Si sono svolti, presso il Teatro della Pergola, gli Stati generali dello Spettacolo dal vivo, evento conclusivo della campagna di ascolto per la legge di riforma dello Spettacolo dal vivo. Oltre a Rosa Maria Di Giorgi, vice Presidente del Senato e relatrice del disegno di legge dello Spettacolo dal vivo, hanno partecipato, davanti ad un folto pubblico che ha riempito la platea del teatro fiorentino, il Senatore Andrea Marcucci, la Onorevole Flavia Piccoli Nardelli, l’Onorevole Roberto Rampi, la Prof.ssa Monica Barni che è Vice Presidente e Assessora alla Cultura della Regione Toscana, il Dott. Onofrio Cutaia, Direttore Generale Spettacolo dal Vivo. Il disegno di legge intitolato Disciplina del cinema, dell’audiovisivo e dello spettacolo lo potrete trovare online sul sito del Senato (Atto Senato n. 2287-BIS Delega al Governo per il Codice dello spettacolo).
Teatro-pergola
Dal testo disponibile online si tratta di una delega al Governo in base alla quale quest’ultimo dovrà adottare uno o più decreti legislativi che dovranno rispettare princìpi e criteri direttivi di carattere generale ma anche criteri direttivi specifici che per i settori del teatro, della prosa, della musica, della danza, degli spettacoli viaggianti e delle attività circensi, riguardano, tra l’altro, l’ottimizzazione delle risorse attraverso l’individuazione di criteri e modalità di collaborazione nelle produzioni; la destinazione di una quota crescente del finanziamento statale in base alla qualità della produzione; la revisione della normativa in materia di promozione delle attività di danza; l’introduzione di disposizioni volte ad ampliare ad ulteriori ambiti e tipologie delle attività di spettacolo le previsioni stabilite in tema di crediti d’imposta per la realizzazione di nuove strutture, il restauro e il potenziamento di quelle esistenti; l’introduzione di norme, e la revisione di quelle esistenti in materia per avvicinare i giovani alle attività di spettacolo e creare percorsi educativi delle nuove generazioni; il riordino e l’introduzione di norme che disciplinino in modo sistematico e unitario il rapporto di lavoro nel settore dello spettacolo; le disposizioni volte a semplificare le procedure per la vendita automatizzata e quella promozionale dei titoli d’accesso, il sostegno alla diffusione dello spettacolo italiano all’estero e ai processi di internazionalizzazione. Ma più che parlare del merito vorrei sottolineare della bontà del metodo adottato per preparare questa legge: avere coinvolto i cittadini e i portatori di interesse (attori, produttori, gestori di cinema e teatri ecc.) oltre che nelle ordinarie sedi istituzionali, anche in un dibattito pubblico spiegando il perché si vuole fare quella legge, per raggiungere quali obiettivi, mostrandoli con semplicità ai cittadini, anche evidenziando la rilevanza costituzionale degli stessi, mi sembra infatti sia una pratica volta a ricreare fiducia nelle nostre istituzioni.
Stati generali dello spettacolo
E per ricordarvi che le banche dati, anche di documenti giuridici antichi e contemporanei dell’ITTIG-CNR, anche essi beni culturali da leggere e studiare, sono a vostra disposizione citerò un testo che bene testimonia quanto l’arte e in questo caso il teatro sia sempre stata per lo Stato una materia di cui interessarsi per promuovere il bene di tutti i cittadini, perché lo spettacolo e la cultura in genere sono un momento fondamentale per la crescita delle persone: « … quanto poi alle piazze e teatri, e altri luoghi pubblici, entra in essi più tosto la ragion pubblica, che quella della regalia, cioè che siano di uso pubblico, e comune, come robba, che si dice di tutti, e di nessuno, rispettivamente cioè di tutti quanto all’uso, e di nessuno quanto al dominio … », De Luca Giambattista, Il dottor volgare, overo il compendio di tutta la legge civile, canonica, feudale, e municipale, nelle cose più ricevute in pratica; moralizato in lingua italiana per istruzione, e comodità maggiore di questa provincia, Roma, Giuseppe Corvo, 167.
Concludo chiedendo alla senatrice Di Giorgi: la delega prevede di promuovere l’avvicinamento dei giovani alle attività dello spettacolo quindi come pensa che debba essere perseguito questo obiettivo?
“In primo luogo devo specificare che oggi, tramite l’attività emendativa parlamentare, stiamo ulteriormente specificando la delega governativa in oggetto e, tra gli emendamenti che verranno proposti e votati, alcuni riguarderanno proprio l’avvicinamento tra i giovani e lo spettacolo dal vivo. Uno di essi, ad esempio, prevede la destinazione di una percentuale fissa annuale del nuovo Fondo dello Spettacolo dal Vivo a progetti specifici di formazione dei giovani, sia come spettatori sia come lavoratori del settore dello spettacolo da vivo, tramite la stipula di convenzioni con il Ministero dell’Istruzione, così come già avvenuto con la “legge Cinema” approvata dal Parlamento a Novembre e di cui sono stata relatrice. E ancora, penso alla particolare attenzione riservata alle produzioni e alle distribuzioni delle opere di giovani Under 35, oppure all’istituzione di fondi di garanzia e prestiti d’onore in favore dell’imprenditoria giovanile e femminile. Questi sono solo alcuni esempi delle misure rivolte ai giovani perchè crediamo che solo investendo nelle giovani generazioni questa legge possa dare una prospettiva concreta al mondo dello spettacolo dal vivo.”

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Veduta interna Teatro della Pergola, Firenze (courtesy Fondazione Teatro della Toscana) Stati generali dello Spettacolo dal vivo (locandina)