
Il nuovo film di David Cronenberg nasce da una sceneggiatura originale che il cineasta canadese ha scritto più di vent’anni fa tra il 1998 e il 1999, ma oggi questo suo Crimes of the future [Crimini del futuro] risulta quanto mai attuale perché, tra orizzonti di transumanesimo in pericoloso avvicinamento e totalitarismo sanitario, il corpo umano è diventato il vero campo di battaglia del nuovo millennio.
In un futuro non troppo lontano l’umanità sta mutando fisicamente per adattarsi all’ambiente sintetico in cui si trova a sopravvivere, la tecnologia mette a disposizione degli individui oggetti progettati per essere di supporto ad attività come il riposo o la nutrizione, che essendo funzioni naturali non dovrebbero aver bisogno di alcun aiuto, ma fino a questo punto l’habitat dell’uomo si è deteriorato e il letto Orchibed, o la sedia BreackFaster, rappresentano questa nuova realtà.
Saul Tenser è un artista con un corpo straordinariamente prolifico nel generare nuovi organi interni dalle funzioni sconosciute, in un mondo che ormai ha quasi completamente eliminato il dolore e le infezioni, con la complicità di Caprice, ex chirurgo traumatologico che è molto più di una semplice assistente, crea esibizioni performative in cui si fa asportare in pubblico, sotto gli occhi elettronici di una moltitudine di dispositivi fotografici e di registrazione, il nuovo organo estraneo alla sua anatomia congenita.
Diventato vera e propria star di queste performance che nella loro essenza assumono ambigue valenze erotiche, in relazione all’implicita componente voyeuristica che le contraddistingue, Saul è avvicinato da Timlin e Wippet ufficiali del Registro Organi Nazionale, segretamente istituito dalle autorità per tentare di dare una normativa al caos delle mutazioni, ma niente è quello che appare e ogni personaggio in campo cela moventi segreti diversi dalle intenzioni dichiarate.

Fin dai titoli di testa che esplorano l’epidermide come fosse una superfice lunare, Crimes of the future rappresenta l’universo intero del Cinema di David Cronenberg, che partendo dagli horror piuttosto sanguinolenti degli esordi è evoluto a raccontare anche mutazioni più complesse della psiche umana, in questo nuovo capitolo della sua opera sono presenti rimandi a titoli come Il pasto nudo, Existenz, Crash, ma anche Videodrome e Inseparabili con un grande Jeremy Irons.

Riflessione sul valore dell’Arte contemporanea e sulla sua funzione attuale, ironico nel parlare di bellezza ‘interiore’ – ma anche in battute come: “Ti sei tagliato facendo la barba?” – il film medita sulla necessità dei corpi di adeguarsi all’ambiente sempre più inquinato nel quale viviamo, anche prendendo atto di un’evidenza scientifica dei nostri giorni, secondo cui nell’organismo di tutti gli esseri umani sulla Terra sono presenti microplastiche dovute alla situazione degli oceani.

Girato interamente ad Atene in luoghi che uniscono il sapore dell’antichità alla decadenza dell’ambiente odierno, Crimes of the future vive di atmosfere suggestive grazie a collaborazioni consolidate, come quelle con Carol Spier scenografa – a parte due titoli – di tutta la filmografia di Cronenberg e Viggo Mortensen, nel ruolo protagonista di Saul Tenser, al quarto film con l’autore di Scanners dopo A history of violence, La promessa dell’assassino e A dangerous method.

Un’ottima selezione di attori, con Léa Seydoux nei panni di Caprice e Kristen Stewart in quelli di Timlin, insieme a volti meno noti come Welket Bungué, Don McKellar e Scott Speedman – rispettivamente il detective Cope, Wippet e il sovversivo Lang Dotrice – dà forma a un intreccio in cui le mutazioni fisiche indotte dall’ambiente tossico vengono considerate minacce dal potere che governa la società, per la natura eversiva – quindi incontrollabile – di impreviste alterazioni.

Presentato in concorso al 75° Festival di Cannes lo scorso mese di maggio, Crimes of the future di David Cronenberg sarà nelle sale italiane dal prossimo 24 agosto distribuito da Lucky Red.