Oggi apriranno al pubblico “Gallerie d’Italia – Napoli” di cui vi riferiremo la prossima settimana, mentre, lo scorso 16 maggio in piazza San Carlo, a Palazzo Turinetti, sono state inaugurate le “Gallerie d’Italia – Torino” del Gruppo Intesa Sanpaolo che ha affidato, a Michele Coppola, la direzione del quarto museo del Gruppo. Il progetto architettonico di Michele De Lucchi ha trasformato gli spazi  dello storico palazzo in un percorso espositivo di diecimila metri quadri su cinque piani dedicati alla fotografia e al Barocco.

Un luogo dove fotografia e video arte documenteranno e conserveranno immagini, avvenimenti, riflessioni per promuovere i temi legati all’evoluzione della sostenibilità.
L’ingresso avviene dall’attuale cortile della Banca, piazza San Carlo 156, attraverso un grande scalone che porta i visitatori verso gli spazi espositivi dei tre ipogei.

Al primo piano sotterraneo, sono presenti aule didattiche con spazi modulari caratterizzati da una grande vetrata che si affaccia sulla storica “Sala dei Trecento” (dove si svolgevano le Assemblee dell’istituto bancario prima della costruzione del grattacielo torinese) ora destina a ospitate le mostre temporanee. 

Il secondo piano ipogeo, dove si trova la biglietteria, sarà un luogo di comunicazione e di incontro, anche per le scolaresche in visita, punto di snodo del museo da cui il pubblico può decidere come muoversi attraverso molteplici percorsi secondo le scelte e gli interessi.

Una “manica lunga” pensata per la fotografia classica conduce ai locali del terzo piano sotterraneo dove trova sede l’Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo, visibile da parte dei visitatori attraverso una grande vetrata. Un pannello touchscreen di grande dimensione permetterà di consultare le immagini digitalizzate dell’Archivio, reso così accessibile alla fruizione collettiva.  In questo piano si troverà uno dei maggiori elementi caratterizzanti delle Gallerie torinesi: una sala multimediale (40 x 14 m), vero gioiello di tecnologia e di innovazione, dotata di diciassette proiettori 4K in grado di offrire al visitatore la sensazione di essere letteralmente immersi nelle immagini e nei video.

Il percorso di visita non si limita agli spazi ipogei. Risalendo fino al piano terra il pubblico troverà un chiostro all’aperto delimitato da Piazza San Carlo, via XX Settembre e via Santa Teresa, dove apriranno anche una nuova libreria, il caffè e il ristorante.

Al piano nobile del Palazzo, nell’infilata di sale che affacciano su Piazza San Carlo, il percorso museale curato da Fernando Mazzocca, Alessandro Morandotti e Gelsomina Spione esporrà circa quaranta opere – dipinti, sculture, arazzi, arredi – dal Quattordicesimo al Diciottesimo secolo, allestiti in dialogo con gli apparati decorativi tardobarocchi (sovrapporte, boiseries, specchi) del palazzo.

Un ambiente dedicato ospiterà inoltre le nove grandi tele di proprietà della Banca realizzate nella seconda metà del Seicento per decorare l’antico Oratorio della Compagnia di San Paolo, oggi distrutto. Nello stesso piano la storica “Sala Turinetti” sarà destinata a eventi e iniziative cittadine.

Sono due le mostre inaugurali:

“La fragile meraviglia. Un viaggio nella natura che cambia” di Paolo Pellegrin – con il Patrocinio di Regione Piemonte e Città di Torino – un reportage fotografico d’autore, dedicato al tema del cambiamento climatico con la curatela di Walter Guadagnini e il contributo di Mario Calabresi. Il lavoro rappresenta una committenza originale che ha visto impegnato il fotografo in Paesi come Namibia, Islanda, Costa Rica, Italia per fornire una personale lettura per immagini del rapporto tra l’uomo e il suo ambiente naturale, tema cruciale della contemporaneità.

“Dalla guerra alla luna 1945-1969. Sguardi dall’Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo”, una selezione di immagini storiche dell’Archivio omonimo a cura di Giovanna Calvenzi e Aldo Grasso che documenta il miracolo economico italiano dal dopoguerra fino alla più grande conquista dell’uomo moderno, lo sbarco sulla luna.

Per capire l’Italia di oggi è quanto mai opportuno un tuffo nel passato, che illustri passo a passo quel che il Paese è stato ed è diventato nella seconda metà del secolo scorso. Nel 1945 l’Italia era in ginocchio: usciva da venti anni di fascismo e da cinque di guerra, letteralmente «a terra» e bisognava ricostruire il tessuto sociale, l’economia, ma anche le istituzioni politiche dopo la dittatura e il vuoto di potere, creatosi con l’armistizio, durato due anni. La mostra testimonia la ricostruzione del Paese, con le sue difficoltà e i suoi entusiasmi.

Dettagli

Didascalie immagini

Gallerie d’Italia – Torino

  1. una veduta del cortile interno all’ingresso
  2. uno scatto all’interno dell’ipogeo espositivo
  3. ulteriore scatto all’interno dell’ipogeo espositivo
  4. veduta di una sala del piano nobile
  5. veduta di altra sala del piano nobile
  6. Maestro del dossale Bacri-Perugia
    (attivo a Genova tra la fine del XIII e l’inizio del XIV secolo)
    Storie di San Giovanni Battista, 1300-1310 ca.
    tempera e oro su tavola
  7. Gandolfino da Roreto (Asti, 1470-1475 ca. – post 1521)
    Santa Eulalia, 1501-1505, Tempera su tavola
  8. Gandolfino da Roreto
    Storie di san Biagio, 1501-1505, Tempera su tavola
  9. uno scatto all’interno della mostra di Paolo Pellegrin
    “La fragile meraviglia. Un viaggio nella natura che cambia”
  10. un altro all’interno della mostra “Dalla guerra alla luna 1945-1969. Sguardi dall’Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo”

In copertina
particolare di una sala del piano nobile

Dove e quando

Evento:

Indirizzo: Gallerie d’Italia - piazza San Carlo, 156 - Torino
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