Sul podio della Filarmonica della Scala è tornato ieri sera, con repliche oggi e domani sempre alle ore 20:00, Tugan Sokhiev per i concerti conclusivi della Stagione Sinfonica 2021/2022. Sui leggii il Secondo concerto di Rachmaninov con Haochen Zhang al pianoforte e la Quarta Sinfonia di Čajkovskij.
Nato a Vladikavkaz, nella Repubblica dell’Ossezia Settentrionale-Alania, ha studiato direzione d’orchestra nella sua città natale e poi al Conservatorio di San Pietroburgo con il leggendario Il’ja Musin, di cui è stato uno degli ultimi allievi. Dal suo debutto in Islanda con La bohème ha diretto in tutto il mondo, dividendosi tra repertorio sinfonico e quello lirico.

A quarantaquattro anni Sokhiev, che era già stato ospite della Stagione Sinfonica nel 2007, è uno dei direttori più apprezzati nelle sale di tutto il mondo e fino al marzo scorso ha rivestito la carica di Direttore Musicale contemporaneamente al Théâtre du Capitole di Toulouse e al Teatro Bol’šoj di Mosca.
Allo scoppiare della guerra ha deciso di manifestare insieme la sua contrarietà a ogni conflitto e all’ostracismo di cui rischiava di essere vittima la cultura russa, dimettendosi da entrambi i teatri e continuando la sua carriera di musicista senza impegni istituzionali. Sokhiev, che è estremamente parco di dichiarazioni, ha accettato di parlare del programma in un’intervista ad Alessandro Tommasi pubblicata sul numero di ottobre della Rivista del Teatro.

Quello di ieri è stato invece un debutto alla Scala per il trentaduenne Haochen Zhang, nato a Shanghai, si è formato al Conservatorio della sua città e alla Shenzhen Arts School, prima di diplomarsi in pianoforte con Gary Graffman al Curtis Institute of Music di Philadelphia.
Dotato di profonda sensibilità musicale e di uno spettacolare virtuosismo, la vittoria alla XIII Van Cliburn International Piano Competition dà l’avvio alla sua brillante carriera internazionale.
Nel 2017 ha ricevuto l’ambito Avery Fisher Career Grant, che premia i musicisti di talento particolarmente promettenti.