Chissà fosse vissuta oggi, cosa avrebbe fatto Cristina: sarebbe stata una scrittrice o magari un’anchorwoman in tv, avrebbe usato Instagram o forse solo Twitter, si sarebbe fatta chiamare storico o storica? E poi, avrebbe usato la schwa nei suoi testi? Quel che è certo è che Cristina, o Christine se preferite, è stata una delle prime scrittrici indipendenti della storia d’Europa, già nel lontano XV secolo. E se lo è stata, è anche grazie a un uomo, suo padre, docente di medicina a Bologna prima e consigliere (e astrologo) di Carlo V a Parigi poi. Fu lui ad avere l’intuizione, realizzando di aver di fronte una figlia così dotata, di far studiare Cristina, o Christine se preferite, mentre la madre… beh la madre non era proprio della stessa idea:
“Abbiamo già due maschi da istruire. Che bisogno c’è di far studiare una femmina? Meglio che impari a filare. Le servirà di più per sposarsi.”
Prima di continuare devo confessare la mia colpevole ignoranza in materia: avevo sentito parlare di Cristina, o Christine se preferite, solo una volta, in una conferenza di Alessandro Barbero che l’aveva appunto definita la prima scrittrice professionista della storia. Mi sono allora interessata alla storia di Cristina, nata a Venezia nel 1364 da Tommaso da Pizzano. E come Cristina da Pizzano era conosciuta questa figlia intelligente e curiosa, fino a che non si trasferisce col padre e il resto della famiglia a Parigi, nel 1369. Qui diventa Christine de Pizan e cresce alla raffinata corte francese, dove ha accesso addirittura alla biblioteca reale del Louvre.
Mi sono ricordata di Christine quando in libreria ho visto il nuovo lavoro di Nicoletta Bortolotti, che per Harper Collins ha da poco pubblicato Un giorno e una donna. Il libro è la storia di Christine che lei stessa racconta, sotto forma di lettere alla figlia, ripercorrendo gli anni della giovinezza e il matrimonio a soli quindici anni, ma anche la morte del padre e quella del marito, che la piomba in uno stato di cupa depressione dalla quale riesce a sollevarsi solo “diventando un uomo”. È in questa seconda vita che Christine diventa anche una scrittrice e – potremmo dire – una protofemminista in quel suo essere convinta che donne e uomini sono uguali per natura, e che solo il ruolo sociale e l’educazione fanno la differenza. Sarà per questo che nel romanzo Christine si rivolge all’amatissima figlia, e a lei parla di conquiste che hanno dovuto attendere per secoli prima di realizzarsi. La storia di Christine, che sembra uscita da un romanzo cortese ma che è al tempo stesso così moderna, ha ancora molto da insegnarci.

Dettagli

Nicoletta Bortolotti
Un giorno una donna
HarperCollins
pp. 469

Sito web: https://www.harpercollins.it/9791259851086/un-giorno-e-una-donna/%20%20

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