Diventato partigiano dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, il giovane Milton una mattina costringe il compagno Ivan in marcia con lui sulle colline di Alba a deviare il cammino, per rivedere la villa dove ha trascorso momenti felici della sua vita ‘di prima’.
La vecchia custode lo riconosce amico della sua giovane padrona Fulvia, fuggita da quella casa di campagna per tornare dai genitori a Torino, così il ragazzo le chiede di introdursi all’interno per un’ultima visita al luogo sacro dei suoi ricordi; il grammofono con le note di Over the rainbow, pomeriggi lontani da solo in compagnia della fanciulla o insieme a Giorgio, l’amico di sempre adesso partigiano anche lui in un’altra brigata.
La donna si lascia andare a quelle mezze parole di paese che sfiorano la maldicenza, insinua senza affermare, di frequentazioni tra Fulvia e Giorgio successive alla partenza di Milton, in orari poco consoni alla rispettabilità. La gelosia esplode nell’animo del partigiano, figlia di un sentimento d’amore diventato forza vitale nei momenti più duri, innescando un’ossessione capace di oscurare improvvisamente ogni impegno per la lotta collettiva, che lo spinge a spendere ogni energia per raggiungere Giorgio e conoscere la verità; mentre tutt’intorno a lui continua a infuriare la battaglia, gli scontri e le stragi di civili, il terrore e la fame della povera gente, l’infamia del potere fascista agonizzante che sferra i suoi ultimi cruenti colpi di coda.

Asciutto ed essenziale, breve come il romanzo di Beppe Fenoglio da cui è liberamente tratto, Una questione privata è il nuovo film dei fratelli Paolo e Vittorio Taviani, pieno di splendide invenzioni cinematografiche di puro linguaggio filmico che raccontano il dramma della Resistenza; frammenti estranei al testo originale in cui situazioni senza dialogo danno potenza al flusso narrativo con momenti toccanti di sublime poesia – l’incontro casuale, fulmineo e silenzioso di Milton coi genitori o la bimba sopravvissuta allo sterminio della famiglia che beve dell’acqua – ben integrati con vere e proprie visioni scaturite dalla pagina scritta, tipo i partigiani che emergono dalla nebbia coperti di fango come guerrieri dipinti coi colori di guerra.

Ormai cifra consolidata del loro stile, i Taviani inseriscono nel tessuto narrativo episodi reali di vita vissuta assenti nell’opera letteraria; qui è la sequenza in cui Giorgio dà coraggio ai ragazzini appena reclutati, preoccupati di cedere alla tortura fascista in caso di cattura, ustionandosi un polso, un ricordo personale, intimo e doloroso, dell’amico Giuliani G. De Negri produttore dei loro film più importanti. Allo stesso modo nel precedente Maraviglioso Boccaccio l’episodio della morte di una giovane appestata assente nel Decamerone, è memoria di una sorella della madre dei due cineasti morta di Spagnola, che ha poi determinato la scelta di Valentina Bellè, interprete della moribonda, per il ruolo di Fulvia in Una questione privata.

L’assurdità della guerra è tutta nella scarna inaccettabile insensatezza della fucilazione di un ragazzino, attuata per rappresaglia nel nome di un esempio astratto, ma la lotta nel film come nel libro è anche quella nascosta del protagonista, eroe agli occhi degli altri, mosso da sentimenti privati inconfessabili. Scelta perfetta per il ruolo di Milton, Luca Marinelli aggiunge un altro personaggio alla galleria delle sue interpretazioni, dando prova una volta di più di un eclettismo raffinato fuori dal comune che sa spaziare tra prove diversissime, eppure sempre superlative, come quelle offerte in Lo chiamavano Jeeg Robot, Non essere cattivo o Lasciati andare, solo per citare le più recenti.

Girato per la prima volta ‘in solitaria’ da Paolo Taviani, un infortunio ha impedito a Vittorio di raggiungere il set in montagna, grazie all’apporto della scenografa Emita Frigato il film ha ricostruito le Langhe selvagge degli anni ’40, oggi coperte di vigneti a perdita d’occhio, spostando la lavorazione in Val Maira vicino a Cuneo.
Sul piano formale Una questione privata è un’opera di alto livello di cui si raccomanda la visione, ma anche quello etico non è meno importante, per tenere viva la memoria di una generazione di giovani che seppe sacrificare la propria individualità al bene collettivo; oggi che i testimoni diretti sono in via di estinzione e nuove forze d’ispirazione fascista provocatoriamente alzano la testa.

I Taviani hanno vinto la sfida, tentata prima solo da Guido Chiesa con Il partigiano Johnny (2000), di dare forma cinematografica alla scrittura viva e pulsante di Beppe Fenoglio, straordinaria testimonianza diretta di una vita di inimmaginabile difficoltà e durezza.
Spingere alla riscoperta di queste letture è un ulteriore merito del film.
Dettagli
Didascalie immagini
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Locandina italiana
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La villa riemerge dalla nebbia della memoria / Lontani momenti felici
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Un forsennato vagare sulla montagna preda di un’ossessione
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Valentina Bellè è Fulvia / Lorenzo Richelmy è Giorgio
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Luca Marinelli è un Milton perfetto / Vile rappresaglia
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Fratellanza, miseria e violenza di una stagione drammatica
© 2017 Stemal Entertainment / Ipotesi Cinema
IN COPERTINA:
Milton e Ivan, Luca Marinelli e Giulio Beranek, in cammino nei boschi
© 2017 Stemal Entertainment / Ipotesi Cinema
SCHEDA FILM
- Titolo originale: Una questione privata
- Regi: Paolo Taviani
- Con: Luca Marinelli, Lorenzo Richelmy, Valentina Bellè, Francesca Agostini, Jacopo Olmo Antinori, Antonella Attili, Giulio Beranek, Mario Bois, Marco Brinzi, Fabrizio Colica, Mauro Conte, Fabrizio Costella, Lorenzo Demaria, Andrea Di Maria, Gugliemo Favilla, Anna Ferruzzo, Giuseppe Lo Piccolo, Vincenzo Nemolato, Tommaso Maria Neri, Alessandro Sperduti, Francesco Testa, Francesco Turbanti, Josafat Vagni
- Soggetto: Beppe Fenoglio liberamente tratto dal suo romanzo omonimo
- Sceneggiatura: Paolo e Vittorio Taviani
- Fotografia: Simone Zampagni
- Musica: Giuliano Taviani, Carmelo Travia
- Montaggio: Roberto Perpignani
- Scenografia: Emita Frigato
- Costumi: Lina Nerli Taviani, Valentina Taviani
- Produzione: Donatella Palermo, Ermanno ed Elisabetta Olmi con Serge Lalou ed Eric Lagesse per Stemal Entertainment e Ipotesi Cinema con Rai Cinema in coproduzione con Les Films d’ici e Sampek Productions e in associazione con Cineventure
- Genere: Drammatico
- Origine: Italia / Francia, 2017
- Durata: 84' minuti