Grazie all’Accademia di Belle Arti di Catania, in collaborazione con il Centro Studi d’Arte Elio Romano e il Comune, si svolge nella città omonima un’antologica completa su Elio Romano, definita dalla presidente Lina Scalisi come un’occasione utile ai giovani per ragionare sul ruolo che il noto pittore ha rivestito in Italia e per imparare altresì dai grandi maestri.

Il curatore Vittorio Ugo Vicari, storico dell’arte e docente dell’Accademia, ha selezionato cinquantasette opere poco note e molte altre inedite provenienti da collezioni private: disegni ma anche sculture, “un aspetto della produzione in parte trascurato”, afferma Vicari; “ma quello che il visitatore potrà apprezzare è la consonanza di questi tre media, ossia pittura, scultura e disegno che dialogano tra loro in un impasto comune. La convulsione dei tratti, la carnalità della materia, sono tutti quanti elementi che fanno della mostra su Elio Romano un elemento di novità unitamente alla grande messe di documenti nuovi che portano nuove scoperte, una nuova considerazione dell’autore e anche una nuova veste, una nuova luce, sotto cui egli si staglia”.
La mostra, che si svolge a distanza di ventisette anni dall’ultima antologica catanese curata da Giuseppe Frazzetto a Castello Ursino, è il frutto di un lungo lavoro di ricerca tra gli archivi di accademie, università e musei, oltre che un prolifico laboratorio creativo e didattico che ha coinvolto docenti e studenti.
Le opere sono inserite in un percorso articolato in quattro sezioni cronologiche: gli anni della formazione a Catania, lo studio accademico a Roma e Firenze, la guerra e il dopoguerra, gli anni della maturità.

Elio Romano avvertiva se stesso così inadeguato dinanzi a una tela da affermare di non avere nessuna sicurezza, da provare ogni istante la stessa inquietudine ed emozione, come se dipingesse il suo primo quadro. Eppure ha dipinto, scolpito, affrescato, per un intero secolo. Eppure la sua passione sconfinò oltre le intenzioni paterne e si nutrì di fervidi contatti con noti intellettuali, respirando a pieni polmoni le ventate artistiche italiane di tutto il ‘900. Ma la Sicilia nei suoi quadri ha un posto d’onore. E l’umiltà e l’intimismo di Elio Romano sono in quelle nature morte pastose e “morandiane”, nei nudi un po’ fiacchi e uggiosi, nella vita quotidiana di modesti interni, nella quiete selvatica di un paesaggio ennese, in una Sicilia rustica e schietta.
Ci inganneremmo se riducessimo la poetica di Elio Romano a un mero vedutismo e la sua pittura a una letterale riproduzione del visibile; l’osservazione e l’analisi del mondo e dei suoi oggetti lo hanno sempre appassionato, certo, già dai tempi della formazione giovanile, ma l’artista vi fa ricorso per procedere oltre. Nelle sue tele non ha lasciato spadroneggiare il visibile ma la pittura, e del visibile si è servito soprattutto per renderne la sua percezione soggettiva, da ineccepibile post-impressionista; i dipinti sono contemporanei nella scelta di una pittura fatta di sola pittura, in cui il mondo esterno è solo evocato, ma proprio per questo così denso di sentimenti delicati, soavi come le Marine e mai impertinenti, neanche nei nudi glabri ed esausti.

È padrona la pittura nelle sparute e guizzanti pennellate della Nevicata, resa quasi astratta dalla velocità del gesto; lo è poi in Mare d’inverno, sebbene più minuziosa e segnica; e una linea d’ombra accomuna queste opere: la malinconia grigia e un po’ severa che ricorda il viso barbuto del maestro.
Nessuna teatrale messa in scena, né affettazione: solo la vita comune di un uomo qualunque che cerca qualcosa a terra in Casa di pittore, accanto a un libro caduto e a un bambino che posa enigmatico con una maschera in mano, minuscolo richiamo alle atmosfere sospese della Metafisica. E ancora colori, materia e lirismo nei fiori afflitti e colanti di Vaso con ginestre, preziosi riflessi di luce e consistenza legnosa nella pittura della Natura morta (1925-28).

E la pittura si coniuga ai linguaggi dei nuovi e vecchi media grazie all’installazione ambientale di Umberto Naso, alle proiezioni multimediali, a un video d’epoca restaurato e integrato dagli interventi del curatore e alle stampe 3D di alcune sculture che possono essere toccate dai visitatori; alla fine è prevista anche una visita virtuale nelle opere di Elio Romano, grazie ad animazioni digitali immersive che fanno addentrare tra i contesti di vita e gli affetti del maestro, per una mostra, dunque, che come afferma Vicari è davvero “una sorta di viaggio affettivo tra luoghi, amicizie e amori di Elio Romano”.

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Elio Romano, Natura morta, 1925-28, olio su tela
  2. Elio Romano, Casa di pittore, 1940-42, olio su tela
  3. Elio Romano, Nudo (forse Fanuzza), 1939-1943, olio su tela
  4. Elio Romano, Marina, 1996, olio su tela

IN COPERTINA

Elio Romano, Natura morta, 1925-28, olio su tela

 

Orari:
dal lunedì al venerdì 9:00-13:00
sabato 16:00-19:00
Domenica chiuso

Sito web: https://www.abacatania.it/eventi/mostra-libero-elio-romano/

Dove e quando

Evento: Libero Elio Romano 1909 - 1996

Indirizzo: Palazzo della Cultura, Via Vittorio Emanuele II, n. 121, Catania
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Fino al: 20 Gennaio, 2023