Sbaglia chi pensa che questa sia una storia di Roma. Sbaglia chi pensa che questa sia una biografia. Sbaglia chi cerca una guida dei monumenti (o una guida delle periferie). E sbagliando, magari, uno si ritrova dalle mani un buon libro che però, a onor del vero, dichiara subito cosa punta a essere: una geografia sentimentale. Roma dal bordo di Loredana Lipperini, giornalista e scrittrice nata a Roma e cresciuta “a Roma, in tempi in cui la giovinezza significava vivere il centro storico, scoprire piazza dei Cavalieri di Malta disegnata da Piranesi, prendere il sole ai tavolini del bar vicino al Pantheon, mangiare carbonara in misteriose trattorie che spuntavano sotto archi seicenteschi”. Curiosa parabola la sua che, seppure nata in un luogo che in quegli anni confinava con la campagna (“quando uscivo per andare a scuola, la mano nella mano della mia nonna e il fiato che congelava, vedevo greggi di pecore accompagnate dal pastore dove oggi passa la tangenziale”) parte dal centro per arrivare a scoprire la periferia, quando è molto più comune il contrario: vivere nei quartieri a ridosso del Grande Raccordo Anulare e concedersi una capatina in centro come fosse un viaggio fuori porta.
Da qui, dai tavolini al sole vicino al Pantheon a via dei Monti Tiburtini, l’autrice racconta una Roma fatta a pezzi, che corrisponde a pezzi della sua storia personale che a volte però incontra quella più grande, del partito Radicale e di Giorgiana Masi, ma anche della sora Gina e delle colazioni la mattina di Pasqua, del razzismo e dell’isola Tiberina, del McDonald’s aperto in piazza di Spagna con Valentino che voleva far causa perché aveva paura che i suoi vestiti potessero puzzare di fritto, di Centocelle e dell’incubo di trovare un parcheggio che ha portato alla decisione di smettere totalmente di guidare (sì, cercare un parcheggio a Roma è più o meno uguale che cercarlo a Venezia: non ce ne sono mai). È bella questa geografia di Roma, è bello riconoscersi in certi stessi ricordi, o pensare di costruirne nuovi, di riflettere sulle cose in maniera diversa, nuova. E forse è bello vivere in una città che sfugge sempre, perché così bisogna sempre rincorrerle, sempre stare in movimento.

Dettagli

Loredana Lipperini
Roma dal bordo
Una geografia sentimentale
pagine 176
Bottega Errante Edizioni