Il flauto magico (Die Zauberflöte) di Wolfgang Amadeus Mozart è un Singspiel pieno di magia e di mistero, un’opera dai contenuti profondi, quasi mistici, della Zauberoper (opera magica) e i protagonisti – sacerdoti, regine e principi – si muovono tra luoghi incantati, misteriosi boschi, obelischi, piramidi e templi inseriti in un Egitto immaginario.
La complessa trama ruota attorno alle “smanie” della Regina della Notte e, spinta da una sorta di rabbia ancestrale contro il gran sacerdote Sarastro, usa il principe Tamino per le sue personali brame. Se Tamino riuscirà a liberare Pamina – figlia della regina – dalle grinfie di Sarastro, sarà sua sposa così che, Tamino, accompagnato da Papageno, riceve un flauto d’oro, magico appunto, capace di mutare le passioni umane. Il cuore dell’opera, e della personale vicenda di Tamino, è rappresentato dalla scena dove lo attendono tre prove: quella del silenzio, quella dell’acqua e infine quella del fuoco. Affrontate e superarte brillantemente, a sorpresa, Sarastro si rivelerà il buono della situazione, la Regina della Notte invece una malvagia antagonista e l’opera si conclude con un rapido lieto fine: Sarastro festeggia la vittoria del sole sulle tenebre e accoglie i novelli sposi Tamino e Pamina.

Un trionfo già la prima sera (30 settembre 1791 al Theater auf der Wieden di Vienna) tanto da convincere l’impresario del teatro e autore del libretto, Emanuel Schikaneder, a preparare il seguito della vicenda. Una settimana dopo il debutto den di Vienna, Mozart scriveva alla moglie Constanze: «Sono appena tornato dall’Opera, che era più piena che mai. Molti pezzi sono stati bissati ma ciò che più mi fa piacere è l’approvazione silenziosa! Puoi vedere come quest’opera sia sempre più stimata».

Il capolavoro (K 620) oltrepassa i confini della Zauberoper proprio per l’eccezionale ventaglio di stili espressivi utilizzati dove vi convivono i sentimenti di Pamina con i virtuosismi iperbolici della Regina della Notte, la giovialità di Papageno con la sublimità di Sarastro e dei sacerdoti. Negli ultimi anni della sua breve vita, il compositore aveva scritto pagine per organetto meccanico, per coro di voci bianche, per cerimonie massoniche e religiose, per opere serie e buffe, tutte esperienze che mise a frutto nell’animare la fiaba di Schikaneder e creare un’opera unica che sarà in scena al Teatro Regio di Torino dal 16 al 28 maggio 2017 nel fiabesco allestimento firmato da Roberto Andò. Sul podio dell’Orchestra e Coro del Regio il maestro Asher Fisch, direttore israeliano già acclamato dal pubblico torinese (per Carmen lo scorso anno in giugno).

Il principe Tamino è interpretato dal tenore Antonio Poli, al suo debutto al Regio, nell’impervio ruolo della Regina della Notte il soprano russo Olga Pudova mentre l basso Kristinn Sigmundsson interpreta Sarastro. Il soprano Ekaterina Bakanova nei panni di Pamina, ruolo tra i più lirici e complessi mai creati da Mozart; Markus Werba, baritono austriaco torna al Regio proprio nelle vesti di Papageno, personaggio a lui congeniale. Un cast di prim’ordine per affrontare la partitura fra le più complete e perfette mai scritte.
La Prima dell’opera sarà trasmessa in diretta da Rai-Radio3, martedì 16 maggio alle ore 20. Come di consueto, sul canale YouTube del Regio è possibile seguire backstage e curiosità sui protagonisti e l’allestimento.

Si segnala, infine, che “Al Regio in famiglia” prevede per sabato 25 maggio alle ore 20, l’appuntamento con Il flauto magico raccontato ai ragazzi (fascia d’età consigliata 5-14 anni), cioè la messa in scena nell’adattamento curato da Vittorio Sabadin dove Giulio Laguzzi, anche nella veste di narratore, dirige l’Orchestra e Coro del Teatro Regio mentre la regia è di Riccardo Fracchia. Il cast dei solisti principali è composto da giovani e promettenti cantanti per una favola un po’ speciale, in cui si sovrappongono serietà e comicità, simbolismi e scherzi, notte della ragione e luce della verità, un’opera magica dove, in questa versione, saranno proprio gli aspetti fiabeschi, la sorpresa e la magia a diffondere e spiegare sul palcoscenico la meraviglia della musica del genio salisburghese. Durante l’esecuzione, il pubblico in sala potrà partecipare intonando alcuni canti corali, preparati durante tutto l’anno nel corso dei laboratori di “Operando con mamma e papà” (di tale opera sono previste anche tre recite riservate al pubblico delle scuole nei giorni 19, 23 e 24 maggio ore 10.30).