Nella sede della presidenza della Regione Toscana è stata presentata, venerdì scorso, la stagione autunnale di Musicus Concentus, un ricchissimo programma di concerti in occasione dei cinquant’anni di questa eccellente realtà fiorentina; tra gli eventi in cartellone spiccano cinque spettacoli realizzati con il sostegno della Regione Toscana e dell’Opera di Santa Maria del Fiore proprio per il traguardo del mezzo secolo dell’Associazione.
Dopo l’appuntamento “Sulla inutilità della guerra” – per voce recitante e musica che l’Opera di Santa Maria del Fiore, con la produzione e direzione artistica di Musicus Concentus, ha offerto alla Città di Firenze – del concerto di Theon Cross in Sala Vanni e quello di Yves Tumor ad Ultravox Firenze, adesso è la volta del Piano Solo di Tigran Hamasyan.
Il trentenne Hamasyan unisce la potenza dell’improvvisazione jazz, alla musica folcloristica della sua terra natale, l’Armenia, e alla potenza del rock; il suo concerto si terrà in data unica il 30 settembre al Teatro Puccini, recentemente rinnovato per accogliere il grande pubblico con una acustica di prim’ordine, è inserito nel programma de “I Poeti del Piano Solo”, un festival totalmente dedicato al recital di piano solo, diretto dal pianista Stefano Maurizi e dal Presidente del Musicus Concentus Fernando Fanutti.

Altro evento speciale, su commissione dall’Opera di Santa Maria del Fiore, si terrà il 26 ottobre nel Duomo di Firenze e vedrà protagonisti Paolo Fresu e Daniele di Bonaventura con il progetto intitolato Altissima Luce e ispirato al Laudario di Cortona. La straordinaria città medievale conserva ancora oggi uno degli esempi più evidenti di produzione musicale paraliturgica prodotta dalla confraternita di Santa Maria delle Laude della chiesa di San Francesco. Il Laudario di Cortona si può ben definire il primo canzoniere in volgare della storia, da cui il progetto “Altissima Luce” sceglie dodici laudi e le rilegge nella inimitabile chiave jazz di Paolo Fresu e Daniele di Bonaventura, in quartetto con Michele Rabbia e Marco Bardoscia, supportati dalla nuova Orchestra da Camera di Perugia e dal gruppo vocale Armoniosoincanto.
Per la terza edizione di Poeti del Piano Solo, realizzata in collaborazione con l’Associazione Something Like This, una novità nella dislocazione degli appuntamenti nella città di Firenze: ogni concerto si svolgerà in un luogo diverso, coinvolgendo sedi prestigiose in un ideale giro della città in musica.

Oltre al già citato Teatro Puccini per Tigran Hamasyan, c’è anche l’immancabile Sala Vanni, presidio culturale dell’Oltrarno fiorentino e sede storica del Musicus Concentus. Qui domani, mercoledì 28 settembre, si esibirà Enrico Pieranunzi con il suo Piano Solo Unlimited, un’avventura musicale da seguire nota dopo nota.
Passando da una canzone di Gershwin a Scarlatti, da un blues a un brano originale che racconta una storia tutta sua e “dà voce al desiderio di superamento del confine interpretativo” egli “si prende la libertà di interpretare se stesso”.
Nella splendida Galleria del Campanile del Museo dell’Opera del Duomo, giovedì 29 settembre, Tania Giannouli sarà la protagonista della serata (ingresso gratuito fino a esaurimento posti, prenotazione obbligatoria scrivendo a eventi@duomo.firenze.it). Compositrice e improvvisatrice, la pianista è nota per trasferire sulla tastiera questa sua doppia dimensione che la porta a esplorare il mondo del jazz con personalità, facendo ricorso anche al suo background classico e alle influenze folkloriche della terra di origine, la Grecia.

I pianisti inseriti nel programma della rassegna si esibiranno suonando il gran coda Steingraeber & Sohne modello E-272, uno dei pianoforti per concerto più distintivi e straordinari.
Anche quest’anno saranno sei i concerti in programma nel cartellone di A Jazz Supreme, pensato da Fernando Fanutti e dal pianista Simone Graziano come omaggio al disco “A Love Supreme” di John Coltrane. Sabato 14 ottobre in cartellone Jazzasonic; l’idea di questa formazione nasce grazie ad Italia Jazz Club che chiese a Dario Cecchini di creare una band che suonasse la sua musica durante i due giorni de Il jazz italiano per le terre del sisma a L’Aquila. I nomi sono conosciutissimi: Claudio Filippini al piano e tastiere, Gabriele Evangelista al contrabbasso e Stefano Tamborrino alla batteria, non solo dei fuoriclasse dei propri strumenti ma anche duttili ed esperti conoscitori dei tanti stili che la musica di oggi offre.
Venerdì 21 ottobre spazio a Dan Kinzelman con Unfall, unico progetto da leader del sassofonista statunitense, affiancato da tre degli improvvisatori più originali in Italia: Mirco Rubegni alla tromba e al corno, Manuele Morbidini al sax contralto e Rossano Emili al sax baritono e clarinetto basso.
Il progetto Panaemiliana, in programma per A Jazz Supreme venerdì 28 ottobre, si forma dall’incontro di cinque musicisti attivi nella scena musicale bolognese ed italiana. Il progetto è un viaggio tra Bologna e le madonne dei pilastrini rubate lungo la via Emilia.
Venerdì 4 novembre sarà invece la volta dello Jacopo Ferrazza 5tet, che presenta il progetto Fantàsia. La musica del quintetto si basa su una folta parte di scrittura e di programmazione assecondata da un’improvvisazione che è quasi sempre al servizio della composizione e della sua evoluzione descrittiva.
Nel penultimo appuntamento in Sala Vanni, previsto per venerdì 11 novembre, il Ben Lamar Gay Ensemble. Cornettista originario di Chicago, Ben LaMar Gay è uno dei più avventurosi e curiosi musicisti in circolazione il cui sound spazia tra avant-garde jazz, hip-hop e indie rock, traendo spunto anche dalla tradizione brasiliana e dalle sperimentazioni elettroniche.
Infine, venerdì 18 novembre, sarà la volta di Linda May Han Oh: una bassista e compositrice che ha suonato e inciso con artisti del calibro di Pat Metheny, Kenny Barron, Joe Lovano, Dave Douglas, Terri Lyne Carrington, Steve Wilson, Geri Allen, and Vijay Iyer.
Segnaliamo, infine, che è in corso la selezione delle band che parteciperanno alla quarta edizione di Jazz Prime, due giornate di concerti il cui obiettivo è quello di offrire ad alcuni dei più promettenti giovani e giovanissimi del jazz italiano un vero palco e la possibilità di farsi apprezzare dal pubblico, in un progetto itinerante che quest’anno si svolgerà il 25 e 26 novembre al Teatro Giotto di Vicchio.
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