Malattia schizofrenica, crisi epilettiche, psicosi maligna, schizofrenia, disturbo bipolare, personalità borderline, depressione melanconica, alcolismo cronico, sifilide, vertigini, labirintite. Estratto da un’enciclopedia medica? No: sono tutte le malattie che nel corso del tempo sono state attribuite a Vincent Van Gogh, pittore che vanta il curioso primato di essere studiato tanto dalla storia dell’arte quanto dalla scienza medica. Non poteva essere quindi che un romanzo, ma scritto da uno psichiatra, il libro forse più adatto a raccontare la storia del pittore: Vincent Van Gogh, Il giallo della follia, di Giovanni De Plato (Libri Scheiwiller).
– Caro signor van Gogh, come sta oggi?
– Benissimo, signor dottore.
– E ieri?
– Benissimo, signor dottore.
– Ne è sicuro?
 – Sicurissimo, signor dottore.
– Veramente, prima del ricovero, il suo stato di salute non era dei migliori.
– Guardi, signor dottore, io mi sono sempre sentito bene. E oggi più che mai.
 – Se le cose stanno così, posso dirle che è in dimissione.
– Era ora! E non vuole che scoppi di salute?

E il libro comincia proprio col colloquio tra Van Gogh e il direttore della casa di cura dalla quale viene dimesso nel maggio del 1889. Dimesso perché guarito; da cosa, forse non lo sapremo mai. Che poi, tanto guarito non doveva proprio essere se poco più di un anno dopo, nel luglio del 1890, si spara un colpo di pistola. Cosa nasconde il gesto del pittore? Cosa vuol dire quella necessità quasi fisica di dipingere (gli esperti contano ottocentosettantatre quadri, realizzati quasi tutti negli ultimi anni di vita) e di scrivere, di comunicare col prossimo (in meno di vent’anni scrive più di ottocento lettere)? Il libro è un lungo confronto tra Emil Moreno, giovane psichiatra di Basilea, e Karl Jaspers, che a Van Gogh (e Strindberg, ma questa è un’altra storia) dedica tra l’altro il saggio Genio e follia, l’uno persuaso di trovarsi di fronte ad un artista puro l’altro convinto che si tratti di un caso da manuale di schizofrenia. Un contraddittorio tra due modi diversi di vedere, quasi una seduta psicanalitica in cui si è però in tre. E quel terzo è un tale – pazzo o forse solo artista – di nome Vincent.

Dettagli

Giovanni De Plato
Vincent Van Gogh. Il giallo della follia
Libri Scheiwiller
pp. 160

Didascalie immagini

  1. Copertina del volume
  2. Vincent van Gogh, Campo di grano con volo di corvi, 8 luglio 1890, olio su tela, 50,5×103 cm, Van Gogh Museum, Amsterdam
    (fonte)

In copertina

Vincent van Gogh, Campo di grano con volo di corvi,
8 luglio 1890, olio su tela, 50,5×103 cm, Van Gogh Museum, Amsterdam
[particolare]
(fonte)