Sin dal 1813, anno in cui istituisce la Scuola di Ballo, il Teatro alla Scala ha voluto coltivare un vivaio di giovani dotati di talento, favorendo, nel tempo, la progressiva crescita di un polo didattico che nel 2001, come Fondazione, ha assunto il volto che ha oggi, con quattro dipartimenti – Musica, Danza, Palcoscenico/Laboratori e Management – che ogni anno accolgono più di mille e seicento studenti per corsi propedeutici, di formazione e di alto perfezionamento legati a tutte le professioni dello spettacolo dal vivo. Il corpo docente è formato dagli artisti e dai professionisti del Teatro alla Scala che, insieme ai maggiori esperti del settore, condividono l’obiettivo di trasmettere alle nuove generazioni il proprio sapere, frutto di carriere di indiscussa caratura, in scena come dietro le quinte.

Ogni anno il Teatro inserisce nella stagione un’opera interamente affidata ai giovani della sua Accademia e Il matrimonio segreto è il ventesimo titolo, che va ad aggiungersi a quelli in cui, nell’arco degli ultimi anni, gli allievi sono stati chiamati a misurarsi, sia che si trattasse di allestimenti storici sia che fossero, come in questo caso, nuove produzioni firmate da direttori d’orchestra e registi di fama.
Come ormai tradizione, anche quest’anno sono molti i ragazzi che vengono coinvolti nel progetto, non solo coloro che frequentano il Dipartimento Musica – dai cantanti solisti, all’orchestra, ai maestri collaboratori – ma anche alcuni degli studenti del Dipartimento Palcoscenico, come i fotografi e videomaker, o del Dipartimento Management, come i direttori di scena.
I numeri sono significativi: ottanta giovani di quindici diverse nazionalità con un’età media inferiore ai trenta anni.
L’opera scelta, Il matrimonio segreto di Domenico Cimarosa, è tra quelle rimaste più saldamente in repertorio. Il compositore, dopo
tre anni passati alla corte di Caterina a San Pietroburgo, giunse a Vienna nell’anno della morte di Mozart e ottenne la protezione dell’imperatore Leopoldo II, che lo nominò maestro di cappella. Conobbe il poeta Giovanni Bertati e, sui suoi versi – modellati sulla commedia The Clandestine Marriage di George Colman il Vecchio e David Garrick – compose Il matrimonio segreto andato in scena al Burgtheater il 7 febbraio 1792, suscitando tale entusiasmo da spingere l’imperatore a chiedere il bis dell’intera opera la sera stessa.

Proprio sull’onda di questo successo Il matrimonio inaugurò la Stagione di Quaresima del Teatro alla Scala nel 1793: negli anni seguenti tornerà a intervalli regolari e con interpreti del calibro di Galli e Lablache fino al 1828.
Sarà Tullio Serafin a riproporlo nel 1911, seguito nel 1936 da Gino Marinuzzi (con Mafalda Favero) e nel 1949 segnerà la terza regia di un ventottenne Giorgio Strehler, direzione di Mario Rossi e, nel cast, Sesto Bruscantini, Alda Noni, Tito Schipa, Hilde Güden, Fedora Barbieri e Boris Christoff.
Una nuova versione strehleriana, questa volta diretta da Nino Sanzogno, verrà presentata alla Piccola Scala nel 1955 (per l’inaugurazione della sala, e poi a Vienna e Johannesburg) con riprese nel 1957 (anche a Edimburgo), 1958 e 1963. Nel 1972 Lamberto Puggelli propone una nuova versione con le scene di Luciano Damiani e i costumi di Ezio Frigerio: Nino Sanzogno, che ha adottato la revisione di Franco Donatoni, è di nuovo sul podio; cantano tra gli altri Sergio Pezzetti, Margherita Guglielmi e Luigi Alva.
Le riprese del 1979 e 1980, che vedono entrare nel cast Enzo Dara e Claudio Desderi, sono dirette da Bruno Campanella.
Saranno cinque le rappresentazioni – dal 5 al 19 settembre – del Progetto Accademia, con la direzione musicale curata da Ottavio Dantone specialista di musica del Settecento, mentre la regia è firmata da Irina Brook, che torna alla Scala dopo il fortunato dittico dedicato a Kurt Weill realizzato durante il lockdown con la direzione di Riccardo Chailly.
Di Patrick Kinmonth scene e costumi, luci di Marco Filibeck.
In palcoscenico due cast di allievi ed ex allievi si raccolgono intorno all’esperienza e al carisma di Pietro Spagnoli che interpreterà Geronimo: come Carolina si alternano Greta Doveri e Aleksandrina Mihaylova, come Paolino Brayan Ávila Martínez e Paolo Nevi, come Elisetta Fan Zhou e Francesca Pia Vitale (che si è recentemente aggiudicata il primo premio al prestigioso concorso “Neue Stimmen”), come Conte Robinson Jorge Martinez e Sung-Hwan Damien Park, infine come Fidalma Mara Gaudenzi e Valentina Pluzhnikova.