In autunno, per la prima volta in Italia, due mostre sulla figura di Berthe Morisot (Bourges, 1841 – Parigi, 1895) unica pittrice a esporre – il 15 aprile 1874 – nello studio del fotografo Felix Nadar in quella data che avrebbe segnato la nascita dell’impressionismo. Grande interprete della Nouvelle Peinture, ebbe un ruolo importante nella storia del movimento partecipando a sette delle otto mostre che si tennero dal 1874 al 1886 (unica assenza nel 1879 per la nascita della figlia). Nel 1874 sposando Eugène Manet, fratello di Édouard, entra di diritto nella famiglia, ma indipendentemente dalla presenza del più importante artista del suo tempo, Morisot continua a vivere intensamente la propria vicenda creativa, legandosi in modo diretto al gruppo.

A Genova, a Palazzo Ducale (11 ottobre 2024 – 23 febbraio 2025), “Impression Morisot” occuperà gli spazi dell’Appartamento del Doge. La mostra è organizzata in collaborazione con il Museo di Belle Arti di Nizza con prestiti inediti dagli eredi della pittrice.

Ottantasei opere, tra dipinti, acqueforti, acquerelli, pastelli, cui si aggiungeranno documenti fotografici e d’archivio per ripercorrere la vita dell’artista, capace di conciliare vita familiare e carriera, tessendo rapporti con i più importanti “colleghi” dell’epoca come Renoir, Monet, Manet, Degas, ma anche con figure di intellettuali quali Mallarmé e Zola.

Rientrando nelle celebrazioni ufficiali del 150° anniversario dell’impressionismo, l’evento espositivo accompagnato da un catalogo edito da Electa, ha in serbo novità scientifiche correlate ai soggiorni sulla Riviera tra 1881-1882 e 1888-1889 e all’influenza della luce mediterranea sulla sua opera, come ha annunciato la curatrice della mostra Marianne Mathieu, tra le maggiori esperte dell’opera di Berthe Morisot e studiosa della storia dell’impressionismo, già protagonista di molte scoperte scientifiche in questo ambito.

Invece, alla Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino (16 ottobre 2024 – 9 marzo 2025), sarà allestita “Berthe Morisot. Pittrice impressionista” a cura di Maria Teresa Benedetti e Giulia Perin, con la consulenza scientifica di Sylvie Patry e in collaborazione con il Musée Marmottan Monet di Parigi, istituzione che vanta la più grande raccolta di opere dell’artista.
Illustrerà il legame di Morisot con la poetica del movimento per far emergere il suo personalissimo timbro nel cogliere la labilità dell’attimo, a simbolo della fragilità dell’esistenza, capace di rappresentare con grazia gli elementi della natura e della realtà.
Attraverso una selezione di opere, tra celebri dipinti e incisioni, provenienti da prestigiose istituzioni pubbliche e importanti collezioni private, la mostra ripercorrerà la vita e la carriera, dai suoi esordi connessi al sodalizio artistico e umano con il cognato, fino alla piena adesione alla poetica impressionista.
Il percorso espositivo, accompagnato da un catalogo 24Ore Cultura, si svilupperà in sezioni tematiche dedicate ai principali soggetti protagonisti della produzione di Morisot – luoghi all’aperto, interni animati da figure colte in situazioni di intimità o nel brillio della vita sociale, paesaggi marini, famiglia, case e giardini – e racconta il suo stile leggero, talvolta sorprendentemente ellittico e moderno.
La luce, protagonista indiscussa della sua produzione, avvolge e irradia attraverso pennellate brillanti la superficie delle opere, raggiungendo la massima espressione nelle scene en plein air, sempre caratterizzate da atmosfere vibranti e cromaticamente intense.