Ha debuttato il 24 Marzo, in prima nazionale, al Teatro della Pergola di Firenze lo spettacolo Ciao, tratto dall’omonimo libro di Walter Veltroni (Rizzoli, 2015). Si tratta di una produzione del Teatro della Toscana, in collaborazione con Q Academy.

Nel libro Walter immagina di incontrare il padre, Vittorio, che in realtà non ha mai conosciuto. Vittorio Veltroni morì infatti nel 1957, quando il figlio Walter aveva solo un anno. Un evento che come è comprensibile ha segnato tutta la famiglia. Ma non solo: Veltroni, storica voce della Eiar prima e della Rai poi, era all’apice di una carriera che lo aveva già portato alla guida di progetti che hanno fatto la storia della comunicazione radio televisiva italiana. Il libro parte quindi da un fatto privato per ripercorrere anche periodi importanti per la storia recente italiana.

L’idea di una riduzione teatrale si basa in realtà da uno spunto dello stesso autore. I fatti narrati nel libro infatti si svolgono in un’unica stanza, e per questo Veltroni stesso ha da sempre pensato che il suo romanzo avrebbe potuto benissimo essere trasportato su un palcoscenico. I protagonisti hanno il volto e la voce di Massimo Ghini (nel ruolo di Walter) e di Francesco Bonomo (Vittorio). Entrambi gli attori hanno scelto di non utilizzare alcun riferimento ai veri Walter e Vittorio, che qui sono portati in scena come personaggi da interpretare e non persone da imitare.

La pièce – un atto unico – si articola come un alternarsi di ricordi e riflessioni costantemente in bilico tra la dimensione privata e quella pubblica.

Lo spazio scenico è ridotto al minimo: il salotto di un appartamento romano, lo stesso in cui Walter sta scrivendo il suo libro. I muri sono tappezzati di libri, tutti quasi interamente bianchi – forse in attesa di altre storie da scrivere? – e la stanza è illuminata da due grandi finestre che si affacciano sulla città di Roma.

È in questa stanza, che con i suoi toni bianchi sembra in realtà uno spazio surreale, quasi un limbo, che avviene un incontro impossibile. Perchè il palco teatrale è il solo luogo in cui un figlio ormai sessantenne incontra un padre che in realtà di anni ne ha solo 37. Una figura che il protagonista non ha mai potuto conoscere, ma solo immaginare e forse idealizzare.

Da qui partono una serie di riflessioni, che sono inevitabilmente bilanci personali. Ma le vite di questi due uomini sono state, ognuna a suo modo, pubbliche, e per forza di cose i loro ricordi si incrociano con quelli di milioni di italiani. Ed ecco che, rievocando il passato, ci accorgiamo che dietro quelle finestre scorre la storia.

La storia qui si presenta sotto forma di immagini, video e registrazioni d’archivio. E scorrendo rievocano esperienze anche dolorose, come il fascismo e la guerra: qui il confronto non è più tra due personaggi ma tra due generazioni. E tra di loro c’è tutta la difficoltà di interpretare un passato idealizzato, nel bene e nel male, attingendo finalmente alla memoria storica di chi quel passato l’ha vissuto pensando al futuro.

Dettagli

Fondazione Teatro della Toscana
in collaborazione con Q Academy

CIAO
di Walter Veltroni

Con: Massimo Ghini, Francesco Bonomo
regia: Piero Maccarinelli
scene e costumi: Maurizio Balò
luci: Umile Vainieri
assistente alle scene: Andrea De Micheli
assistente alla regia: Emanuela Annecchino
direttore di scena / capomacchinista: Massimiliano Peyrone
elettricista: Daniele Lazazzera
fonico: Cristiano Paliotto
sarta: Piera Mura
amministratore di compagnia: Carmine Iula
montaggio video: Luca Onorati
contributi audio/video: Istituto Luce, Rai.Com, Cristina Comencini
trasporti: Msf Srl, Roma
service audio: luci Fonolight Srl
scenotecnica: Officine Contesto Srl
pittore scenografo: Emiliano Gisolfi
costumi: Laboratorio di Costumi e Scene del Teatro della Pergola e Fondazione Cerratelli

(Foto: Filippo Manzini) (Foto: Filippo Manzini) (Foto: Filippo Manzini) (Foto: Filippo Manzini) (Foto: Filippo Manzini)

Dove e quando

Evento: Ciao

Indirizzo:
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Fino al: 20170401