Atteso da tempo dagli studiosi e dagli appassionati di lirica di tutto il mondo, il patrimonio documentario e librario di Giuseppe Verdi conservato a Villa Verdi, a Sant’Agata di Villanova sull’Arda, diventa accessibile con la possibilità di approfondirle in modo completo la conoscenza della scrittura verdiana
“Villa Verdi” è la proprietà che il Maestro acquistò nel 1848, abitandola dal 1851, e rendendola sempre più sua in quanto eseguì personalmente gli schizzi, dette indicazioni scritte e dettagliate per la scelta dei materiali e le misure del progetto di ampliamento della casa originale fino a farla diventare esattamente come la voleva e come oggi la vediamo. Il tesoro che la villa custodisce è composto da libri, corrispondenza, appunti, partiture, abbozzi e schizzi, frutto dell’attività creativa dell’emblema della cultura musicale italiana e dell’opera lirica nel mondo intero.
Dall abbozzo di traviata tavola 6 copyright istituto nazionale studi verdiani
Le difficoltà di consultazione di tali materiali hanno indotto la Direzione generale archivi del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e la Soprintendenza archivistica e bibliografica dell’Emilia Romagna a intervenire, dando il via a un progetto di ricognizione, verifica, descrizione analitica, digitalizzazione e metadatazione, secondo criteri corretti e aggiornati, degli Abbozzi musicali verdiani, al fine di garantirne l’ottimale conservazione e la pubblica fruizione, che verrà assicurata dall’Archivio di Stato di Parma.
Frontespizio del rigoletto ed. ricordi
La Direzione generale archivi – che sosterrà interamente con proprie risorse finanziarie questo progetto – ha individuato come referente tecnico-scientifico l’Istituto Nazionale di Studi Verdiani, non solo per le finalità statutarie, ma anche per il ruolo di indiscusso prestigio e competenza che può vantare a livello nazionale e internazionale e Nicola Sani, Presidente dell’Istituto, ci spiega: “Il nucleo documentario più rilevante del patrimonio è costituito dagli Abbozzi musicali, la cui straordinaria importanza per la comunità scientifica è legata all’imprescindibile necessità di poter consultare le fonti primarie in modo da conoscere a fondo il processo compositivo verdiano.
Macbeth variante alla 1 ed milano ricordi post 1851
La descrizione analitica degli Abbozzi, la cui consultazione non è stata fino ad oggi possibile, consentirà di approfondire le complesse questioni inerenti il dettato poetico e musicale, i libretti, le indicazioni sceniche, oltre ai rapporti con interpreti, impresari, editori, librettisti, copisti, autorità censorie, compositori coevi. Da una prima verifica sulla base dell’elenco sommario esistente è stato riscontrato che gli Abbozzi musicali sono conservati in 17 cartelle, di cui 16 intestate a opere del Maestro, e una definita semplicemente ‘Carpetta bianca’. Nel complesso è stata riscontrata la presenza di circa 2.700 fogli (5.300 carte), che si presentano in buono stato di conservazione, ad eccezione di un numero esiguo di fogli con evidenti tracce di umidità, da sottoporre a un intervento di restauro.”
Lettera di verdi a boito del 15.05.1894.

Gino Famiglietti, direttore generale archivi, conclude; “È un traguardo di grande rilevanza non solo per l’importanza che riveste per tutta la comunità scientifica nazionale ed internazionale, che da tempo chiedeva di poter avere accesso alla conoscenza degli abbozzi verdiani, ma anche perché restituisce la piena conoscenza della produzione artistica di una figura centrale per l’identità culturale del nostro Paese, quale quella di Giuseppe Verdi”.

Dettagli

*** Nota
G. VERDI, La traviata, partitura autografa, f.221: un passo dal Largo nel Finale Secondo (N.7, battute 719-723). Nella revisione del 1854 Verdi cambiò la battuta 721 nelle parti di Violetta (pentagramma evidenziato a margine col n. 1), dei violini primi e secondi, viole, oboi e clarinetti (pentagrammi 1-3 e 6-7 dall’alto), e dei violoncelli e contrabbassi (ultimo pentagramma in basso). Nelle battute 722-723 Verdi modificò le parole di Violetta (che in origine ripeteva “Dio ti salvi allora”) la versione originale corrispondeva a quella dell’abbozzo (cfr. N. 7, e, battute 32-34). È anche visibile un foglietto di istruzioni di Verdi ai copisti di Casa Ricordi.

Tavola 6. Fabrizio Della Seta (a cura di), La Traviata : schizzi e abbozzi autografi, Parma, Istituto Nazionale di Studi Verdiani. (© Istituto Nazionale di Studi Verdiani) Frontespizio del Rigoletto, nuova ed. riv., Milano, Tito di Gio. Ricordi, [1865?]/[tim. 1865], n. ed. 23071-23090, 244 pp., 35 cm, [a?]. (Donazione Scalvini). (© Istituto Nazionale di Studi Verdiani) Macbeth, variante alla 1. ed., Milano, Ricordi, post 1851 (Istituto Nazionale di Studi Verdiani). (© Istituto Nazionale di Studi Verdiani) Lettera di Verdi a Boito del 15.05.1894. (© Istituto Nazionale di Studi Verdiani) Particolare della Tavola 6 de 'La Traviata' (© Istituto Nazionale di Studi Verdiani)