Questa sera alle ore 21:00, la Compagnia Teatrale “Attori & Convenuti” e la nostra Associazione culturale celebreranno, al Teatro Nuovo di Firenze, la “Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne” con un evento dal titolo “Cammino sulle mie ferite”.

Con tale iniziativa, promossa dal Quartiere 5 del Comune di Firenze e dall’ARCI Teatro di Firenze, “Attori & Convenuti” e “Arte e Arti” si propongono di focalizzare l’attenzione sul fenomeno degli attacchi con l’acido perpetrati contro donne.
Lo spettacolo consiste nella lettura di testimonianze rese dalle vittime di questa forma estrema di violenza, molto diffusa nel mondo (soprattutto in India, Pakistan, Bangladesh e America Latina). Infatti, ogni anno, si contano circa millecinquecento aggressioni con acido contro donne, perché hanno rifiutato un matrimonio forzato o di fare sesso.
Poiché gli attacchi mirano a deturpare il volto della donna – reputato sacro in molte culture – lo scopo che l’aggressore si prefigge è quello di rendere impossibile alla vittima di sposarsi o di ottenere un lavoro.
C’è, poi, il trauma psicologico. Registrando un alto tasso di sopravvivenza, gli attacchi con l’acido sono raramente eseguiti con lo scopo di causare la morte, ma finalizzati a condannare la vittima a una vita di sofferenza.
L’aggressore è, infatti, ben consapevole che un attacco con l’acido è qualcosa da cui una donna non può uscire fisicamente indenne o che è in grado di nascondere. La questione è non tanto che questi uomini non sono capaci di gestire il rifiuto, ma che il loro folle obiettivo è quello di “impartire una lezione” a una donna, di segnarla per la vita.
Una donna, che sopravvive all’acido, impiega, in effetti, molto tempo per ristabilirsi. Il dolore fisico e psicologico è profondo. Gli interventi chirurgici si susseguono, uno dopo l’altro. La fatica non è solo quella di recuperare le forze, ma anche d’imparare a riconoscersi di nuovo, ad accettarsi.
Oltre alle cicatrici, le sopravvissute agli attacchi con l’acido spesso soffrono di depressione, insonnia, incubi, ansia e paura di subire un’altra aggressione. Altri effetti collaterali sono sensazioni di debolezza, stanchezza, difficoltà di concentrazione e perdita di memoria.

L’idea drammaturgica è di Gaetano Pacchi, come lo sono la ricerca, la selezione e il montaggio dei testi e delle immagini.
I testi sono letti da Paola Belsito, Elena Borsacchi, Grazia Doni, Barbara Gualtieri, Guendalina Guttadauro e Francesca Valori.
L’immagine guida dell’evento è rappresentata dall’opera originale “Crisalide” di Marco Tidu che ringraziamo per averci concesso gratuitamente l’utilizzo.