Ecco un’idea originale per valorizzare uno dei protagonisti di tanti paesaggi, l’olivo e, di conseguenza, uno dei prodotti di punta della nostra agricoltura, l’olio extravergine. Sabato prossimo, 1° aprile, a partire dalle 9.30, a Ponsacco in provincia di Pisa, si svolerà la quindicesima edizione del Campionato Nazionale di Potatura dell’Olivo organizzata dal comitato Gocce d’oro.

Vi parteciperanno sessanta concorrenti selezionati in tutta Italia e, se l’innovazione nel settore delle tecnologie estrattive è stata indirizzata ad armonizzare l’efficienza con la qualità della produzione, l’adattabilità alle biodiversità genetiche e alla variabilità ambientale, è nella potatura che l’opera umana resta di basilare importanza e senza lasciare il ben che minimo spazio all’improvvisazione richiedendo esperienza ed estrema cura in quanto, interventi inadeguati, possono causare scarese produzioni di “oro verde”.

Diviene quindi indispensabile conoscere al meglio i tempi e i modi di potatura che, con il trascorrere dei secoli, si sono evoluti in rapporto alle condizioni economiche e alle nuove pratiche di coltivazione, ma restano fermi nei capisaldi dal momento che l’olivo si sviluppa in modo basitono – cioé i rami più vicini al fusto tendono a crescere e a svilupparsi maggiormente rispetto a quelli più lontani – e se venisse lasciato crescere spontaneamente, assumerebbe con gli anni un portamento globo-cespuglioso.

Vegetazione e fruttificazione sarebbero sempre maggiori verso la parte esterna della chioma con il graduale incremento di perdita di foglie all’interno.
La massima produttività della pianta avviene con chiome ben aperte e correttamente arieggiate essendo, l’olivo, pianta che si sviluppa in modo ottimale alla presenza di molta luce anche se, a seconda delle zone, si possono notare alcuni allevamenti a cespuglio.

Un’ottimale potatura dell’olivo è imprescindibile dalla perfetta conoscenza dei rami perché la fruttificazione si ha sui rametti dell’anno e, meno frequentemente, su quelli di due anni; mai si hanno frutti sui rametti più vecchi di due anni.