la definì magistrale, effettivamente il successo fu immediato e venne rappresentata in tutta Europa.

La vicenda narra di amore, equivoci e stratagemmi, a lieto fine: un padre, Tritemio, vorrebbe che la figlia Eugenia andasse in sposa al filosofo Nardo, ma la ragazza è innamorata di Rinaldo, un nobile. La cameriera Lesbina, per evitare che Nardo ed Eugenia si incontrino per la prima volta, si sostituisce a quest’ultima e Nardo, finisce con l’innamorarsi di Lesbina credendola figlia di Tritemio.
Dopo una serie di situazioni, Nardo scopre l’inganno di Lesbina, ma l’accoglie ugualmente e rimane con lei, mentre Tritemio si rassegna alla realtà e accetta l’amore delle due coppie.

Il cast di questa produzione comprende: Eugenia, Meg Schiliro, soprano, voce potente e presenza scenica notevole, è stata veramente esilarante nell’interpretare una donna innamorata che lotta con un padre ostile, deliziosa nelle arie: “candidetto gelsomino” e “di questa poverella” oltre che “amor, se vuoi così”; Lesbina, Sofia Vidali, soprano, bella voce e ottima tecnica, ha reso molto bene il personaggio di una cameriera che si innamora dell’uomo promesso alla sua “padrona”, piacevolissima nelle arie “quando son giovine”, “son fresca e son bella” e ”non raccoglie le mie foglie”, ma anche ”lieti canori augelli”; Rinaldo, Diana Nalyvaiko, soprano, molto bene il ruolo en travesti, voce interessante e molto brava nella parte recitata, notevole nell’aria ”anima vile, ingrata“; Nardo, Jacob Huffty, basso, voce nitida e profonda, molto bene anche la parte recitata dell’uomo innamorato, che soprassiede all’inganno quando comanda il cuore, aria: “se non è nata nobile”, molto intensi ed emozionanti i duetti con Lesbina; Don Tritemio, Maxwell Clements, basso, oltre ad una voce stentorea è stato simpaticissimo nel suo ruolo di padre ingannato, aiutato anche da una fisicità di rilievo, spassoso nelle arie: “la mia ragion è questa…” e “corpo di satanasso!”

Bravi tutti anche nella dizione, considerando che il cast era per intero di cantanti americani.
La regia di Nicole Kenley-Miller è stata semplice, ma d’impatto, molto piacevole l’allestimento firmato dalla stessa Miller e i costumi di Melanie Mortimore.
Il direttore e maestro concertatore al clavicembalo, Kristin Ditlow ha diretto con sicurezza l’orchestra Time Machine Ensemble che ha dimostrato grande professionalità.
Nella bellissima cornice del teatro Bramante, un vero gioiellino con poco più di trecento posti, il pubblico ha accolto con fragorosi applausi tutti gli artisti, un’ora e mezza di musica raffinata a conferma della grandezza del compositore.

Un altro autore che meriterebbe più spazio in Italia – anche in considerazione dell’importanza avuta all’epoca e per quello che rappresentò poi – fonte di ispirazione per illustri colleghi come Mozart e Rossini.

Dettagli

Il filosofo di campagna
dramma giocoso
libretto di Carlo Goldoni
musica di Baldassarre Galuppi
revisione critica a cura di Marco Bizzarini

Personaggi e interpreti

  • Eugenia, Meg Schiliro
  • Lesbina, Sophia Vidali
  • Rinaldo, Diana Nalyvaiko
  • Nardo, Jacob Huffty
  • Don Tritemio, Max Clements

– direttore e maestro concertatore al clavicembalo
Kristin Ditlow Yuan
– regia, scene e costumi
Nicole Kenley-Miller
– Time Machine Ensemble

Didascalie immagini

(courtesy Ufficio stampa Fondazione Pergolesi Spontini)

  1. Locandina dello spettacolo
  2. Lesbina e Nardo
    foto © Melanie Mortimer
  3. Don Tritemio ammonisce sua figlia Eugenia e Lesbina osserva
    foto © Melanie Mortimer
  4. Lesbina si finge Eugenia e inganna Nardo mentre la vera Eugenia osserva
    foto © Melanie Mortimer
  5. Tutti i personaggi della vicenda
    foto © Melanie Mortimer

In prima pagina:
I due contendenti: Rinaldo e Nardo
foto © Melanie Mortimer