Cari Bambini.
Segnalo una gran bella iniziativa a voi riservata dal Teatro alla Scala di Milano che, per la prima volta, ha commissionato un’opera per ragazzi a un autore contemporaneo tratta dallo straordinario “Il piccolo principe” scritto e disegnato da Antoine de Saint-Exupéry.

Tradotto in lingua inglese, fu pubblicato la prima volta a New York nel 1943 durante la seconda Guerra Mondiale. L’edizione originale, quella in francese, fu pubblicata nel 1945, un anno dopo che l’autore, arruolatosi nell’aviazione, era stato abbattuto – il 31 luglio 1944 – di fronte alla costa marsigliese da un velivolo della Luftwaffe.

Per la traduzione in italiano bisognerà attendere il 1949. Oggi, “Il piccolo principe“, è disponibile in trecento lingue e dialetti e risulta essere l’opera letteraria più tradotta escludendo i testi religiosi.

La nuova opera ha debuttato sabato 15 ottobre e, per oltre un anno, sono in programma tantissime altre repliche – sia aperte al pubblico, sia riservate alle scuole. Oggi le recite saranno addirittura due: una con inizio alle ore 11:00 e l’altra alle14:30.
Questo “Piccolo Principe” è stato realizzato dal compositore Pierangelo Valtinoni insieme a Paolo Madronsi (che ha scritto il “libretto” cioè i testi), ha la durata di circa un’ora e presenta un linguaggio musicale contemporaneo capace di coinvolgere immediatamente il pubblico di ogni età .

I bambini in sala saranno coinvolti nella rappresentazione grazie alle stelle di carta da realizzare con un kit apposito scaricabile alla pagina dello spettacolo sul sito del Teatro (per comodità clicca qui).
Se i vostri genitori progettano da tempo di farvi conoscere Milano, potreste suggerire di scegliere il periodo coincidente con una replica (più sotto trovate tutte le date). Non ve ne pentirete!

p.s.
Siccome questo articolo verrà letto anche da appassionati e conoscitori dell’opera, riporto quanto scritto nel comunicato stampa: “Tecnicamente ci si attiene all’ambito tonale, pur trattato con libertà, mentre nell’approccio al testo di Saint-Exupéry vengono sbalzati in primo piano i temi del viaggio e dell’iniziazione.

Di questa iniziazione fa parte anche il tema del distacco, che viene trattato con delicatezza ma non eluso. Nello stesso tempo la rosa cui il Piccolo principe dedica ogni cura sul suo pianeta, o meglio sull’asteroide B-612, è sviluppata come metafora dell’amore adolescenziale. Il racconto di Saint-Exupéry si conferma come una summa dei passaggi della crescita, trattati però senza eccessi didascalici o moralistici.”
Inoltre, ulteriori informazioni, sono pubblicate nei dettagli.

Dettagli

IL PICCOLO PRINCIPE

Musica di Pierangelo Valtinoni
Libretto di Paolo Madron
tratto dall’omonimo racconto di Antoine de Saint-Exupéry
(Edizione Boosey & Hawkes)

Direttore
Vitali Alekseenok (15, 16, 22, 29, 31 ott.)
Bruno Nicoli (21, 28 nov.; 3 dic. e 16 mar.)
Paolo Spadaro Munitto (19 dic.; 29 gen. e 3, 7 feb.)

Regia Polly Graham

Scene Basia Bińkowska
Luci Marco Filibeck
Coreografia Jenny Ogilvie

Personaggi e interpreti

  • Il Piccolo Principe
    Mara Gaudenzi (15, 16 pom., 22 mat. ott.) /
    Aleksandrina Mihaylova (16 mat., 22 pom. ott.)
  • Il Pilota
    Matias Moncada (15, 16 pom., 22 mat ott.) /
    Giuseppe De Luca (16 mat., 22 pom. ott.)
  • La Volpe / Passante 1
    Greta Doveri (15, 16 pom., 22 mat. ott.) /
    Valentina Pluzhnikova (16 mat., 22 pom. ott.)
  • Il Re / Il Serpente / Passante 2
    Sung-Hwan Damien Park (15, 16 pom., 22 mat. ott.) /
    Pierpaolo Martella (16 mat., 22 pom. ott.)
  • La Madre / La Vanitosa / La Rosa
    Fan Zhou (15, 16 pom., 22 mat. ott.) /
    Nicole Wacker (16 mat., 22 pom. ott.)
  • Il Padre / L’Uomo d’Affari
    Andrea Tanzillo (15, 16 pom., 22 mat. ott.) /
    Hyun-Seo Park (16 mat., 22 pom. ott.)
  • L’Eco
    Valentina Diaz e Carlotta Taiuti (15, 16 pom., 22 mat. ott.) /
    Bianca Casertano e Rebecca Luoni (16 mat., 22 pom. ott.)
  • I Passanti / Lo Stormo di Uccelli / Coro delle Rose
    Coro di Voci bianche

Orchestra, Solisti e Coro di Voci Bianche
dell’Accademia Teatro alla Scala
Direttore del Coro di Voci Bianche Bruno Casoni

Nuova produzione Teatro alla Scala

La storia

(courtesy  Teatro alla Scala)

Un bambino è intento a disegnare. Traccia una forma allungata con un rigonfiamento in mezzo: un boa che ha ingoiato un elefante. Quando mostra il suo capolavoro ai genitori, riceve una delusione: in quell’immagine piena di fantasia, quelli non vedono che un cappello. Molti adulti, purtroppo, si sono dimenticati di essere stati bambini.
Non tutti, però. Diventato grande, il nostro disegnatore incompreso è diventato un aviatore, un Pilota sempre in cerca di avventure. Un giorno, mentre sta sorvolando il deserto del Sahara, un guasto lo costringe a un atterraggio d’emergenza. Mentre cerca di riparare l’aeroplano, ecco sbucare tra le dune un bambino con i capelli biondi, avvolto in una enorme sciarpa gialla. È il piccolo Principe, il protagonista della nostra storia.
Senza tanti preamboli, chiede al Pilota di disegnargli una pecora. Dopo vari tentativi, questi si cava d’impiccio disegnando una scatola: la pecora, spiega, si trova al suo interno. Il piccolo Principe, però, è preoccupato: oltre all’erba la pecora mangerà anche i fiori? Anche quelli con le spine? Al pensiero che la bestiola possa soffocarsi con una spina, scoppia in lacrime. Il Pilota lo tranquillizza promettendogli di disegnare una museruola alla pecora. L’aviatore, però, è rimasto colpito: sa che ogni lacrima racchiude un suo mistero.
Il piccolo Principe racconta la sua storia. Anche lui è sceso dal cielo: viene dall’asteroide B-612, poco più grande di una stanza, dove viveva in compagnia di una bellissima Rosa che accudiva amorevolmente. La Rosa era nata da certi semi portati dai venti dello spazio e si dava arie da gran viaggiatrice. Incuriosito e un po’ indispettito dalle sue vanterie, il piccolo Principe cominciò a provare il desiderio di visitare altri pianeti; e così, un giorno, salutò la sua Rosa e partì facendosi trasportare da uno stormo di Uccelli migratori che passava di lì.
Arrivò su un altro asteroide, dove viveva niente meno che un Re. Al Re piaceva moltissimo comandare, perché lo faceva sentire davvero importante. Purtroppo, però, non c’era nessuno! Il piccolo Principe rimase pazientemente a farsi impartire un po’ di ordini; poi, annoiato, ripartì con gli Uccelli.
Passò poi dal pianeta della Vanitosa. La Vanitosa era una cantante, e avrebbe tanto desiderato un pubblico che l’ammirasse! Le avrebbe permesso di non soffrire la solitudine e non accorgersi di invecchiare. Il piccolo Principe, sempre più perplesso, riprese il volo con gli Uccelli migratori.
Giunse su un altro pianeta, abitato da un Uomo d’affari impegnato in interminabili conteggi: per accumulare più ricchezze di tutti, era diventato un compratore di stelle. Il piccolo Principe obiettò che non basta possedere le cose, ma bisogna prendersene cura; l’Uomo d’affari, però, era troppo assorbito dai suoi calcoli e non lo sentì nemmeno. Gli Uccelli si divertirono a fargli il verso, starnazzando numeri su numeri; poi, ripreso il loro passeggero, si diressero verso la Terra. Arrivati al deserto del Sahara, fecero scendere il piccolo Principe e volarono via. Si fece allora avanti un Serpente, strisciando tra le dune, che invitò il giovane viaggiatore a chiamarlo se avesse sentito nostalgia di casa: avrebbe pensato lui a organizzargli il viaggio.
Il piccolo Principe attraversò le sabbie del deserto, le rocce e le nevi, e arrivò in un giardino pieno di rose. Fu stupito e un po’ deluso, perché era convinto che la sua fosse l’unica Rosa al mondo. In quel momento si fece avanti una Volpe. Il piccolo Principe la invitò a giocare. La Volpe acconsentì, ma prima lui avrebbe dovuto addomesticarla: cioè, avrebbero dovuto diventare amici.
Il racconto è terminato. Il piccolo Principe e il Pilota, assetati, s’incamminano in cerca d’acqua. L’adulto è dubbioso, ma il bambino lo esorta a non perdere la fiducia: non bisogna fermarsi alle apparenze, l’essenziale è invisibile agli occhi. Così, i due ripartono, e subito trovano un pozzo! Possono finalmente bere. Il piccolo Principe ride felice, ma il Pilota è turbato senza sapere perché. A malincuore, si avvia verso l’aeroplano per finire di ripararlo.
Rimasto solo, il piccolo Principe sente la nostalgia del suo asteroide e della Rosa. Chiama il Serpente, che non si fa aspettare. Lo rassicura: il suo veleno gli permetterà di viaggiare più in fretta. Poi avvolge il piccolo Principe tra le sue spire.
Torna il Pilota, che ha assistito alla scena da lontano. Vede il piccolo Principe prendere il volo, avvolto da una luce gialla, e posarsi su una stella. A terra rimane solo la sua sciarpa. Il Pilota alza lo sguardo: dal cielo, risuona la risata argentina del piccolo Principe.

La musica

(courtesy  Teatro alla Scala)

Il piccolo Principe è un libro per bambini? Sì, ma non solo: la storia fiabesca e poetica nata dalla penna di Antoine de Saint-Exupéry ha molto da dire a tutti, grandi e piccoli; forse soprattutto agli adulti che non hanno dimenticato di essere stati bambini. Nelle avventure del piccolo Principe trovano posto argomenti profondi come il significato dell’amicizia, la capacità dei sentimenti di dare valore alle nostre scelte, l’importanza di saper guardare al di là delle apparenze e addirittura un tema difficile come quello della morte.
Lo stesso discorso si può fare per la musica composta da Pierangelo Valtinoni per questa nuova versione del Piccolo Principe, basata su un adattamento del romanzo scritto da Paolo Madron e realizzata appositamente per il Teatro alla Scala. Si tratta di un’opera pensata soprattutto per i bambini, ma che allo stesso tempo, come il libro, si rivolge anche agli adulti: ognuno troverà pane per i suoi denti.
La musica è molto varia, in continua trasformazione, ma attraversata dall’inizio alla fine da una sottile vena di malinconia, proprio come il romanzo. In gran parte, a dare questo particolare colore alla musica è il tema principale dell’opera, quello associato al piccolo Principe: una melodia delicata, che pare pronta a spiccare il volo. È la prima a risuonare in orchestra, prima ancora che si apra il sipario, e percorre tutta l’opera, facendo capolino tra altre idee, talvolta in forma un po’ modificata, ma sempre riconoscibile. D’altra parte, come dice la Volpe, gli amici si riconoscono tra mille e mille! Sul palcoscenico, la parte del piccolo Principe è interpretata da un soprano leggero (o da una voce bianca), che con la sua voce acuta e sottile rende bene l’idea di un bambino. Tende a cantare in modo semplice, lineare, per esprimere la sua innocenza.
Oltre al protagonista, anche gli altri personaggi ricevono un trattamento musicale particolare, diverso da tutti gli altri: il compositore ha dato a ognuno di loro una voce inconfondibile. Così, la Rosa è affidata alla purezza di una voce bianca e si presenta con una melodia affascinante, che ci fa capire bene perché il piccolo Principe sia incantato da lei. Al Pilota, naturalmente, spetta una voce maschile: quella di un basso, scura e profonda. È un sognatore, che talvolta rimane assorto a intonare melodie sospese. Anche l’orchestra ce lo fa capire, sottolineando le sue parole con immagini musicali evocative, movimentate, ricche di colori. Mentre la parte della Volpe è affidata alla voce morbida di un mezzosoprano e caratterizzata da melodie scattanti, lanciate in continue corsette avanti e indietro, il Serpente è interpretato da un baritono, cioè dal cantante che di solito nell’opera impersona parti d’antagonista, ma anche di saggi o anziani, oppure di personaggi comici. Il Serpente infatti non è né buono né cattivo: è una figura misteriosa, che canta con melodie sinuose, sfuggenti, che procedono in modo imprevedibile.
Anche i comprimari appaiono ben caratterizzati. Il Re è un baritono dai toni imperiosi, che l’orchestra sostiene con ritmi marziali; ma gli interventi del piccolo Principe ne spezzeranno la regolarità. La Vanitosa è un soprano e si presenta come la caricatura di una cantante lirica: risulta sempre eccessiva, come se recitasse, e perfino il tempo di valzer su cui canta appare un po’ meccanico. La scena dell’Uomo d’affari, poi, si svolge in un panorama musicale tutto luccicante di puntini luminosi e freddi, proprio come le stelle che il personaggio conta senza sosta. D’altra parte, tutti gli ambienti che fanno da sfondo alle avventure del piccolo Principe sono dipinti attraverso l’infinita tavolozza di colori dell’orchestra: dallo spazio, sospeso in un pulviscolo finissimo di suoni, al deserto, percorso da echi simili a giochi di specchi.
Nella scena finale dell’opera, poi, i due ambienti, il deserto e lo spazio, s’incontrano, sembrano sovrapporsi e diventare una cosa sola. Il tempo sembra fermarsi, fino all’ultimo ritorno del tema principale nel coro conclusivo. Un coro dolcissimo sembra dirci che, in fondo, il piccolo Principe non morirà mai.

Didascalie

  1. Immagine guida de “Il piccolo principe” scaligero
  2. Un bozzetto per “Il piccolo principe” scaligero
  3. Una scena dello spettacolo
  4. Aleksandrina Mihaylova nei panni del Piccolo Principe
  5. Giuseppe De Luca nei panni del Pilota
  6. Il Piccolo Principe con La Vanitosa interpretata da Fan Zhou

 

Prossime repliche aperte al pubblico

  • 22, 29 ottobre 2022, ore 11 e ore 14.30
  • 31 ottobre 2022, ore 14.30
  • 3 dicembre 2022, ore 11 e ore 14.30
  • 29 gennaio 2023, ore 11 e ore 14.30
  • 28 ottobre 2023, ore 11
  • 29 ottobre 2023, ore 11 e ore 15

Recite riservate alle scuole

  • 21, 28 novembre 2022, ore 11 e ore 14.30
  • 19 dicembre 2022, ore 11 e ore 14.30
  • 3, 7 febbraio 2023, ore 11 e ore 14.30
  • 16 marzo 2023, ore 11 e ore 14.30
  • 10, 27, 28 novembre 2023, ore 11 e ore 15

Dove e quando

Evento:

Indirizzo: Teatro alla Scala - via Filodrammatici, 2 - Milano
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