In questa estate infuocata forse stenterete a credere che il 17 luglio, nello splendido cortile di Palazzo Pitti ci volesse il golfino (di cotone) per assistere alla divertente opera di Gaetano Donizetti, L’elisir d’amore. L’opera lirica su libretto di Felice Romani è andata in scena nell’ambito del ricco cartellone estivo che Il Maggio Musicale Fiorentino propone per questa estate 2017.
Giardino di boboli visto da palazzo pitti
Come noto l’opera, di due atti, vede come protagonisti Adina (interpretata da Anna Maria Sarra) e il suo spasimante Nemorino (impersonato da Giuseppe Valentino Buzza), che credendo alle imposture del falso medico Dulcamara (l’ottimo Bruno De Simone) beve una pozione amorosa, appunto l’elisir, pensando così di fare innamorare la bella e capricciosa giovane.
La trama è nota, così come le molte peripezie e i molti fraintendimenti che occorrono prima che i due protagonisti possano coronare il loro sogno d’amore. Oltre alla splendida orchestra e al coro del Maggio Musicale Fiorentino e a cantanti bravi e coinvolgenti, anche una originale messa in scena: la coreografia infatti sembra essere ispirata ad un villaggio statunitense che si può incrociare lungo la famosa Route 66 (alla quale infatti ci sono richiami – comprese le polverose pompe di benzina) e i personaggi che compongono il coro sono molto eterogenei (c’è un bonzo tibetano, vestito d’arancione, allegre ragazzacce in shorts e cappellone da mandriano, soldati in mimetica, richiami a band anni Settanta e Ottanta), insomma un variegato set che rende la serata godibile anche per chi, come me, non è un esperto di questo genere di opere artistiche e quindi può rimanere semplicemente affascinato dalle coreografie create.
Lelisir damore-maggio musicale fiorentino
A tutto questo aggiungete lo splendido cortile di Palazzo Pitti ed ecco che gli ingredienti per uscire di casa e passare una bella serata sono serviti. Dimenticavo la parola del giorno … naturalmente “amore” (mancando nei nostri archivi storici “elisir”).
Tra i molti contesti che la ricerca, un po’ a sorpresa – trattandosi di documenti giuridici – offre, mi ha Lelisir damore librettoincuriosito, in particolare, un frammento tratto dalla Teoria delle leggi della sicurezza sociale (1831) di Giovanni Carmignani.
In un passo del volume secondo si può leggere che “l’amore non ha carattere di passione scusabile perchè parte dall’aspetto del bene; e se i suoi delirj posson giungere fino a render penosa, e crudele la situazione di un cuore, di cui divenne tiranno, ciò accade lentamente, e per gradi, e l’esempio del Petrarca, il quale arse, ed avvampò in un tratto, ottimo per il verisimil poetico, non può aver autorità in morale, e in legislazione”.
Purtroppo quando si parla di amore spunta fuori spesso anche la gelosia e lo stesso autore (a p. 282) precisa che questa passione “collocata dai poeti drammatici tra il ridicolo ed il patetico può esser bensì valutata come causa, la quale ha potuto produrre l’impeto, e renderlo più poderoso, ma non può scusare il premeditato delitto”.
Questa frase credo ci dia modo di riflettere su come queste passioni abbiano influito sul nostro modo di vedere il mondo, o meglio, su come queste passioni siano state usate per definire i rapporti tra uomini e donne, che il diritto – che del mondo fa parte – ha recepito. Torneremo spero su queste riflessioni che ho provato a inserire in F. Romano, Analisi diacronica della condizione femminile nel diritto attraverso banche dati di documenti giuridici antichi e contemporanei in Ezio Alessio Gensini e Leonardo Santoli, “Succo di melograno: femminicidio punti di vista, visti da punti diversi. Un contributo a cambiare, per cambiare“, pp. 107-115, Firenze, Edizioni dell’Assemblea, 2017, disponibile gratuitamente online. Buone vacanze.

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